DONNA
A fior di pelle - Dall’Africa un burro che fa bene.
Scritto il 2014-09-08
da Cristina Coppi
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Consigli

Sono rientrata da poco dal mare e, a parte la voglia di ripartire (perché io vivrei in riva al mare se potessi), sono alle prese con il problema che ha chiunque di noi al rientro: la pelle screpolata e i capelli sfibrati. Si sa, il sole e la salsedine contribuiscono a seccare la pelle e i capelli.
In questo periodo sto usando l’olio di cocco, ma un altro prodotto che amo usare è il burro di karitè perché è molto idrante e, cosa fondamentale, non unge!
Il burro di karitè si estrae dal nocciolo di una pianta che cresce nell’Africa sub-sahariana, la Vitellaria paradox, appartenente alla specie della Sapotacee di cui fa parte anche l’argania da cui si estrae l’olio di argan. La Vitellaria viene chiamata anche “albero della giovinezza”. Forse perché il burro di karitè è noto per le sue proprietà rigeneranti, emollienti, elasticizzanti, antiossidanti, lenitive e cicatrizzanti. In Africa viene usato come condimento alimentare oltre che come prodotto cosmetico.
Qui in Europa viene utilizzato nell'industria cioccolatiera e nella cosmesi come base per creme emollienti, idratanti, anti-rughe, e per creme che contrastano ustioni, dermatiti, irritazioni, screpolature etc. Può essere utilizzato anche per proteggersi dal sole (attenzione non è un solare, non ha filtri UVA e UVB, previene solo la disidratazione della pelle esposta al sole e ad altri agenti atmosferici), dal vento e dal freddo.
Il burro di karitè può essere usato anche sui capelli, come impacco prima dello shampoo, o dopo lo shampoo sui capelli umidi. E’ un ottimo idratante anche per le mani e le unghie. Chi ha bambini piccoli può utilizzarlo per prevenire gli arrossamenti dovuti all’uso dei pannolini e le donne che stanno allattando possono usarlo per prevenire le ragadi. Infine possono utilizzarlo anche gli uomini come pre o dopo barba.
Insomma il burro di karitè è sicuramente un toccasana per la pelle e per i capelli, dopo il sole o durante l’inverno. C’è una sola cosa a cui fare attenzione quando lo si acquista: a causa dell’uso intensivo in cosmesi e nell’alimentazione, lo IUCN (l’organizzazione internazionale per la salvaguardia della Natura) lo ha inserito nella red list, ossia la lista delle specie a rischio estinzione, e anche Slow Food denuncia gli stessi rischi, cerchiamo dunque di comprare prodotti che abbiano certificazioni transfair, slow food o simili che attestino il corretto uso delle risorse. In questo modo prendersi cura di sé significa anche prendersi cura dell’ambiente.

Storia antica e leggendaria, quella del mandorlo. Ne sa qualcosa Giuseppe, sì proprio lui. Raccontano i Vangeli Apocrifi che fu scelto come sposo di Maria perché l’albero a cui aveva legato il suo asino fiorì improvvisamente. Era un mandorlo, naturalmente. Proveniente dall’Asia, il mandorlo fu introdotto in Europa dai Fenici. I Romani lo chiamavano “noce greca”. Successivamente si è diffuso in tutti gli altri Paesi affacciati sul Mediterraneo. Il frutto è prezioso, ma ancora di più lo è l’olio che si ottiene dalle spremitura a freddo dei frutti: l’olio di mandorle dolci, forse l’olio più conosciuto e più usato per il trattamento e la cura della pelle, normale e sensibile. L’olio di mandorle dolci è sicuramente uno degli oli che preferisco perché si presta a tantissimi usi, si trova facilmente in tutte le erboristerie e nei negozi dedicati al benessere naturale. Lo si può trovare puro o con aggiunta di tocoferolo (vitamina E), che serve a proteggere l’olio dall’irrancidimento e ha notevoli proprietà antiossidanti. Come dicevo l’olio di mandorle può essere impiegato senza timore per qualsiasi tipo di pelle, persino quelle più sensibili, questo perché le sue proprietà lo rendono adatto a tutti, anzi è vivamente consigliato l’uso in caso di dermatiti o in caso di varicella o morbillo. Ricco di vitamine A e B l’olio di mandorle è usato per prevenire l’invecchiamento cutaneo e le smagliature. Se non si soffre di pelle grassa, può essere usato al posto del latte detergente per rimuovere il trucco e le impurità dalla pelle del viso. Usato sui capelli ne previene la disidratazione causata da vento, salsedine, cloro ecc, inoltre è un ottimo aiuto per la piega. Se assunto per via interna sembra sia utile in caso di stipsi, sia dei bambini sia degli adulti. Infine è un ottimo balsamo per le labbra per prevenire le screpolature da freddo e usato sulle unghie contribuisce a rafforzarle ed è utile per il trattamento delle cuticole. C’è una sola raccomandazione da seguire: se l’olio acquistato è puro può irrancidire facilmente se esposto alla luce o al calore, è perciò raccomandabile conservarlo in frigorifero quando fa caldo e se è possibile conservarlo in bottiglie di vetro scuro. Tutto qui? No, perché c’è qualcosa che va al di là dei consigli e degli usi pratici, è quel senso di poesia, di profondità, di sensualità che evoca il mandorlo, con i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi colori. Forse per questo il suo è molto più di un olio, è un mondo. Ps. Andando fuori tema ma restando in argomento,se vi capita leggete La Mandorla, un libro di Nedjma. E’ bellissimo.

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Il suo nome deriva dal latino. Ed ha un significato specifico. Per i Romani la calenda era il primo giorno del mese, da qui il termine calendario e calendula. Questa pianta officinale fiorisce una volta al mese per tutta l’estate e appartiene alla specie delle asteracee. Ne ho sentito parlare a lungo perché era la base di alcuni unguenti che si usavano per proteggere le mani dal freddo, ma devo dire che l’ho usata recentemente anche per un problema chiamato idrosadenite, un’infiammazione delle ghiandole sudoripare. E per me è stata una vera manna perché ha ridotto il dolore, il gonfiore e il rossore sotto le ascelle. La calendula è usata appunto per la realizzazione di creme, tinture, unguenti o impacchi (mi raccomando controllate l’INCI, se ci sono ingredienti derivati dal petrolio, se potete, evitate di prenderla e cercate un unguento o una crema con ingredienti naturali). Ma può essere utilizzata anche in infusione e assunta come tisana. Ha proprietà lenitive, anti-infammatorie e anti-microbiche. La crema o l’unguento possono essere usati, appunto, per proteggere le mani delle screpolature dovute al freddo (e in questi giorni serve tantissimo!). Mentre se la assumiamo come tisana può essere un aiuto per la protezione dello stomaco e per la regolarizzazione del flusso mestruale. Una curiosità: in cucina la calendula è usata spesso come sostitutiva delle zafferano, proverò ad usarla la prossima volta che preparerò un risotto o un piatto di pasta, vi terrò aggiornati. Stay tuned!

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C’è un albero in Africa, nel sud ovest del Marocco, prezioso per il mantenimento della biodiversità della zona, e allo stesso tempo prezioso per i suoi semi dalla cui spremitura si ricava uno degli olii più pregiati per la cura della pelle e dei capelli. Si tratta dell’olio di argan, che deriva dalla spremitura dei semi della pianta Argania spinosa. Alla fine degli anni 90 l’area del Marocco in cui questa pianta cresce è stata definita dall’UNESCO Riserva della biosfera. Da allora nella zona le cooperative che ci lavorano si occupano della raccolta dei frutti degli alberi assicurandone però la riforestazione. Ricco di Vitamina E, Vitamina A, Vitamina F, Acidi grassi essenziali, acido linoleico, Omega 3 e Omega 6, l’olio di argan è un vero toccasana per la pelle, per le unghie e per i capelli. E’ un ottimo idratante e protegge la pelle dai segni del tempo, aiuta la rigenerazione cellulare (è quindi un rimedio contro le scottature e le rughe) e ha proprietà anti fungine. Inoltre protegge la pelle da tutti quei fattori che la danneggiano come il sole, il fumo, l’inquinamento. Se usato sui capelli ne aumenta la morbidezza e li rafforza anche dopo l’esposizione al sole o alla salsedine. Anche per le unghie è un ottimo rinforzante. Io lo uso sotto la doccia dopo la piscina sia sui capelli che sul corpo e devo dire che è un vero piacere.

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