DONNA
Vernissage o compleanno, la festa è eco chic
Scritto il 2014-04-07
da davidemercati
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Fonte: www.bergamosostenibile.com/cms/wp-content/uploads/2013/01/Riciclo-pallet-14-eco-kitc-590x260.jpg

I primi 40 anni di un’amica. Festa a sorpresa. Familiari, amici, figli degli amici e cani di famiglia si danno segretamente appuntamento, dietro indicazioni del compagno della festeggiata, presso una vecchia tipografia in mezzo alle campagne umbre. Tutti puntuali alle ore 20.30 entriamo in un laboratorio eco chic di una wedding planner, realizzato in pieno stile eco sostenibile in uno dei locali del vecchi stabilimento. Un ambiente semplice, caldo e accogliente ma soprattutto creativo, degno di essere protagonista di un reportage in una delle riviste di arredamento più esclusive e patinate. Davanti ai nostri occhi appare uno stanzone post industriale, grande con soffitto alto e arredato con poltrone vintage, divani realizzati con pancali verniciati di bianco, cassette di legno della frutta al posto di librerie, tavoli fatti con vecchie porte, lampade realizzate con corde e cappelli, vecchie persiane come porta fotografie, busti di birra trasformati in sgabelli. Ogni pezzo di arredamento è stato creato con materiali di recupero, il tutto colorato con tonalità pastello e mixato con magica creatività e sobria eleganza. Piatti e bicchieri sono disposti su una piattaia fatta con pezzi di una impalcatura edile. Arredamento che diventa arte, un vernissage da fare invidia a Andy Warhol. Le luci calde e soffuse miscelate con note di musica soft jazz rilassano le teste degli invitati che passano tutto il tempo a parlare, alternando sorrisi e morsi a cibi semplici e buoni. Il tutto innaffiato con qualche birra o vino nero. Tutto finger food, niente posate. Ogni invitato meticoloso ha fatto attenzione a non usare troppi bicchierini e tovaglioli di carta. A fine serata? Baci, abbracci e promesse sincere di rivedersi presto per un'altra occasione, in qualsiasi ambiente ma non a spese dell’ambiente!

Grazie a Simone, Sara e Rocco per averci invitato a una bellissima serata!

Nasce dalla tradizione celtica, arriva negli Stati Uniti verso la metà del 1800 e da lì si diffonde fino a tornare in Europa: Halloween è una festa che simboleggia le usanze e i riti legati al culto della Terra e dell’avvicendarsi delle stagioni. Secondo molti storici Halloween deriva dai riti Romani dedicati alla Dea Pomona (la dea romana dei frutti) e dalla festa di Sahmain, festa popolare celtica, che segnava la fine e l’inizio del nuovo anno (per i Celti il nuovo anno aveva inizio il 1° novembre). Sahmain per i Celti era il dio dei morti e delle tenebre e il giorno prima dell’inizio del nuovo anno chiamava a sé i morti per riportarli a contatto con il mondo dei vivi. Secondo la tradizione celtica, infatti, nei 3 giorni in cui si festeggiava Sahmain il tempo e lo spazio erano sospesi e il velo che separava il mondo dei morti dal mondo dei vivi diventava talmente sottile che le anime di coloro che erano morti potevano tornare a mostrarsi per un giorno ai vivi, fare scherzi e mettere paura con le loro apparizioni. Per i 3 giorni di Sahmain ci si travestiva con le pelli degli animali e si lasciava sulle porte di ingresso delle case dei dolcetti e del latte in modo che le anime dei morti passando potessero sfamarsi e risparmiare agli abitanti delle case i loro scherzi (per questo oggi i bambini vanno in giro per le case chiedendo “Dolcetto o scherzetto?”). Di ritorno dai boschi dove si accendevano i falò e si facevano sacrifici animali, i Celti usavano delle lanterne ricavate da grossi cavoli rapa intagliati. Le lanterne servivano a fare luce nel cammino e nelle lanterne ardeva il fuoco sacro, preso dalle braci dei falò. Negli Stati Uniti, la zucca, più facile da reperire, sostituì il cavolo rapa. Le lanterne che vediamo oggi hanno dunque una storia relativamente recente rispetto a questa festa che ha invece origini millenarie. Personalmente da bambina non ho mai festeggiato Halloween perché, quando ero piccola io, in Italia non era considerata una festa a tutti gli effetti ma solo la vigilia di Ognissanti. Oggi mi piace festeggiarla per il legame con il culto dei riti millenari legati alla Madre Terra. Ma cercherò comunque di festeggiare nel modo più ecologico possibile. Per i bambini del condominio preparerò infatti una torta di mele o un ciambellone fatto in casa così da non usare merendine e biscottini industriali. Per gli addobbi, se si hanno tempo, manualità e fantasia, ci si può armare con carta, cartoncino, colla e pennarelli e preparare così le proprie decorazioni che potranno essere riutilizzate il prossimo anno. Su internet ci sono tantissimi tutorial per realizzare in poco tempo tutti gli addobbi, compreso l’intaglio della zucca, il cui interno può essere usato per fare una torta, dolce o salata, il risotto o una zuppa. E per chi si maschera, basta prendere vecchi abiti e riadattarli a seconda delle esigenze. Con una vecchia tuta nera (la si può tingere in casa con prodotti specifici nel caso fosse di un altro colore) e un po’ di scotch bianco – per disegnare lo scheletro - si può preparare un costume da morte, con delle vecchie lenzuola si può fare un costume da mummia o da fantasma, con t-shirt e jeans strappati e sporcati di terra (più o meno ad arte) si può fare una maschera da zombie, con un abbigliamento total black (stivali, calze, leggins e abito nero) e un capello di cartone nero a forma di cono si ha un perfetto abito da strega. Anche per il trucco si possono usare ingredienti ecologici e fatti in casa per l’occasione come, ad esempio, un vecchio tappo di sughero bruciacchiato con cui si possono creare le occhiaie o far risaltare le sopracciglia. Se non lo avete in casa, potete acquistare un fondotinta chiarissimo o della cipria e usarli come base per sbiancare la pelle, in fondo si tratta di prodotti che noi donne usiamo anche durante il resto dell’anno. Insomma, visto che Halloween in origine era una festa collegata ai ritmi e alla stagionalità della Terra, cerchiamo di festeggiarla anche noi con l’attenzione di chi, la Terra, vuole proteggerla.

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Volete festeggiare San Valentino con cena a lume di candela, rose rosse, coccole e flûte? Occorre allora anche un’acconciatura speciale. Ma ancora meglio se il parrucchiere rispetta l’ambiente. Potrete così  dare una prova d'amore non solo al vostro Lui ma anche alla Natura. Pureology Serious Color Care da anni si impegna per la cura dell’ambiente proponendo prodotti distribuiti in saloni di bellezza eco-friendly: dal packaging alle sostanze utilizzate, fino all’alleanza con Green Cross Italia per la salvaguardia dell’acqua. L’ultima iniziativa  è il sostegno al progetto dell’Ong “Smart Water for Green School”, che permette di portare acqua pulita e servizi sanitari nelle scuole del Ghana. Un contributo importante, che da San Valentino fino al mese di maggio si arricchisce di nuove proposte: - una edizione limitata di shampoo e balsami, della gamma Pureology Hydrate, con un pack personalizzato dai disegni dei bambini ghanesi; - una giornata di ecosostenibilità “Pure beauty drop day”, nella quale gli acconciatori si impegnano a donare a Green Cross Italia parte del loro ricavato; - una mostra itinerante allestita in sei saloni “Top Pureology” con le più belle foto di Makongo, villaggio ghanese dove Green Cross ha potuto realizzare pozzi, servizi igienici e sistemi per la raccolta dell’acqua piovana. Il primo appuntamento è fissato al 14 febbraio nel Mod’s Hair di Torino, salone che esporrà le foto del progetto “Smart Water for Green School” fino al 28 febbraio ed effettuerà una donazione per ogni servizio shampoo Pureology. Recandosi nei saloni che aderiscono all’iniziativa è possibile sostenere il progetto “Smart Water fot Green School”.

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In questi giorni a Firenze si sta tenendo la “Festa della Fiducia”, organizzata dall' ADC, Associazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. La manifestazione ha luogo presso la Stazione Leopolda e vedrà lo svolgimento di un dibattito, sviluppato nell'ambito dell'annuale Congresso dell'Associazione dottori commercialisti, che ha l'obiettivo di dimostrare come questa figura possa essere un punto di riferimento per imprese, terzo settore ed enti pubblici. E magari anche con un certo orientamento green?  «Quest'anno abbiamo guardato al mondo del volontariato - ha dichiarato il Presidente dell'ADC, Vilma Iaria - nei confronti del quale ci mettiamo a disposizione, collaborando e dimostrando che è possibile fare insieme anche piccoli passi, ma importanti per la crescita del paese. Il commercialista non lavora solo in ufficio, con calcolatrici e incomprensibili modelli fiscali. Si apre al mondo intero per trasmettere, valori come la trasparenza, l'etica e la legalità che dovrebbero essere sempre rispettati. Può diventare un punto di riferimento per lo sviluppo delle realtà produttive e del Paese intero. "Siamo convinti che per rinascere - ha continuato il Presidente di ADC - questo Paese debba mettere al centro, in un mondo che cambia, il ruolo delle persone. Ci attende un compito difficile. Ricostruire il futuro secondo regole nuove che valgono per noi e per le nuove generazioni. Facciamo tesoro dei fallimenti del passato, cogliendo le nuove opportunità che il mondo oggi ci offre. Se i giovani oggi sono il nostro futuro, noi rispetto a quei giovani costituiamo le radici dalle quali essi possono incominciare. Da Firenze deve ripartire, inoltre, l'idea che, oltre al mondo dell'economia, c'è un mondo che va aiutato ed è quello del volontariato, al quale noi mettiamo a disposizione, in questi due giorni, la nostra professionalità».  In bocca al lupo alla categoria dei commercialisti per la loro iniziativa, nella speranza che anche loro contribuiscano in modo concreto alla salvaguardia del Pianeta!!! Magari consigliando ai loro clienti di donare il 5 per mille alle associazioni NO PROFIT impegnate a favore dell'ambiente!!!  

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