DONNA
Renata Amigassi. Una donna a tutto gas ... ma ecosostenibile!
Scritto il 2013-11-11
da davidemercati
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Interviste

Fonte: www.maranellokart.com

Ho conosciuto Renata qualche anno fa per motivi di lavoro presso gli studi Mediaset a Cologno Monzese. In mezzo a presentatori, attori, registi e cameramen c’era anche lei. Occhi verdi, luminosi e  trasparenti, una dolcezza affascinante, l’eleganza della hostess di una linea aerea di lusso. Gentilissima, alla fine del lavoro, mi ha ringraziato e salutato con un sorriso bellissimo. L’ho incontrata di nuovo qualche tempo dopo in un altro studio televisivo. Diverso taglio di capelli ma stessi occhi e stesso sorriso. E poi Facebook ha fatto il suo dovere ed ecco l’eco intervista. Dato che Renata è appassionata di guida sportiva scopriamo cosa fa per dare meno gas all’inquinamento …

D1) Ciao Renata, hai scaldato i motori per l’eco intervista? Sei pronta a dimostrare che in ecologia hai una marcia in più?
R1) Ciao Davide! E’ la mia prima “ECO” intervista e ho paura di non passare l’esame  !!!

D2) Beh! Vediamo… Come è nata la tua passione per i motori? Ce la racconti?
R2) Da quando ero bambina. Guardavo i Gran Premi in tv e poco più che adolescente (grazie ad un amico di famiglia) ebbi la fortuna di vivere la grande emozione di seguirne qualcuno ospite nei Box Ferrari. Erano i gloriosi anni di Lauda, Villeneuve, Scheckter, Arnoux, Piquet… Conservo ancora gelosamente le foto di quell’epoca irripetibile. Passione mai sopita ma mai coltivata attivamente fino a qualche anno fa, quando ho iniziato ad andare in kart.

D3) Nella tua giornata quali accorgimenti ecologici “metti in pista”?
R3) Me ne vengono in mente un paio. Uno è forse il più comune: una rigorosa raccolta differenziata dei rifiuti e da poco cerco di utilizzare le “eco” ricariche (detergenti/detersivi etc etc) che permettono di riciclare i contenitori di plastica più volte. Amo la natura e cerco di rispettarla come posso. Laddove è carente cerco di non sprecare acqua. Lo so, stai già pensando di tirarmi le orecchie  !

D4) Cosa pensi dell’uso eccessivo delle auto? Non pensi che dovremmo sostituirlo almeno in parte con mezzi pubblici e scarpe?
R4) In molti casi certamente si (con un potenziamento e miglioramento del trasporto pubblico!) anche se in altri penso che l’utilizzo dell’auto sia indispensabile.

D5) Cosa ne pensi del car-sharing?
R5) Bell’idea ma in pratica difficile da realizzare per varie ragioni fra cui la conseguente poca indipendenza di chi lo utilizza. Nel caso dell’affitto “ad ore” o “a giornata” lo trovo sensato ed economico ma anche qui solo se abiti in centro città e non hai bisogno dell’auto tutti i giorni.

D6) DOMANDA IMPERTINENTE. Quando proponi il CAR-POOLING ad altre persone come reagiscono?

1 – Accettano ma chiedono di scendere dopo pochi km per la paura della velocità

2 – Accettano ma solo a condizione che tu non guidi

3 – Non accettano perché, guarda caso, hanno sempre la bicicletta dietro l’angolo!!!

R6) La numero 1 per quanto riguarda mamma e sorella anche se ormai, alla mia guida “sportiva” ci sono abituate ed io, “invecchiando” , potendo sfogare la mia passione per la guida veloce, in pista e (soprattutto!) a causa degli autovelox, vado più piano. Beh…non sempre eh  ! Per gli amici…..credo che la maggior parte sia come me. La bicicletta la usiamo per fare sport (altra cosa che mi piace molto, oltre al Badminton!).

D7) Da esperta di motori quale modello di auto ecologica consigli?
R7) Più che da esperta ti posso dare un parere da appassionata che non vuole comunque rinunciare alla prestazioni. Ne parlavo proprio l’altra sera col mio amico  e pilota Mamo (mi viene in mente una canzone di Battisti “, quel gran genio del mio amico, con le mani sporche d’olio…. con un cacciavite in mano fa miracoli! “), una su tutte la Tesla …. magari la Roadster, elettrica, quindi ecologica ma…….potente!!!

 Voi che dite? Renata si merita una bella coppa per il gran premio dell’ecologia?

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Storia antica e leggendaria, quella del mandorlo. Ne sa qualcosa Giuseppe, sì proprio lui. Raccontano i Vangeli Apocrifi che fu scelto come sposo di Maria perché l’albero a cui aveva legato il suo asino fiorì improvvisamente. Era un mandorlo, naturalmente. Proveniente dall’Asia, il mandorlo fu introdotto in Europa dai Fenici. I Romani lo chiamavano “noce greca”. Successivamente si è diffuso in tutti gli altri Paesi affacciati sul Mediterraneo. Il frutto è prezioso, ma ancora di più lo è l’olio che si ottiene dalle spremitura a freddo dei frutti: l’olio di mandorle dolci, forse l’olio più conosciuto e più usato per il trattamento e la cura della pelle, normale e sensibile. L’olio di mandorle dolci è sicuramente uno degli oli che preferisco perché si presta a tantissimi usi, si trova facilmente in tutte le erboristerie e nei negozi dedicati al benessere naturale. Lo si può trovare puro o con aggiunta di tocoferolo (vitamina E), che serve a proteggere l’olio dall’irrancidimento e ha notevoli proprietà antiossidanti. Come dicevo l’olio di mandorle può essere impiegato senza timore per qualsiasi tipo di pelle, persino quelle più sensibili, questo perché le sue proprietà lo rendono adatto a tutti, anzi è vivamente consigliato l’uso in caso di dermatiti o in caso di varicella o morbillo. Ricco di vitamine A e B l’olio di mandorle è usato per prevenire l’invecchiamento cutaneo e le smagliature. Se non si soffre di pelle grassa, può essere usato al posto del latte detergente per rimuovere il trucco e le impurità dalla pelle del viso. Usato sui capelli ne previene la disidratazione causata da vento, salsedine, cloro ecc, inoltre è un ottimo aiuto per la piega. Se assunto per via interna sembra sia utile in caso di stipsi, sia dei bambini sia degli adulti. Infine è un ottimo balsamo per le labbra per prevenire le screpolature da freddo e usato sulle unghie contribuisce a rafforzarle ed è utile per il trattamento delle cuticole. C’è una sola raccomandazione da seguire: se l’olio acquistato è puro può irrancidire facilmente se esposto alla luce o al calore, è perciò raccomandabile conservarlo in frigorifero quando fa caldo e se è possibile conservarlo in bottiglie di vetro scuro. Tutto qui? No, perché c’è qualcosa che va al di là dei consigli e degli usi pratici, è quel senso di poesia, di profondità, di sensualità che evoca il mandorlo, con i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi colori. Forse per questo il suo è molto più di un olio, è un mondo. Ps. Andando fuori tema ma restando in argomento,se vi capita leggete La Mandorla, un libro di Nedjma. E’ bellissimo.

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Arrivano in Europa durante il Medio Evo, pare siano stati introdotti dagli Arabi che li definivano “i prìncipi degli ortaggi” per le proprietà nutrizionali. Da sempre si associano al concetto di forza perché sono l’alimento preferito di Braccio di Ferro: eh si, sto parlando degli spinaci. In realtà, con buona pace di noi non amanti della carne (non sono vegetariana, ma il mio consumo di carne è pressoché infinitesimale), non è affatto vero che gli spinaci forniscono la stessa quantità di ferro della carne. E’ una leggenda quasi incredibile che nasce da un errore di stampa. Nel 1890, infatti, dei nutrizionisti americani comunicarono per la prima volta il contenuto di ferro degli spinaci. Peccato che per una virgola nel posto sbagliato il contenuto risultò dieci volte superiore rispetto a quello reale. Un errore di cui non si accorse nessuno per decenni, e intanto la leggenda era cresciuta. Insomma, hanno imbrogliato Braccio di Ferro, perché per avere il ferro di 100 grammi di carne ce ne vogliono 1.000 di spinaci. E allora per sostituire la carne dovremmo guardare altrove, per esempio dalle parti dei legumi. Ma tornando agli spinaci, è vero che contengono meno ferro di quanto la tradizione popolare ci dica, ma è vero anche che, al di là del ferro, sono un’ottima fonte di vitamine C, A e B. Inoltre contengono carotenoidi, che aiutano ad eliminare i radicali liberi, acido folico per rafforzare le difese immunitarie e luteina, una sostanza che protegge la retina e più in generale l’occhio. Recentemente è stato scoperto che la presenza di nitrati aiuta a rafforzare i muscoli e a tenere sotto controllo il diabete. Gli spinaci hanno però una controindicazione: contengono ossalati che sono dannosi per chi soffre di calcolosi renale e per chi soffre di osteoporosi. Sono presenti per quasi tutto l’anno sulle nostre tavole, li troviamo più o meno da ottobre a maggio. Gli spinaci possono essere mangiati crudi e cotti, come contorno o come ingrediente per torte rustiche o per risotti. Le loro proprietà nutrizionali però diminuiscono con la cottura, per cui sarebbe meglio mangiarli in insalata o al limite lessati in poca acqua. In questo periodo io li mangio tantissimo in insalata a cui aggiungo mela, avocado, noci o fichi secchi, gomasio (un mix di semi di sesamo e sale marino), semi tostati (zucca, lino e girasole), olio extravergine di oliva e aceto balsamico. Senza trasformarmi di Braccio di Ferro.

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