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Generation Awake: i rifiuti sono una risorsa preziosa
Scritto il 2014-02-12
da Cristina Coppi
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Si chiama Generation Awake. E’ la campagna di sensibilizzazione della Commissione Europea, della Direzione Generale Ambiente, in tema di efficienza delle risorse. Tutti noi, infatti, possiamo contribuire nel nostro piccolo a ridurre gli sprechi.

Obiettivo della campagna, destinata a persone di età compresa tra i 25 e i 40 anni, è stimolare una riflessione sulle nostre abitudini di consumo, in modo da renderle più consapevoli e quindi efficienti in termini di consumo di risorse naturali e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita, la salute e il benessere.
La campagna è stata lanciata tre anni fa con un sito web, una fan page su Facebook e un video virale su Youtube. Protagoniste in questa prima fase sono state tre borse della spesa parlanti (Mario l’Abitudinario, Antonello il Paffutello e Iva l’Impulsiva) che rappresentavano le scelte di consumo. Nel 2012 poi il consumo dell’acqua è stato il tema portante e ai tre personaggi Mario, Antonello e Iva si è aggiunto Marino Acquabella che spingeva ad un consumo più sostenibile dell’acqua. Nel 2013 è stata creata invece un app su Facebook dal nome “Il mio buon proposito verde” il cui obiettivo era aiutare i fan a mantenere i buoni propositi ecologici per il nuovo anno. Quest’anno è dedicato invece ad una migliore gestione dei rifiuti. A Mario, Antonello e Iva si è aggiunto Ottone il Bidone che vuole aiutarci a capire che dovremmo evitare di creare rifiuti ma che se proprio non ci riusciamo dobbiamo ricordare che sono una risorsa preziosa.

Sul sito di Generation Awake possiamo trovare due guide al consumo consapevole, una focalizzata sull’acqua, l’altra affronta il tema del consumo consapevole da tutti i punti di vista. Sul sito c’è inoltre la casa degli Awakers (Mario, Antonello, Iva e Ottone) dove si possono trovare informazioni utili per ridurre il proprio impatto ambientale. E i video di Mario, Antonello, Iva e Ottone.
Generation Awake è una campagna davvero deliziosa realizzata con una tecnica – utilizzata dalla Disney per la prima volta nel 1923 – in cui vengono combinati disegni animati e riprese dal vivo. Ed è la dimostrazione che si può parlare di ambiente, consumo consapevole e sviluppo sostenibile col sorriso e con leggerezza.
Personalmente la prossima volta che andrò a fare la spesa temo che rimarrò molto delusa nel non sentir cantare o parlare la mia busta.
Vi lascio con il video di presentazione degli Awakers e… buona sveglia!
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Il vecchio continente occupa solo il 5% delle terre emerse ma è una vera e propria “miniera” di biodiversità, grazie alla sua conformazione infatti sono presenti diversi ambienti naturali: dal circolo polare artico fino alle coste del Mediterraneo. Ad essere precisi, le regioni biogeografiche sono 9: Boreale, Atlantica, Continentale, Alpina, Pannonica, Steppe, Mar Nero, Mediterranea e Macaronesia. Ognuna di queste zone si contraddistingue per vegetazione, clima, caratteristiche topografiche e geologiche. Patrimoni da tutelare Questo patrimonio di biodiversità è una risorsa che va protetta e trasmessa alle generazioni che verranno. Oggi purtroppo in Europa quasi la metà dei mammiferi e un terzo di rettili, pesci e uccelli sono in pericolo. Da cosa dipende? Beh, sicuramente la costruzione di grandi infrastrutture, l’agricoltura intensiva, la crescita delle aree urbane e i cambiamenti climatici non hanno aiutato a preservare gli ambienti naturali per la sopravvivenza di piante e animali. L’Europa ha avviato per questo una serie di misure che servono a tutelare e prevenire la perdita di biodiversità. La legislazione comunitaria ha infatti aiutato la creazione di una rete di collaborazione tra i paesi per difendere la natura. La logica alla base delle misure attuate è che in natura non esistono confini, il Danubio ad esempio attraversa diverse nazioni e l’inquinamento in un’area impatta non solo in quella zona ma in tutte le nazioni che vengono toccate dal fiume. Cosa fare dunque per tutelare la biodiversità? Unire gli sforzi e aggregare le risorse è sicuramente la soluzione più efficace. Per questo è nata una rete di siti protetti che si chiama Natura 2000. Ad oggi la rete conta oltre 25.000 siti che coprono un quinto delle terre Europee e buona parte del mare circostante. Il principio fondante di Natura 2000 consiste nella compresenza delle attività umane nelle aree protette, questo perché l’idea è che la collaborazione tra la natura e l’uomo sia proficua. Obiettivo della rete è infatti definire dei parametri che consentano di esercitare attività economiche invece di impedirle. Per questo nelle aree protette vengono oggi apportate piccole modifiche per renderle compatibili con la tutela degli habitat naturali esistenti. Come fa l’Unione Europea a valutare i risultati della rete di protezione? Chiaramente la collaborazione degli stati membri è fondamentale. Ogni sei anni vengono comunicati alla Commissione lo stato di conservazione degli habitat e le misure attuate per la protezione degli stessi. In questo modo non solo si valutano i successi della rete Natura 2000 ma anche le aree problematiche in cui intervenire per correggere e intensificare, dove necessario, le attività a tutela degli habitat. Ma Natura 2000 non è un’entità lontana, possiamo partecipare tutti per dare il nostro piccolo contributo: dalle gite agli acquisti nelle aree protette, fino alle attività di volontariato. L’importante è anche diffondere le informazioni sulle iniziative e i loro risultati. Ad esempio, lo sapevate che grazie a Natura 2000 i camosci negli Appennini sono diventati oltre 1.000? Una cifra che non si aveva da più di un secolo! Se come me siete curiosi di sapere quante e quali sono le aree aderenti a Natura 2000 e più in generale cosa fa la Commissione per proteggere l’ambiente e la biodiversità potete visitare il sito. Buona natura a tutti. Sponsored by Commissione europea - Direzione Generale per l'Ambiente

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Vi ricordate di Mario l’Abitudinario, Antonello il Paffutello, Iva l’Impulsiva, Marino Acquabella e Ottone il Bidone? Sono gli Awakeners protagonisti della campagna di sensibilizzazione della Commissione Europea, della Direzione Generale Ambiente, in tema di efficienza delle risorse, e hanno il compito di aiutarci nelle nostre scelte quotidiane per un consumo consapevole. Grazie a loro possiamo scoprire tante piccole azioni verdi alla portata di tutti e non solo: sul sito possiamo trovare consigli molto utili per il consumo consapevole e il risparmio delle risorse. Dalla doccia al posto del bagno, dall’uso della bici anziché della macchina, dai sistemi di lavaggio a basso consumo fino ai detergenti per la cura personale e della casa, dalla diminuzione del consumo di carne alle piante in balcone per favorire la ripopolazione delle api. Sulle guide per il consumo consapevole prodotte dalla Commissione ci sono tanti piccoli suggerimenti per la nostra azione green quotidiana. Certo, molte di questi suggerimenti li conosciamo già, ma quanti di noi li mettono in pratica ogni giorno? Ahinoi, pochi. Nella casa degli Awakeners, troviamo i personaggi che per ogni ambiente (camera da letto, cucina, soggiorno, bagno e cantina) ci segnalano delle ecoazioni. Ad esempio Iva l’Impulsiva è in camera da letto e tra le tante “sveglie” ci segnala che gli abiti che non mettiamo più perché sono fuori moda, o semplicemente non ci piacciono più, si possono riciclare, e in questo modo non andranno disperse le risorse impiegate per produrli. Mario l’Abitudinario in soggiorno ci spiega che le piante sono meglio di qualsiasi deodorante chimico per rimuovere i cattivi odori dalle stanze. Antonello il Paffutello in cucina ci dà consigli sulle nostre abitudini alimentari, come privilegiare il consumo di frutta e verdura di stagione proveniente dai nostri territori, scegliere di più il di pesce proveniente da itticolture sostenibili e diminuire il consumo di carne. Infine Ottone il Bidone in cantina ci spiega come i nostri scarti alimentari possano diventare una risorsa attraverso il compost. Insomma grazie alla campagna della Commissione Europea fare la nostra azione green quotidiana non è poi cosi difficile: è ora di svegliarci! Sponsored by Commissione Europea

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Vago per i corridoi della mia libreria preferita e sbam! Mi imbatto in un libro curioso e divertente: Storia dell'immondizia - dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile. Autore Mirco Maselli, Editoriale Scienza, € 7,90. Un libro apparentemente per bambini ma che ai miei occhi di adulto è apparso ricco di spunti di riflessione e di curiosità divertenti e interessanti. Scritto con un stile semplice e brioso questo libro corredato da illustrazioni divertenti ci permette di fare un viaggio nella storia dell'immondizia dall'uomo primitivo a quello moderno. Perché si, quello dei rifiuti è un problema che prima di riguardare i nostri condomini interessava già le caverne preistoriche, per poi accompagnare la storia dell'uomo in tutte le sue ere: antica Roma, Medioevo, Rinascimento, per non parlare dell'era della Rivoluzione Industriale. Le prime civiltà a occuparsi del problema dei rifiuti? Secondo gli archeologi dovrebbero essere stati i Greci dell'isola di Creta. La discarica più antica è infatti quella di Cnosso che risale al 3.000 a.C. I cretesi scavarono un pozzo che riempirono di immondizia per poi ricoprirlo. Insomma, un po' come facciamo ancora oggi.  In pochi anni ne scavarono oltre 300. Ma forse furono gli antichi romani a gestire in maniera più organica il problema dei rifiuti. Nel 616 a.C. cominciarono a costruire la Cloaca Maxima che aveva 600 metri di tunnel a tratti persino navigabili e che secondo lo storico Tito Livio "raccoglieva tutta la sporcizia di Roma" che purtroppo però finiva nel Tevere. Vi pare che sia cambiato qualcosa? Il libro, in modo molto ironico, ci aiuta a capire che quello delle discariche e dei rifiuti è una problematica antica e purtroppo molto attuale. E' uno strumento che potrebbe essere utilizzato nelle scuole elementari e medie per sensibilizzare i bambini ai temi dell'ecologia. Poi ci penseranno loro a convertire noi adulti in spazzini acculturati e dall'animo ambientalista...

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