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Quando l'ambiente è una cosa sacra anzi ... sagra.
Scritto il 2014-06-22
da davidemercati
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Fonte: imagesus.homeaway.it

Vivo in Umbria da vent’anni ma non ho appreso il dialetto perugino. Continuo a parlare e a bestemmiare (solo quando non riesco a farne a meno!) con il mio bell’accento toscano, della provincia di Arezzo, anzi di Sansepolcro.  E non accusatemi di campanilismo! Questa è una vecchia storia assolutamente priva di fondamento. Nemmeno con l'aiuto di 7 Cervelli o di Apo Matto sono riuscito a simulare un qualche detto umbro.

Una cosa che però ho appreso in questi anni è la tradizione di andare alle sagre paesane. Ogni paese, ogni piccola frazione sfoggia infatti la propria sagra: quella della tagliatella, dell’oca, della torta al testo, della cipolla, della porchetta, dei funghi, dell’ortolana e chi più ne ha più ne metta.  Ogni estate almeno una volta a settimana, con amici o parenti, si parte per fare la fila al parcheggio, alla cassa, ai tavoli, al caffè e di nuovo al parcheggio per tornare a casa. Divertimento assicurato con atmosfera allegra, buona compagnia, musica e cibo prelibato. Tutto annaffiato con vino o birre fresche.

Tuttavia, durante le sagre, con i miei occhi verdi (verdi in quanto ecologista!) ho sempre notato una scarsa attenzione all’ambiente. Ho sempre ritenuto che la raccolta differenziata non fosse sempre fatta alla regola. Negli ultimi anni c’era stato un miglioramento ma forse il vero salto è stato fatto quest’anno. Ieri sera infatti mi trovavo alla Sagra dell’Ortolana, a Balanzano (PG), e ho visto come lo staff effettuasse una raccolta differenziata DOC! Piatti compostabili che finivano nel sacco dell’umido insieme a tovaglioli di carta e resti di cibo, tovagliette di carta nel sacco della carta e bottiglie e bicchieri di plastica e lattine nel sacco apposito. E … sorpresa! Posate di metallo! Niente più chili di posate di plastica non riciclabili come negli anni passati. Il rispetto per l’ambiente e per la natura stia diventando una cosa sagra!

È risaputo. Per fare la raccolta differenziata dobbiamo essere fiscali! Peccato che proprio gli scontrini e le ricevute  … fiscali siano i primi ad andare contro questo principio. Questi documenti infatti, seppur cartacei, non possono essere riciclati. Il motivo è che sono realizzati con la cosiddetta “carta termica” che si riconosce per il fatto di essere lucida su uno dei lati. Anche le ricevute rilasciate da bilance elettroniche, bancomat, pos bancari per carte di credito, parcheggi, e persino quelle dei fax e molti biglietti da viaggio rientrano in questa categoria. La scelta di questo materiale non è però casuale ma fatta in base a delle normative ben precise. Si devono utilizzare infatti rotoli di carta termica approvata dall'Istituto Superiore di Poste e Telecomunicazione.  Quindi tutta la carta utilizzata per scontrini e ricevute varie non può essere assolutamente recuperata e deve finire nella raccolta indifferenziata. Ma il problema non finisce qui. Il 94% degli scontrini e ricevute che maneggiamo ogni giorno contiene bisfenolo A (BPA), una sostanza dannosa per la salute. Come contenere quindi l’impatto ambientale di questi piccoli pezzi di carta? Beh! Sicuramente la soluzione non è pagare in nero qualsiasi tipo di prodotto o servizio. Potremmo però evitare di prendere la ricevuta del bancomat, scelta consigliata tralaltro da molti sportelli di banche. Oppure preferire di fare biglietti da viaggio elettronici da salvare nella posta elettronica o sms. Però … la domanda sorge spontanea. Non si possono fare scontrini, ricevute e biglietti da viaggio in carta riciclabile?

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Da qualche anno ho notato con piacere che all'interno delle stazioni ferroviarie sono stati posti cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti che produciamo e gettiamo durante i nostri movimenti in treno. Cestino celeste per le lattine, cestino giallo per la plastica, cestino bianco per la carta e il verde per l'indifferenziato (in alcune stazioni possono esserci delle variazioni e magari lattine e plastica possono essere accorpate in un unico contenitore). Sul bordo dei cestini è riportato inoltre in varie lingue anche il nome del materiale per il quale sono preposti. Iniziativa lodevole ma peccato che molte persone gettino comunque i loro rifiuti nei cestini sbagliati. Ignoranza? Incuria? Negligenza? Pigrizia? Mancanza di interesse e di rispetto verso l'ambiente? Non ho una risposta. Forse la causa è un mix di tutte queste cose messe insieme e ben mescolate nei giusti quantitativi. Non possiamo certo dare la colpa alle società di gestione di questi servizi. Le indicazioni cromatiche e testuali non mancano. Una soluzione potrebbe essere quella di impiegare volontari che stiano nei pressi dei cestini per vigilare che i viaggiatori effettuino correttamente la raccolta differenziata. Volontari appartenenti ad associazioni di anziani, volontari ambientali, scout ecc... Un modo semplice, senza alcun costo per le società coinvolte n'è per gli enti pubblici ma con risultati ottimi per l'ambiente. Gli eco vigilantes potrebbero funzionare da deterrente e spingere le persone a stare più attenti nel momento in cui si disfanno di vecchi giornali, bottigliette di plastica vuote, bicchieri del Mac Donald ecc ... Inoltre gli eco vigilantes svolgerebbero una importante funzione di sensibilizzazione.

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Ecco alle porte un altro Natale e un altro post scontato e banale sui regali. Ma no, questa volta si tratta di un articolo un po’ meno scontato anche perché gli sconti arrivano di solito dopo Natale. Sarò un po’ più originale infatti e vorrei convincervi a fare un bel dono  all’ambiente. Come? Cercando di regalare oggetti fatti di materia grigia e anima verde, ovvero usando in sinergia un po’ di intelligenza e un po’ di buon senso ecologico. Scommetto che qualche idea vi è già venuta in mente, vero? No? Ok come non detto. Avete mai pensato di regalare biglietti per cinema, teatro, concerti, musei e mostre della vostra città? Durante le vacanze di Natale abbiamo  più tempo libero e spesso “tristezza e noia recan l’ore” e non sappiamo come passare i nostri pomeriggi che si trasformano inesorabilmente in attese malinconiche della cena davanti alla tv. Beh, con questo tipo di regali si aiuta a risolvere il problema. E poi pensate al loro impatto ambientale quasi inesistente. Niente imballaggio in cartone e plastica o polistirolo, niente carta regalo. Basta una busta! E darete inoltre una mano al mondo dello spettacolo che negli ultimi anni non se la posso proprio bene. Inoltre ci troviamo ad affrontare una crisi economica ricca. Un ossimoro vero? Ci sentiamo o siamo davvero più poveri ma allo stesso tempo abbiamo case che straboccano di oggetti che non usiamo e che non ci rendono nemmeno più felici. Forse allora è il momento di fare regali di maggiore utilità, che siano amici dell’ambiente e che invoglino le persone più refrattarie al rispetto ambientale a intraprendere comportamenti più sostenibili. Perché non regalare allora prodotti alimentari di uso comune che siano a km 0 e/o biologici? Oppure prodotti ecologici per l’igiene del corpo o della casa? Sono regali utili che verranno apprezzati e forse alla fine delle feste la lista degli ambientalisti potrà annoverare qualche nome in più. I bambini, si sa, non faranno salti di gioia ricevendo questo tipo di cose. Loro preferiscono i giocattoli ma anche questi possono essere scelti in base al loro impatto ambientale. Potete sempre regalare giochi ecologici oppure di quelli che possono essere utilizzati solo all’aria aperta: palloni, skate, racchette ecc … E qualche bambino tornerà a giocare alla luce del sole e a correre su un prato verde.   Un ultimo consiglio. Pranzoni e cenoni pantagruelici si trasformano spesso in un grande spreco: cibi avanzati che vengono gettati, bicchieri e posate di carta non riciclabili che finiscono in grande quantità nel cassonetto dell’indifferenziato. Cercate quindi di dare un tocco eco-chic anche a queste occasioni conviviali. Potrete divertirvi in compagnia anche con un pizzico di attenzione all’ambiente: cucinate cose semplici, anche di quelle che non hanno bisogno di lunghi tempi di cottura, prediligete verdure e frutta di stagione e a km 0, non esagerate con le quantità ma optate per cose di qualità; tornate a usare posate di metallo, bicchieri in vetro e piatti di porcellana; per lavarli e per rimettere tutto a posto fatevi aiutare dagli ospiti … in fondo a Natale dobbiamo essere tutti un po’ più solidali!  

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