DONNA
Una spada per la Natura: intervista a Margherita Granbassi
Scritto il 2012-06-22
da davidemercati
su
Interviste

Fonte: www.comunicatistampagratis.it

Margherita Granbassi è un orgoglio nazionale. Schermitrice, specializzata nel fioretto,  ha conquistato bronzi olimpici, ori mondiali ed europei. Ma non finisce qui. I suoi successi vanno oltre il podio. Nella stagione 2008/2009 ha partecipato ad “AnnoZero” di Michele Santoro e nel 2010 a "Ballando con le stelle". Simpatica, alla mano e un po’ timida Margherita ha davvero uno spirito sportivo, accetta sfide di ogni genere, anche quella dell’eco intervista!  Riuscirà a vincere la medaglia verde  dell’ecologia?

D1) Margherita, sei pronta per un’intervista rapida e scattante come un incontro di scherma?
A Noi!

D2) Cosa significa per te essere veramente ecologista?
Non so rispondere a questa domanda perché non credo di essere "veramente ecologista", ma sin da piccola ho amato la natura e cercato di rispettarla. La sento come un'esigenza fisica e mentale.

D3) Tra i problemi dell’ecologia quali sono secondo te quelli più gravi e prioritari che devono essere affrontati con maggior volontà?
Ho sempre pensato che per ottenere dei grandi risultati bisogna partire da zero, dalle piccole cose, dall' ABC, proprio come quando si impara a fare lo sport. Credo che il problema più grave sia la totale mancanza di educazione ambientale, ed è la scuola che dovrebbe avvicinare i ragazzi a questo argomento...a partire dal non gettare la carta del chewing-gum a terra!

Fonte: wisesociety.it

Schermitori

Per me il desiderio di vivere in un mondo più pulito è una necessità, ci sono molte situazioni di degrado ambientale che mi mettono a disagio e mi suscitano rabbia, soprattutto quelle in cui basterebbe così poco per migliorare. Per esempio, la raccolta differenziata: sotto casa mia a Roma ci sono tutti i bidoni del caso, peccato che la gente butti la plastica nell'indifferenziato e scarti alimentari, le bottiglie nel cartone e i tavoli da stiro a fianco del bidone della carta. E che pochissimi possessori di cani ne raccolgano i "bisogni". Io metterei dei controllori che facciano la multa a chi sgarra e chiederei alle aziende di packaging di renderci la vita più facile!

D4) Che ruolo può avere lo sport nella salvaguardia dell’ambiente?
Molti sport si praticano all'aria aperta, e credo che a nessuno piaccia correre, sciare, pedalare in aree inquinate o degradate...sicuramente gli sportivi sono piu incentivati a rispettare l'ambiente che li circonda e possono provare a farlo capire a tutti.

D5) Se a colpi di eco-spada potessi eliminare un problema ambientale quale sarebbe il primo?
Quello delle immondizie, appunto! E mi piacciono le città in cui viene incentivato l'uso delle biciclette, si inquina meno e nello stesso tempo si fa movimento.

Fonte: wisesociety.it

Schermitori 2

D6) Dacci un eco-consiglio che lasci il segno come Zorro!
Poco fa ero alla fermata del bus e con me un gruppo di adolescenti...uno finisce il suo pacchetto di caramelle, lo appallottola e lo getta in terra. Io, a costo di essere mandata a quel paese come si fa con un vecchietto bacchettone, l'ho pregato con un sorriso di raccoglierlo, indicandogli un cestino pochi metri piu in là. Lui l'ha fatto, sentendosi anche un po' umiliato davanti agli amici, ma credo abbia imparato la lezione con il mio eco-consiglio e forse la prossima volta butterà la carta direttamente nel cestino!

E voi web-reader? Siete d’accordo a dare la medaglia verde a Margherita o volete vedere il replay?

Se non conoscete In Mino Veritas dovete conoscerlo. Seguitelo su Twitter  @tragi_com78 oppure nel suo blog www.inminoveritas.com . Mino è una bomba di comicità, sagacia, intelligenza e amore per l'ambiente ... Un tempo ci si lamentava del brusco passaggio dall’inverno all’estate. Oggi non più. A giudicare dall’ultimo anno meteorologico, non esistono più CHE mezze stagioni. Cambiano i tempi, cambiano anche i detti. E se i detti cambiano, i tetti, quelli con le tegole, scottano sempre di più. Persino le gatte non riescono più a starci. Ci siamo dimenticati il riscaldamento globale acceso? Così pare. No, così PALE. L’energia del vento le fa girare e se le pale eoliche girano, gira anche l’economia, oltre all’ecologia. Ottima alternativa! O no? Ad alcuni tutto questo giramento di pale proprio non va giù. E a chi? Agli ambientalisti! Come? Possibile? Certo: in tema di impatto ambientale, infatti, le pale non sono indolori, soprattutto se le metti in cima ad una montagna o nel bel mezzo di un paesaggio rurale incontaminato. Un impianto eolico produce energia pulita che protegge l’ambiente. Ma per produrne a sufficienza ci vogliono tante pale, altrimenti installarle non conviene a nessuno.  Tante pale, però, rovinano l’ambiente, proprio quello che l’energia eolica dovrebbe salvaguardare. In sintesi, economia ed ecologia non riescono ad andare ancora a braccetto. Le ragioni? Boh, forse perché la eco di economia è troppo forte e copre la eco di ecologia. In più ha alleati forti: anche la politica è avversaria delle tematiche ambientali. Il tema delle energie rinnovabili fa molta presa in campagna, ma se la campagna è elettorale la presa diventa subito una spina. L’energia si rinnoverà pure, ma per i politici i pannelli non sono voto-voltaici: non producono consensi, al massimo seccature. E se la campagna del grano portò molti consensi a Mussolini, qualsiasi politico eviterà come la peste una campagna elettorale in cui spuntano grane. Esistono interessi più grandi da proteggere, questa sembra essere la fissazione dei governanti o aspiranti tali, e, si sa, chiodo scaccia Kyoto. Eppure la riduzione delle emissioni di CO2 sembra inevitabile, altrimenti per la civiltà umana sarà subito serra. Ma i governi dei paesi più industrializzati non ne vogliono sapere, soprattutto a Nuova Delhi c’è qualcuno che fa l’indiano. Il pomo della discordia è sempre il petrolio: a causa sua non si finisce mai di gettare benzina sul fuoco. Ma il petrolio serve a coprire le distanze e senza di lui la globalizzazione non esisterebbe. Un momento: la globalizzazione? Quella che provoca guerre in Medioriente? Quella della diffusione planetaria di prodotti alimentari omologati e geneticamente modificati?Quella del pensiero occidentale imposto unilateralmente? Se globalizzazione fa rima con omologazione siamo sicuri che sia il bene da tutelare in maniera acritica? La risposta a questi interrogativi appare lontana. Oppure no, è vicina, magari a km zero. Chissà, di fronte all’assalto della grande distribuzione e della nuova frontiera del business de localizzato, l’antidoto potrebbe essere quella di rifugiarsi nel proprio orticello e fare di necessità verdure. Benvenuti nell’era vegetalizzata.

Società - Greenmind

Twitter è un bel social network e lo penso davvero. Ancora di più da quando mi ha permesso di conoscere persone come @Alechinellato. Giornalista romana del segno della bilancia che vede nelle APP uno strumento utile per sensibilizzare gli adulti di domani, a partire dalle scuole. Ecco a voi un suo post scritto gentilmente per Green Mind. L'ecologia a due punto zero passa solo attraverso l'insegnamento nelle scuole. Basterebbe un'ora a settimana già dalle classi medie inferiori per iniziare gli studenti e sensibilizzarli sugli argomenti di maggiore interesse. L'apprendimento potrebbe passare attraverso l'utilizzo e lo sviluppo di app ad hoc che potrebbero rendere maggiormente fruibili i temi di maggiore attualità ecologica. Se il limite tra la realtà e il gioco è molto labile nel cloud, può però aiutare a installare negli uomini di domani una sensibilità forse poco presente nei genitori. Un' applicazione che potrebbe essere interessante dovrebbe essere quella che aiuta a capire quali oggetti si possono riciclare. Dove andarli a disporre nei contenitori. Economicamente e socialmente il tetrapack è il materiale più tecnologico e utile al mondo. Ma ecologicamente parlando è un incubo di riciclaggio. Dato che tutti gli strati sono incollati: andare a smaltire le varie parti delle confezioni tetrapack è un'impresa. Agli sviluppatori l'ardua sentenza.

Società - Greenmind

Vivo in Umbria da vent’anni ma non ho appreso il dialetto perugino. Continuo a parlare e a bestemmiare (solo quando non riesco a farne a meno!) con il mio bell’accento toscano, della provincia di Arezzo, anzi di Sansepolcro.  E non accusatemi di campanilismo! Questa è una vecchia storia assolutamente priva di fondamento. Nemmeno con l'aiuto di 7 Cervelli o di Apo Matto sono riuscito a simulare un qualche detto umbro.   Una cosa che però ho appreso in questi anni è la tradizione di andare alle sagre paesane. Ogni paese, ogni piccola frazione sfoggia infatti la propria sagra: quella della tagliatella, dell’oca, della torta al testo, della cipolla, della porchetta, dei funghi, dell’ortolana e chi più ne ha più ne metta.  Ogni estate almeno una volta a settimana, con amici o parenti, si parte per fare la fila al parcheggio, alla cassa, ai tavoli, al caffè e di nuovo al parcheggio per tornare a casa. Divertimento assicurato con atmosfera allegra, buona compagnia, musica e cibo prelibato. Tutto annaffiato con vino o birre fresche.   Tuttavia, durante le sagre, con i miei occhi verdi (verdi in quanto ecologista!) ho sempre notato una scarsa attenzione all’ambiente. Ho sempre ritenuto che la raccolta differenziata non fosse sempre fatta alla regola. Negli ultimi anni c’era stato un miglioramento ma forse il vero salto è stato fatto quest’anno. Ieri sera infatti mi trovavo alla Sagra dell’Ortolana, a Balanzano (PG), e ho visto come lo staff effettuasse una raccolta differenziata DOC! Piatti compostabili che finivano nel sacco dell’umido insieme a tovaglioli di carta e resti di cibo, tovagliette di carta nel sacco della carta e bottiglie e bicchieri di plastica e lattine nel sacco apposito. E … sorpresa! Posate di metallo! Niente più chili di posate di plastica non riciclabili come negli anni passati. Il rispetto per l’ambiente e per la natura stia diventando una cosa sagra!  

Società - Greenmind


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2018 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018