DONNA
Cartoni animati ed ecologia: Paperino - Lo Sporcaccione
Scritto il 2014-08-12
da davidemercati
su
News

Fonte: 4.bp.blogspot.com

Avete mai visto Lo Sporcaccione? No, non è un film a luci rosse, tranquilli. Si tratta di una cartone animato della Disney con protagonista Paperino (titolo originale THE LITTERBUG). Un cortometraggio pedagogico con un Paperino inquinatore che getta rifiuti ovunque e che incarna quindi il classico consumatore americano (e non solo!) afflitto dalla sindrome dell’usa e getta. Un cartone animato realizzato nel 1961 con l’intento di sensibilizzare i bambini sui temi dell’ecologia, dell’inquinamento e del proliferare dei rifiuti causati dal consumismo del dopoguerra.

Il tema dell’ecologia trova raramente spazio nei mass media classici come tv, radio e stampa a meno che non si tratti di eventi e notizie di “natura” catastrofica. Scusate il gioco di parole. Solo quando la notizia ambientale è una bomba (se atomica ancora meglio) riesce a conquistarsi un po’ d’aria (e neanche troppo pulita)  all’interno delle redazioni. Contenuti green di natura positiva (il gioco di parole si ripete) trovano spazio solo in riviste specializzate, canali televisivi tematici o in siti web interamente dedicati all’ecologia. Non mancano invece libri all’interno delle librerie, sia per adulti che per bambini, leggendo i quali si possono capire le problematiche ambientali legate all’inquinamento e allo sfruttamento delle risorse naturali, prendere coscienza delle dimensioni del problema e imparare stili di vita e accorgimenti sostenibili utili alla salvaguardia dell’ambiente.

Troppe volte l’ecologia viene vista come sinonimo di lotta contro il progresso, condotta da integralisti politici e pirati verdi in grado di dire solo NO! Non è così. Ci sono tantissime persone che adottano ogni giorno accorgimenti a favore dell’ambiente con netti vantaggi in termini di soldi, salute e soddisfazione. A dimostrazione del fatto che l’ecologia può essere parte integrante dei nostri stili di vita e rappresentare una opportunità per vivere meglio, in barba a chi la vede invece come un ostacolo alle nostre comodità.

P.S. Chissà se Walt Disney disegnava i cartoni animati su carta riciclata! 


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web-storage/www/king-kontent/wp-comunicablog/wp-content/themes/layout-comunicablog-generale/single-post.php on line 199
Articoli Correlati
Un viaggio, un corso per una passione o una nuova esperienza professionale, una ristrutturazione: sono tanti i piccoli e grandi progetti che caratterizzano la vita di ciascuno. Realizzarli però non è semplice. Gli impegni quotidiani, gli imprevisti e - soprattutto - la mancanza di liquidità costringono i più a tenerli chiusi in un cassetto. Risparmiare, si sa, al giorno d'oggi è complicato e chi vuole investire si trova di fronte a una varietà di proposte non sempre di facile interpretazione e che danno seguito a più di una perplessità. Ma con i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) dubbi e incertezza lasciano il posto a garanzie e sicurezza. Garantiti, disponibili, fruttuosi e su misura Emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e collocati in esclusiva da Poste Italiane, i Buoni Fruttiferi Postali non hanno "scheletri nell'armadio" e sono così come li si vede, "Buoni al 100% sempre". I Buoni Fruttiferi Postali, infatti, sono garantiti dallo Stato Italiano, ovvero il capitale investito e gli interessi eventualmente maturati (calcolati con meccanismo di capitalizzazione di tipo composto) sono sempre restituiti al risparmiatore: possono essere rimborsati in qualsiasi momento e sono assoggettati a ritenuta fiscale del 12,50%. Ma non solo. I Buoni Fruttiferi Postali sono diversificati per soddisfare ogni tipo di esigenza. L'offerta di Poste Italiane prevede Buoni Fruttiferi Ordinari, BFP Diciottomesi, Indicizzati all'inflazione italiana, Indicizzati all'inflazione italiana EXTRA, Dedicati ai minori di età, BFP3x4, BFP Europa, BFP EreditàSicura, BFP a 3 anni, BFP a 3 anni EXTRA, BFP4x4, BFP4x4Fedeltà e BFP4x4 RisparmiNuovi, pensati per rispondere alle molteplici necessità dei risparmiatori e dare loro l'opportunità di scegliere in tutta tranquillità una soluzione "su misura". Il sostegno per piccoli e grandi progetti Chi per esempio desidera investire una parte dei propri risparmi con l'obiettivo di finanziare quel piccolo progetto che tiene da tempo nel cassetto può farlo con la sicurezza di poter rientrare in qualsiasi momento dell'intera somma e degli interessi maturati: i Buoni Fruttiferi Postali, infatti, sono liberi e garantisco al titolare la totale fruibilità. In caso di imprevisto, insomma, non si deve aspettare la loro naturale scadenza, ma è possibile chiederne il rimborso anticipato per ottenere la liquidità di cui si ha bisogno, quando se ne ha bisogno. Una flessibilità che insieme alla garanzia dello Stato Italiano, alla bassa tassazione, al fatto di non avere spese di emissione, gestione o incasso e di essere esenti da imposta di successione rende i Buoni Fruttiferi Postali una soluzione ideale per i risparmiatori, che possono sottoscriverli sia in versione cartacea che dematerializzata (soluzione l'ultima, riservata in esclusiva ai titolari di un Libretto di Risparmio Postale o di un conto corrente postale che evita il rischio della prescrizione e consente il rimborso anticipato anche per una parte dell'importo), con un taglio minimo di 50 euro e multipli. Scopri di più sul sito! Sponsored by Poste Italiane

Società - Comunicablog

Storia antica e leggendaria, quella del mandorlo. Ne sa qualcosa Giuseppe, sì proprio lui. Raccontano i Vangeli Apocrifi che fu scelto come sposo di Maria perché l’albero a cui aveva legato il suo asino fiorì improvvisamente. Era un mandorlo, naturalmente. Proveniente dall’Asia, il mandorlo fu introdotto in Europa dai Fenici. I Romani lo chiamavano “noce greca”. Successivamente si è diffuso in tutti gli altri Paesi affacciati sul Mediterraneo. Il frutto è prezioso, ma ancora di più lo è l’olio che si ottiene dalle spremitura a freddo dei frutti: l’olio di mandorle dolci, forse l’olio più conosciuto e più usato per il trattamento e la cura della pelle, normale e sensibile. L’olio di mandorle dolci è sicuramente uno degli oli che preferisco perché si presta a tantissimi usi, si trova facilmente in tutte le erboristerie e nei negozi dedicati al benessere naturale. Lo si può trovare puro o con aggiunta di tocoferolo (vitamina E), che serve a proteggere l’olio dall’irrancidimento e ha notevoli proprietà antiossidanti. Come dicevo l’olio di mandorle può essere impiegato senza timore per qualsiasi tipo di pelle, persino quelle più sensibili, questo perché le sue proprietà lo rendono adatto a tutti, anzi è vivamente consigliato l’uso in caso di dermatiti o in caso di varicella o morbillo. Ricco di vitamine A e B l’olio di mandorle è usato per prevenire l’invecchiamento cutaneo e le smagliature. Se non si soffre di pelle grassa, può essere usato al posto del latte detergente per rimuovere il trucco e le impurità dalla pelle del viso. Usato sui capelli ne previene la disidratazione causata da vento, salsedine, cloro ecc, inoltre è un ottimo aiuto per la piega. Se assunto per via interna sembra sia utile in caso di stipsi, sia dei bambini sia degli adulti. Infine è un ottimo balsamo per le labbra per prevenire le screpolature da freddo e usato sulle unghie contribuisce a rafforzarle ed è utile per il trattamento delle cuticole. C’è una sola raccomandazione da seguire: se l’olio acquistato è puro può irrancidire facilmente se esposto alla luce o al calore, è perciò raccomandabile conservarlo in frigorifero quando fa caldo e se è possibile conservarlo in bottiglie di vetro scuro. Tutto qui? No, perché c’è qualcosa che va al di là dei consigli e degli usi pratici, è quel senso di poesia, di profondità, di sensualità che evoca il mandorlo, con i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi colori. Forse per questo il suo è molto più di un olio, è un mondo. Ps. Andando fuori tema ma restando in argomento,se vi capita leggete La Mandorla, un libro di Nedjma. E’ bellissimo.

Società - Greenmind

Arrivano in Europa durante il Medio Evo, pare siano stati introdotti dagli Arabi che li definivano “i prìncipi degli ortaggi” per le proprietà nutrizionali. Da sempre si associano al concetto di forza perché sono l’alimento preferito di Braccio di Ferro: eh si, sto parlando degli spinaci. In realtà, con buona pace di noi non amanti della carne (non sono vegetariana, ma il mio consumo di carne è pressoché infinitesimale), non è affatto vero che gli spinaci forniscono la stessa quantità di ferro della carne. E’ una leggenda quasi incredibile che nasce da un errore di stampa. Nel 1890, infatti, dei nutrizionisti americani comunicarono per la prima volta il contenuto di ferro degli spinaci. Peccato che per una virgola nel posto sbagliato il contenuto risultò dieci volte superiore rispetto a quello reale. Un errore di cui non si accorse nessuno per decenni, e intanto la leggenda era cresciuta. Insomma, hanno imbrogliato Braccio di Ferro, perché per avere il ferro di 100 grammi di carne ce ne vogliono 1.000 di spinaci. E allora per sostituire la carne dovremmo guardare altrove, per esempio dalle parti dei legumi. Ma tornando agli spinaci, è vero che contengono meno ferro di quanto la tradizione popolare ci dica, ma è vero anche che, al di là del ferro, sono un’ottima fonte di vitamine C, A e B. Inoltre contengono carotenoidi, che aiutano ad eliminare i radicali liberi, acido folico per rafforzare le difese immunitarie e luteina, una sostanza che protegge la retina e più in generale l’occhio. Recentemente è stato scoperto che la presenza di nitrati aiuta a rafforzare i muscoli e a tenere sotto controllo il diabete. Gli spinaci hanno però una controindicazione: contengono ossalati che sono dannosi per chi soffre di calcolosi renale e per chi soffre di osteoporosi. Sono presenti per quasi tutto l’anno sulle nostre tavole, li troviamo più o meno da ottobre a maggio. Gli spinaci possono essere mangiati crudi e cotti, come contorno o come ingrediente per torte rustiche o per risotti. Le loro proprietà nutrizionali però diminuiscono con la cottura, per cui sarebbe meglio mangiarli in insalata o al limite lessati in poca acqua. In questo periodo io li mangio tantissimo in insalata a cui aggiungo mela, avocado, noci o fichi secchi, gomasio (un mix di semi di sesamo e sale marino), semi tostati (zucca, lino e girasole), olio extravergine di oliva e aceto balsamico. Senza trasformarmi di Braccio di Ferro.

Società - Greenmind


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2017 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018