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Attenzione: è in arrivo l’Albero Vendicatore di Grazie Natural
Scritto il 2014-06-06
da Cristina Coppi
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Fonte: Grazie - Lucart

L’Albero Vendicatore ci spia, ci segue nei corridoi dei supermercati, ci sorprende a casa nostra , perfino nel nostro bagno. E non perdona. Se scopre che usiamo prodotti realizzati al di fuori del rispetto per l’ambiente, colpisce. Ha ragione lui, perché la nostra distrazione o la nostra superficialità possono uccidere gli alberi. E allora è giusto che se non lo capiamo con le buone ce lo faccia capire lui, l’Albero Vendicatore, con le cattive. Salvando non solo se stesso, ma tutti noi, che, degli alberi abbiamo bisogno per vivere.

E’ bella la nuova campagna video di Lucart. Ci fa sorridere, ci spinge a parteggiare per l’albero vendicatore – un po’ Rambo, un po’ Ninja - contro il “consumatore cattivo”.
Ma ci fa anche chiedere se nella vita di ogni giorno siamo noi quel “consumatore cattivo” che merita di essere inseguito e colpito. Probabilmente sì. Basti pensare che una famiglia di quattro persone con il suo consumo di carta “uccide” due alberi ogni anno. Beh, dirà qualcuno, neanche tanti. Sbagliato, significa trenta milioni di alberi l’anno solo in Italia. Ripeto, trenta milioni. Capite bene che l’albero vendicatore ha tutto il diritto di scatenarsi.

E cosa possiamo fare noi per evitare le sue ire? Usare il cervello. Ovvero usare prodotti come quelli realizzati da Lucart. Con la sua nuova linea Grazie Natural , Lucart produce la “carta che non taglia gli alberi”.
Come è possibile? Semplice: Grazie Natural nasce dal riciclo dei contenitori di Tetra Pak. I cartoni di latte, succhi di frutta o bibite sono composti per i 3/4 da cellulosa.
Lucart grazie ad un processo di riciclo separa la carta dal resto dei componenti del Tetra Pak (polietilene e alluminio) per produrre appunto carta igienica, carta per la casa, tovaglioli e fazzoletti. Pensiamoci quando beviamo il latte o il succo di frutta. Il contenitore che stiamo gettando senza pensarci due volte può avere nuova vita, e così impedire che altri alberi vengano tagliati per produrre tessuti per la casa.
Pensiamoci anche quando compriamo, scegliendo prodotti davvero sostenibili. Eviteremo che per colpa nostra vengano abbattuti altri alberi. E ci salveremo dalla loro vendetta. Anzi, diremo pure grazie .

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Vago per i corridoi della mia libreria preferita e sbam! Mi imbatto in un libro curioso e divertente: Storia dell'immondizia - dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile. Autore Mirco Maselli, Editoriale Scienza, € 7,90. Un libro apparentemente per bambini ma che ai miei occhi di adulto è apparso ricco di spunti di riflessione e di curiosità divertenti e interessanti. Scritto con un stile semplice e brioso questo libro corredato da illustrazioni divertenti ci permette di fare un viaggio nella storia dell'immondizia dall'uomo primitivo a quello moderno. Perché si, quello dei rifiuti è un problema che prima di riguardare i nostri condomini interessava già le caverne preistoriche, per poi accompagnare la storia dell'uomo in tutte le sue ere: antica Roma, Medioevo, Rinascimento, per non parlare dell'era della Rivoluzione Industriale. Le prime civiltà a occuparsi del problema dei rifiuti? Secondo gli archeologi dovrebbero essere stati i Greci dell'isola di Creta. La discarica più antica è infatti quella di Cnosso che risale al 3.000 a.C. I cretesi scavarono un pozzo che riempirono di immondizia per poi ricoprirlo. Insomma, un po' come facciamo ancora oggi.  In pochi anni ne scavarono oltre 300. Ma forse furono gli antichi romani a gestire in maniera più organica il problema dei rifiuti. Nel 616 a.C. cominciarono a costruire la Cloaca Maxima che aveva 600 metri di tunnel a tratti persino navigabili e che secondo lo storico Tito Livio "raccoglieva tutta la sporcizia di Roma" che purtroppo però finiva nel Tevere. Vi pare che sia cambiato qualcosa? Il libro, in modo molto ironico, ci aiuta a capire che quello delle discariche e dei rifiuti è una problematica antica e purtroppo molto attuale. E' uno strumento che potrebbe essere utilizzato nelle scuole elementari e medie per sensibilizzare i bambini ai temi dell'ecologia. Poi ci penseranno loro a convertire noi adulti in spazzini acculturati e dall'animo ambientalista...

Società - Greenmind

Vivo in Umbria da vent’anni ma non ho appreso il dialetto perugino. Continuo a parlare e a bestemmiare (solo quando non riesco a farne a meno!) con il mio bell’accento toscano, della provincia di Arezzo, anzi di Sansepolcro.  E non accusatemi di campanilismo! Questa è una vecchia storia assolutamente priva di fondamento. Nemmeno con l'aiuto di 7 Cervelli o di Apo Matto sono riuscito a simulare un qualche detto umbro.   Una cosa che però ho appreso in questi anni è la tradizione di andare alle sagre paesane. Ogni paese, ogni piccola frazione sfoggia infatti la propria sagra: quella della tagliatella, dell’oca, della torta al testo, della cipolla, della porchetta, dei funghi, dell’ortolana e chi più ne ha più ne metta.  Ogni estate almeno una volta a settimana, con amici o parenti, si parte per fare la fila al parcheggio, alla cassa, ai tavoli, al caffè e di nuovo al parcheggio per tornare a casa. Divertimento assicurato con atmosfera allegra, buona compagnia, musica e cibo prelibato. Tutto annaffiato con vino o birre fresche.   Tuttavia, durante le sagre, con i miei occhi verdi (verdi in quanto ecologista!) ho sempre notato una scarsa attenzione all’ambiente. Ho sempre ritenuto che la raccolta differenziata non fosse sempre fatta alla regola. Negli ultimi anni c’era stato un miglioramento ma forse il vero salto è stato fatto quest’anno. Ieri sera infatti mi trovavo alla Sagra dell’Ortolana, a Balanzano (PG), e ho visto come lo staff effettuasse una raccolta differenziata DOC! Piatti compostabili che finivano nel sacco dell’umido insieme a tovaglioli di carta e resti di cibo, tovagliette di carta nel sacco della carta e bottiglie e bicchieri di plastica e lattine nel sacco apposito. E … sorpresa! Posate di metallo! Niente più chili di posate di plastica non riciclabili come negli anni passati. Il rispetto per l’ambiente e per la natura stia diventando una cosa sagra!  

Società - Greenmind


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