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L’ecologia è anche “intimo”. Dalla foglia di fico alla mutanda eco
Scritto il 2012-09-24
da davidemercati
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Fonte: www.settemuse.it

L’ultimo esempio di “intimo ecologico” di cui avevo sentito parlare erano le foglie di fico che coprivano le nudità dei biblici Adamo ed Eva, raffigurati in ogni genere di comunicazione e arte visive. Erano degli intimi molto ecologici e addirittura compostabili. Facevano “molto fico”  ma poi si sa … tutte le mode passano. Il concetto di intimo ecologico è stato però ripreso ai giorni nostri da diverse giovani aziende presenti anche nel web. Navigando in internet,  mi sono imbattuto in una di queste: H-earth, azienda toscana di Prato che propone proprio capi d’abbigliamento intimo che rispettano pelle e ambiente.

Fonte: www.deshow.net

“L'idea di base della linea che produciamo è nata dalla constatazione di un aumento delle patologie della pelle negli ultimi anni come dermatiti da contatto, allergie, eczemi  e irritazioni in genere a causa anche dell'utilizzo sempre maggiore di fibre sintetiche a basso prezzo con effetti dannosi sulla salute” Afferma Silvia Bulgarelli Responsabile Comunicazione dell’azienda.
“Abbiamo quindi fatto degli studi sui materiali migliori naturali  e derma-compatibili che possono dare beneficio alla pelle, contrastando questo tipo di patologie . Da qui nasce il nostro progetto H-earth: una linea di biancheria intima studiata  per chi ha problemi di pelle ma non solo:  per sportivi che vogliono tessuti tecnici ma non tollerano quelli sintetici, per chi ama l'ambiente e vuole tessuti ecologici”.

La fibra di base che H-earth utilizza è fibra di amido, di origine vegetale, con delle proprietà che riprendono i vantaggi delle fibre sintetiche, come la rapida eliminazione del sudore. Tuttavia questo tipo di fibra mantiene le caratteristiche di quelle naturali. L'amido è naturale ed ecologico e allo stesso tempo batteriostatico. Attenua i cattivi odori, non accumula calore ed è ipoallergenico. “La nostra idea è di pensare non più ad una "MUTANDA" e via, tanto per coprire … ma vedere  l'intimo come la nostra seconda pelle , una protezione verso l'esterno” Aggiunge Silvia Bulgarelli.  

Fonte: 3.bp.blogspot.com

I tipi di fibre naturali ed ecologiche più utilizzate da H-earth sono quella di legno e di bambù, antibatteriche e con  grandi capacità di traspirazione, quelle più “cosmetiche” come la fibra di latte con proprietà idratante per la pelle, o la fibra di alghe, utilizzata  soprattutto nella linea bio-medicale. Questo tipo di fibra infatti aiuta a contrastare i problemi della pelle e a favorire i processi di guarigione, oltre a ritardare  l'invecchiamento precoce causato dai radicali liberi. “Sottolineiamo però che  l’utilizzo di queste fibre non sostituisce le medicine, ma semplicemente aiuta le condizioni della pelle grazie alle loro proprietà particolari… a partire dall’eliminazione naturale del sudore che può essere irritante per chi ha la psoriasi e aumentare il rischio di candida che si sviluppa in ambienti caldo-umidi” afferma Silvia Bulgarelli.

L’azienda H-earth ha dato vita ad una filiera produttiva progettata per essere eco sostenibile. Vengono ad esempio effettuate attività di riciclaggio sia dei materiali di scarto della produzione sia di altri materiali come carta, cartone , plastica e vetro. Gli scarti tessili vengono inoltre mandati a ditte che li recuperano e utilizzano per produrre gli interni dei materassi mentre quelle meno adatte servono per fare il feltro anti-rombo delle auto. Per quanto  riguarda la materia prima utilizzata per la produzione dei capi di H-earth l’amido proviene dagli scarti di lavorazione non adatti per l’alimentazione,  la fibra di latte è un sottoprodotto della cascina mentre il legno è ottenuto dalla potatura di una parte di abete evitando però il taglio completo dell'albero. Nella fase tintoria di tessuti si effettua solo un lavaggio con acqua ossigenata senza impiego di candeggianti, agenti antimicrobici o altre sostanze chimiche.

Con una biancheria così ecologica e con la crisi economica in atto, per il bene del nostro pianeta, c’è da augurarsi di rimanere davvero in mutande!!!


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