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Recuperiamo i rifiuti! C'è del buono dentro per i nostri orti.
Scritto il 2012-09-17
da davidemercati
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Consigli

La gestione dei rifiuti è uno degli aspetti principali in tema di tutela ambientale, ma potremmo chiederci se da questi è possibile ottenere del buono. La risposta è positiva e il recupero dei rifiuti di natura organica ne è un esempio eccellente. La frazione organica (resti di cibo, bucce di frutta, scarti di verdure, pane secco, foglie e sfalci ecc ...) può essere infatti sottoposta a una serie di processi biologici di tipo aerobico in grado di promuovere una conversione in sostanze più semplici (a livello di catena molecolare) come anidride carbonica, acqua, sali minerali e humus. Tale processo viene denominato compostaggio, mentre il prodotto di conversione viene definito compost.

Fonte: casapassiva.files.wordpress.com

Compostiera fai da te

Si tratta di un prodotto “umificato” utilizzabile come fertilizzante.
Inoltre il compostaggio permette di trattare la frazione putrescibile dei rifiuti organici, impedendo così l'innescarsi di processi microbici potenzialmente pericolosi per l'inquinamento dell'ambiente circostante. Il compostaggio si articola in due fasi: una di decomposizione del materiale organico  tramite biossidazione ed una seconda fase detta di maturazione che consiste in un processo mesofilo che porta alla decomposizione della lignite e della cellulosa. Tale processo può essere realizzato facilmente anche in ambiente domestico acquistando nei negozi specializzati in giardinaggio un composter a campana.  Il compost ottenuto è un prodotto stabile privo di agenti fitotossici, contenente fosforo, potassio, azoto e solfati che lo rendono un ottimo fertilizzante naturale per giardini e piccoli appezzamenti di terreno.

L'impiego del compost come fertilizzante nel settore agricolo porta a numerosi vantaggi all'insegna della salvaguardia ambientale. Infatti l'elevato contenuto di sostanza organica stabilizzata contribuisce ad un miglioramento generale delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno impedendone l'insorgenza di fenomeni di erosione. Inoltre comporta un graduale accumulo di carbonio nel suolo contrastando così l'avanzamento dell'effetto serra. Infine può essere utilizzato in sostituzione della concimazione chimica a beneficio dell'ambiente. 

Autore: Daniele Frosali

Grazie a Daniele abbiamo capito cosa è il compost ma ora grazie ai consigli trovati su www.greenme.it e che riportiamo qui di seguito possiamo imparare a farlo anche a  casa nostra e in maniera autonoma. Ecco alcuni 5 step facili da capire e da mettere in pratica:

Fonte: www.habitage.it

Interno compostiera

1. Acquistare il compost
E' importante acquistare una compostiera adatta alle nostre esigenze sia di spazio che di utilizzo. Le compostiere si trovano nei vivai, nei negozi di giardinaggio o nei super mercati specializzati in fai-da-te. Alcuni comuni li forniscono ai residenti applicando sconti sulle imposte di smaltimento rifiuti. Un composter è come una grande campana di plastica, aperta alla sommità e alla base. La prima apertura serve per inserire i rifiuti organici mentre quella inferiore permette di estrarre il compost una volta pronto. I composter devono essere privi di fondo e dotati di una rete per far asciugare i rifiuti umidi favorendo l’areazione e prevenire così i cattivi odori. Devono avere un coperchio o un telo di copertura per evitare sole diretto o piogge troppo forti. Tuttavia considerate che usando vecchi bidoni di plastica è possibile costruire una compostiera fai da te!!!

2. Scegliere il luogo adatto dove posizionare la compostiera
Il posto migliore per un composter è una zona poco esposta ai raggi solari  e non troppo umida, al fine di evitare che il contenuto marcisca. Il terreno dovrebbe essere inoltre asciutto e pianeggiante. E' consigliabile inoltre spezzettare rametti, bucce, radici, foglie e quant’altro prima di metterli nel contenitore.

3. Cosa mettere nel compost e cosa no
Generalmente si pensa che se si possa mettere nel bidone del compost qualsiasi cosa si decomponga. Non è così. Ci sono dei cibi che è meglio non compostare ma esistono anche 15 cose che non avreste mai pensato di poter compostare. Quindi si a verdura, bustine del tea utilizzate, giornali letti e spezzettati, foglie, erba tagliata e altri rifiuti da giardino. No invece a frutta e verdura cotte, carne, latticini, fazzoletti usati e piante malate. Solo così il terriccio sarà sano, privo di ospiti indesiderati e senza cattivi odori.

4. Sapere aspettare
Una volta inserito tutto il necessario si deve aspettare che il processo inizi. Di tanto in tanto occorre assicurarsi che il compost non sia né troppo umido né troppo secco e, per bilanciare la consistenza, aggiungere delle sostanze che asciughino o umidifichino il contenuto. Il compost deve essere sempre ben areato e non si deve avere fretta. Si tratta di un processo che può durare anche mesi.

5. Iniziare a usare il compost
Il compost sarà pronto quando il terreno alla sommità del composter avrà raggiunto una tonalità molto scura, quasi nera. A questo punto va mescolato con il terriccio per le piante per essere utilizzato nel giardino o nell'orto.

Per ulteriori informazioni visitare il sito del consorzio italiano compostatori http://www.compost.it/

ATTIVATORI DI COMPOST: Gli attivatori di compost sono sostanze utili per velocizzare il processo di compostaggio. Non sono tuttavia indispensabili. Se le regole sopra elencate vengono applicate correttamente i microrganismi (lombrichi ad esempio) faranno un buon lavoro. Esistono comunque degli attivatori naturali come ortica o lievito di birra. Meglio evitare sostanze chimiche.


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