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Man in black o Man in green? Intervista a Mauro Casciari
Scritto il 2012-07-14
da davidemercati
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Interviste

Fonte: 1.bp.blogspot.com

Ho conosciuto Mauro ai tempi dell’università, tramite Leonardo, un amico comune con il quale avevo condiviso appartamento, lezioni universitarie e feste degne del film Animal House durante il progetto Erasmus ad Hull, città dello Yorkshire, UK. Ricordo ancora la sera in cui ci presentarono. Era estate, nel centro di Perugia. Mi colpì la sua capacità di parlare veloce, sempre in modo ironico, di sparare battute a raffica. A quei tempi conduceva una trasmissione radiofonica su Radio Dee Jay. Ne persi poi le tracce finché una sera me lo ritrovo in TV … camicia bianca, vestito e cravatta neri, occhiali da sole e microfono! Era diventato una Iena di Italia 1. Stessa abilità dialettica, sarcastico, alle prese con una inchiesta per smascherare una truffa. E bravo Mauro! Ci siamo poi ritrovati su Facebook e una sera ho deciso di chiedergli un’intervista. Ecco la sua risposta: “Ciao Davide … Per l'intervista devo parlare con il mio ufficio stampa, la mia segretaria e il mio agente... Aspetta un attimo... dicono di sì. Sono 3.000 euri se vuoi risposte Sì/No, 50.000 se vuoi anche argomentazioni …”. Ho iniziato a ridere a crepapelle.

Fonte: www.filrouge.it

Mauro Casciari presentatore

Nome: Mauro - Cognome: Casciari - Anno di nascita: 1973 - Professione: Iena!

D1) Grazie mille Mauro per aver accettato questa ECO INTERVISTA all’insegna dell’ironia. E’ vero che quando senti parlare di inquinamento e di disattenzione verso l’ambiente ti arrabbi e diventi una iena?
R1) Abbastanza, perchè credo che non abbiamo scelta: dobbiamo pensarci tutti e subito. Fortunatamente vedo che molte cose sono cambiate negli anni. Quando ero piccolo e collezionavo lattine  mi rendevo conto di quante se ne trovavano in giro ai bordi delle strade vicino a casa mia... Oggi mi accorgo che ai bordi delle strade ci sono molti meno rifiuti, forse per un migliore lavoro della nettezza urbana, ma spero anche perchè oggi nessuno si sogna più di gettare, per fare un esempio, una lattina vuota dalla macchina. E per i collezionisti di lattine è tutto più difficile.

D2) Quanto sei verde? Più o meno di Hulk?
R2) Meno. Vorrei esserlo molto di più, ma bisogna nascerci con una cultura verde. Già alle elementari il comune di Perugia e l'azienda della nettezza urbana ci hanno abituato alla raccolta differenziata della carta, e parlo degli anni '80. Quindi per me non è mai esistito il concetto di buttare la carta insieme al resto dei rifiuti e questo rende tutto più facile e normale.

D3) Dalla sera alla mattina quali sono le tue 5 azioni più ecologiche?
R3) Da 25 anni a casa dei miei ci sono i pannelli solari per l'acqua, perciò per gran parte della mia vita da marzo a novembre ho sempre avuto acqua calda dal sole. Peró questo fa parte del passato. Oggi faccio, come la maggior parte delle persone, la raccolta differenziata. Non uso aria condizionata in casa, ma gestisco le temperature con un buon isolamento e con un gioco di finestre e correnti. Quando vado a correre al percorso verde lungo il Tevere (molto più pulito rispetto a 30 anni fa) e trovo qualche sparuto rifiuto qua e la, lo raccolgo e lo porto fino al cestino più vicino, perchè quel posto lo sento molto "mio". A Cologno Monzese vado al lavoro a piedi. Sempre più spesso mi muovo in treno, che al momento è il mezzo meno inquinante. Faccio più docce che bagni, consumando meno acqua, e negli alberghi lascio sempre gli asciugamani appesi per non farli cambiare perché raramente ce ne è veramente bisogno.
Peró mi va anche di dire quello che so di sbagliare: butto le gomme da masticare dal finestrino perché penso che tanto si seccano. Ho ancora una macchina che va a pistoni perché sono spessissimo in autostrada e mi servono velocità e ricarica. Butto le pile nell'indifferenziato perché solo a Mediaset ho gli appositi contenitori a portata di mano. Per questo mio padre si incazza molto perché a casa sua lui da sempre le raccoglie e periodicamente le butta nel contenitore più vicino. Quando mi lavo i denti lascio l'acqua aperta anche mentre spazzolo. D'inverno tengo il riscaldamento un po' alto invece di vestirmi un po' di piú. Molti di questi errori si fanno per pigrizia, altri per ignoranza.

Fonte: cdn.blogosfere.it

Mauro Casciari intervista

D4) Sei nato a Perugia. Passare dal cuore verde dell’Umbria a Cologno Monzese non deve essere stato facile. Grigio al posto del verde, traffico al posto della campagna …
R4) Sono stato dieci anni dentro Milano, ora ho detto basta ed abito in una zona di Cologno Monzese che sembra un paesello, con un po' di verde intorno, in una casetta col tetto in legno scelta anche perchè mi permette di andare al lavoro a piedi, camminando per un chilometro. Quindi il traffico, anche se c'è solo alle 8 di mattina per me è zero, perché gli cammino intorno. non metto più piede dentro Milano, a meno che non sia costretto. Comunque ora apprezzo molto più l'Umbria, tanto che ho appena venduto il mio appartamentino di San Sisto a Perugia per buttarmi in campagna.

D5) Nelle prossime inchieste ti dedicherai ai problemi dell’inquinamento?
R5) Proprio questa estate ho girato un servizio in spiaggia sull'inquinamento da sigarette, con dei risultati che fanno pensare, perchè è peggio respirare passivamente il fumo di una sigaretta che lo scarico di un motore diesel!

D5) Se tu fossi il GREEN WIZARD dell’ambiente con tanto di bacchetta magica per un giorno cosa faresti per l’ambiente?
R5) Trovo che mentre il panorama possa venire sfigurato da campi di celle fotovoltaiche, le superfici dei tetti dei capannoni industriali possano esserne abbelliti dai pannelli. Gli ettari sono comunque garantiti! Poi non mi spaventano le colonie di pale eoliche, le trovo belle anche da vedere. Forse perché sono strabico. Ma dico, sai quanti Mw genera una singola pala? Quando avrò i soldi e la voglia di costruire una casetta come voglio io, sceglieró il posto giusto e faró girare le pale in ogni angolo. E considerando il costo delle tegole, il tetto lo faccio direttamente coi anelli fotovoltaici e il giardino lastricato di pannelli solari.
Il miraggio dell'auto elettrica, spero non sia più un miraggio. All'isoletta di Stromboli le poche macchinine elettriche rendevano il soggiorno più piacevole anche ai turisti, piuttosto che i rumorosissimi apetti che mi inacidivano le orecchie già dalle 6 di mattina.

Che ne pensate di Mauro? Siete ancora convinti che sia un MAN IN BLACK o è più un MAN IN GREEN?
Se non sapete ancora cosa rispondere leggete questo messaggio di Mauro ricevuto via Facebook dopo la pubblicazione dell'intervista! "Una cosa importante: dal 2007 ho smesso di comprare acqua minerale . Bevo quella dei rubinetti perché spostare tonnellate di acqua confezionata è follia ...". Per me è già green ma scommetto che lo diventerà ancora di più!

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Storia antica e leggendaria, quella del mandorlo. Ne sa qualcosa Giuseppe, sì proprio lui. Raccontano i Vangeli Apocrifi che fu scelto come sposo di Maria perché l’albero a cui aveva legato il suo asino fiorì improvvisamente. Era un mandorlo, naturalmente. Proveniente dall’Asia, il mandorlo fu introdotto in Europa dai Fenici. I Romani lo chiamavano “noce greca”. Successivamente si è diffuso in tutti gli altri Paesi affacciati sul Mediterraneo. Il frutto è prezioso, ma ancora di più lo è l’olio che si ottiene dalle spremitura a freddo dei frutti: l’olio di mandorle dolci, forse l’olio più conosciuto e più usato per il trattamento e la cura della pelle, normale e sensibile. L’olio di mandorle dolci è sicuramente uno degli oli che preferisco perché si presta a tantissimi usi, si trova facilmente in tutte le erboristerie e nei negozi dedicati al benessere naturale. Lo si può trovare puro o con aggiunta di tocoferolo (vitamina E), che serve a proteggere l’olio dall’irrancidimento e ha notevoli proprietà antiossidanti. Come dicevo l’olio di mandorle può essere impiegato senza timore per qualsiasi tipo di pelle, persino quelle più sensibili, questo perché le sue proprietà lo rendono adatto a tutti, anzi è vivamente consigliato l’uso in caso di dermatiti o in caso di varicella o morbillo. Ricco di vitamine A e B l’olio di mandorle è usato per prevenire l’invecchiamento cutaneo e le smagliature. Se non si soffre di pelle grassa, può essere usato al posto del latte detergente per rimuovere il trucco e le impurità dalla pelle del viso. Usato sui capelli ne previene la disidratazione causata da vento, salsedine, cloro ecc, inoltre è un ottimo aiuto per la piega. Se assunto per via interna sembra sia utile in caso di stipsi, sia dei bambini sia degli adulti. Infine è un ottimo balsamo per le labbra per prevenire le screpolature da freddo e usato sulle unghie contribuisce a rafforzarle ed è utile per il trattamento delle cuticole. C’è una sola raccomandazione da seguire: se l’olio acquistato è puro può irrancidire facilmente se esposto alla luce o al calore, è perciò raccomandabile conservarlo in frigorifero quando fa caldo e se è possibile conservarlo in bottiglie di vetro scuro. Tutto qui? No, perché c’è qualcosa che va al di là dei consigli e degli usi pratici, è quel senso di poesia, di profondità, di sensualità che evoca il mandorlo, con i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi colori. Forse per questo il suo è molto più di un olio, è un mondo. Ps. Andando fuori tema ma restando in argomento,se vi capita leggete La Mandorla, un libro di Nedjma. E’ bellissimo.

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Arrivano in Europa durante il Medio Evo, pare siano stati introdotti dagli Arabi che li definivano “i prìncipi degli ortaggi” per le proprietà nutrizionali. Da sempre si associano al concetto di forza perché sono l’alimento preferito di Braccio di Ferro: eh si, sto parlando degli spinaci. In realtà, con buona pace di noi non amanti della carne (non sono vegetariana, ma il mio consumo di carne è pressoché infinitesimale), non è affatto vero che gli spinaci forniscono la stessa quantità di ferro della carne. E’ una leggenda quasi incredibile che nasce da un errore di stampa. Nel 1890, infatti, dei nutrizionisti americani comunicarono per la prima volta il contenuto di ferro degli spinaci. Peccato che per una virgola nel posto sbagliato il contenuto risultò dieci volte superiore rispetto a quello reale. Un errore di cui non si accorse nessuno per decenni, e intanto la leggenda era cresciuta. Insomma, hanno imbrogliato Braccio di Ferro, perché per avere il ferro di 100 grammi di carne ce ne vogliono 1.000 di spinaci. E allora per sostituire la carne dovremmo guardare altrove, per esempio dalle parti dei legumi. Ma tornando agli spinaci, è vero che contengono meno ferro di quanto la tradizione popolare ci dica, ma è vero anche che, al di là del ferro, sono un’ottima fonte di vitamine C, A e B. Inoltre contengono carotenoidi, che aiutano ad eliminare i radicali liberi, acido folico per rafforzare le difese immunitarie e luteina, una sostanza che protegge la retina e più in generale l’occhio. Recentemente è stato scoperto che la presenza di nitrati aiuta a rafforzare i muscoli e a tenere sotto controllo il diabete. Gli spinaci hanno però una controindicazione: contengono ossalati che sono dannosi per chi soffre di calcolosi renale e per chi soffre di osteoporosi. Sono presenti per quasi tutto l’anno sulle nostre tavole, li troviamo più o meno da ottobre a maggio. Gli spinaci possono essere mangiati crudi e cotti, come contorno o come ingrediente per torte rustiche o per risotti. Le loro proprietà nutrizionali però diminuiscono con la cottura, per cui sarebbe meglio mangiarli in insalata o al limite lessati in poca acqua. In questo periodo io li mangio tantissimo in insalata a cui aggiungo mela, avocado, noci o fichi secchi, gomasio (un mix di semi di sesamo e sale marino), semi tostati (zucca, lino e girasole), olio extravergine di oliva e aceto balsamico. Senza trasformarmi di Braccio di Ferro.

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