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Trasferta Green. Riflessioni sulla raccolta differenziata
Scritto il 2014-01-21
da davidemercati
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Fonte: Foto Davide Mercati

Da qualche anno ho notato con piacere che all'interno delle stazioni ferroviarie sono stati posti cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti che produciamo e gettiamo durante i nostri movimenti in treno. Cestino celeste per le lattine, cestino giallo per la plastica, cestino bianco per la carta e il verde per l'indifferenziato (in alcune stazioni possono esserci delle variazioni e magari lattine e plastica possono essere accorpate in un unico contenitore). Sul bordo dei cestini è riportato inoltre in varie lingue anche il nome del materiale per il quale sono preposti. Iniziativa lodevole ma peccato che molte persone gettino comunque i loro rifiuti nei cestini sbagliati. Ignoranza? Incuria? Negligenza? Pigrizia? Mancanza di interesse e di rispetto verso l'ambiente? Non ho una risposta. Forse la causa è un mix di tutte queste cose messe insieme e ben mescolate nei giusti quantitativi. Non possiamo certo dare la colpa alle società di gestione di questi servizi. Le indicazioni cromatiche e testuali non mancano. Una soluzione potrebbe essere quella di impiegare volontari che stiano nei pressi dei cestini per vigilare che i viaggiatori effettuino correttamente la raccolta differenziata. Volontari appartenenti ad associazioni di anziani, volontari ambientali, scout ecc... Un modo semplice, senza alcun costo per le società coinvolte n'è per gli enti pubblici ma con risultati ottimi per l'ambiente. Gli eco vigilantes potrebbero funzionare da deterrente e spingere le persone a stare più attenti nel momento in cui si disfanno di vecchi giornali, bottigliette di plastica vuote, bicchieri del Mac Donald ecc ... Inoltre gli eco vigilantes svolgerebbero una importante funzione di sensibilizzazione.

Vivo in Umbria da vent’anni ma non ho appreso il dialetto perugino. Continuo a parlare e a bestemmiare (solo quando non riesco a farne a meno!) con il mio bell’accento toscano, della provincia di Arezzo, anzi di Sansepolcro.  E non accusatemi di campanilismo! Questa è una vecchia storia assolutamente priva di fondamento. Nemmeno con l'aiuto di 7 Cervelli o di Apo Matto sono riuscito a simulare un qualche detto umbro.   Una cosa che però ho appreso in questi anni è la tradizione di andare alle sagre paesane. Ogni paese, ogni piccola frazione sfoggia infatti la propria sagra: quella della tagliatella, dell’oca, della torta al testo, della cipolla, della porchetta, dei funghi, dell’ortolana e chi più ne ha più ne metta.  Ogni estate almeno una volta a settimana, con amici o parenti, si parte per fare la fila al parcheggio, alla cassa, ai tavoli, al caffè e di nuovo al parcheggio per tornare a casa. Divertimento assicurato con atmosfera allegra, buona compagnia, musica e cibo prelibato. Tutto annaffiato con vino o birre fresche.   Tuttavia, durante le sagre, con i miei occhi verdi (verdi in quanto ecologista!) ho sempre notato una scarsa attenzione all’ambiente. Ho sempre ritenuto che la raccolta differenziata non fosse sempre fatta alla regola. Negli ultimi anni c’era stato un miglioramento ma forse il vero salto è stato fatto quest’anno. Ieri sera infatti mi trovavo alla Sagra dell’Ortolana, a Balanzano (PG), e ho visto come lo staff effettuasse una raccolta differenziata DOC! Piatti compostabili che finivano nel sacco dell’umido insieme a tovaglioli di carta e resti di cibo, tovagliette di carta nel sacco della carta e bottiglie e bicchieri di plastica e lattine nel sacco apposito. E … sorpresa! Posate di metallo! Niente più chili di posate di plastica non riciclabili come negli anni passati. Il rispetto per l’ambiente e per la natura stia diventando una cosa sagra!  

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È risaputo. Per fare la raccolta differenziata dobbiamo essere fiscali! Peccato che proprio gli scontrini e le ricevute  … fiscali siano i primi ad andare contro questo principio. Questi documenti infatti, seppur cartacei, non possono essere riciclati. Il motivo è che sono realizzati con la cosiddetta “carta termica” che si riconosce per il fatto di essere lucida su uno dei lati. Anche le ricevute rilasciate da bilance elettroniche, bancomat, pos bancari per carte di credito, parcheggi, e persino quelle dei fax e molti biglietti da viaggio rientrano in questa categoria. La scelta di questo materiale non è però casuale ma fatta in base a delle normative ben precise. Si devono utilizzare infatti rotoli di carta termica approvata dall'Istituto Superiore di Poste e Telecomunicazione.  Quindi tutta la carta utilizzata per scontrini e ricevute varie non può essere assolutamente recuperata e deve finire nella raccolta indifferenziata. Ma il problema non finisce qui. Il 94% degli scontrini e ricevute che maneggiamo ogni giorno contiene bisfenolo A (BPA), una sostanza dannosa per la salute. Come contenere quindi l’impatto ambientale di questi piccoli pezzi di carta? Beh! Sicuramente la soluzione non è pagare in nero qualsiasi tipo di prodotto o servizio. Potremmo però evitare di prendere la ricevuta del bancomat, scelta consigliata tralaltro da molti sportelli di banche. Oppure preferire di fare biglietti da viaggio elettronici da salvare nella posta elettronica o sms. Però … la domanda sorge spontanea. Non si possono fare scontrini, ricevute e biglietti da viaggio in carta riciclabile?

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In questi ultimi giorni mi sono mosso molto tra Perugia, Firenze, Milano e Roma per motivi di lavoro. Come sempre, da qualche tempo a questa parte, prediligo il treno e l'auto la utilizzo solo in casi particolari in cui mi è impossibile ricorrere al mezzo pubblico per motivi di tempo o di logistica. Ho avuto quindi la possibilità di osservare bene diverse cose. Ad esempio la stazione di Firenze ha diversi parcheggi comodi che permettono a coloro che vivono nell'area di copertura della stazione di questa città di poter parcheggiare la propria auto e saltare su treni a lunga percorrenza con notevoli risparmi di tempo e denaro e con ovvie riduzioni di impatto ambientale. I parcheggi sono un po' cari e gravano sui budget delle trasferte ma è anche vero che si possono abbattere altri costi come ad esempio quelli dei pranzi e delle cene, degli alberghi, dei taxi rinunciando a un po' di lusso eccessivo. Roma mi colpisce ogni volta per le tante fontane di acqua fresca che spuntano qua e là tra le sue meravigliose strade del centro. Portandoci dietro una piccola borraccia da tenere nello zainetto possiamo avere sempre acqua fresca senza spendere un soldo ed evitare di produrre inutili rifiuti. Infatti non è sempre possibile gettare la plastica nella differenziata, specialmente nel centro storico. La mia preferita è quella in Via Margutta ma cercherò di segnalarvene altre in occasione delle mie prossime 'gite' romane. Per chi si trova in zona Vaticano ce ne è una sotto gli archi di Via Beato Angelico e una in Piazza Risorgimento vicino all'edicola. Meglio di così... Fontana di Via Margutta - Roma

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