DONNA
La mobilità del futuro. Questione di volontà o di volante?
Scritto il 2014-09-10
da davidemercati
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Fonte: www.technovelgy.com

Un altro bel pezzo comico-riflessivo di @vestitaacipolla

Quando non c'è la volontà non c'è la volontà; è inutile che ci si sforzi.

L'essere il Don Chisciotte di un'idea, di un progetto, della ricerca di un cambiamento  innovativo non solo oramai è fuori moda come il pantalone a zampa d'elefante, ma il peggio è che vieni anche additato come il pazzo di turno, specie quando le tue idee sarebbero molto scomode per tanti, solo perché vuoi cambiare le cose, migliorarle.

Parliamoci chiaro,  per esempio le  vendite delle case automobilistiche sono in netto calo, eppure si continua a produrle, eppure si continua ad incentivare gli acquisti, i progetti di autovetture a impatto zero ed ultra tecnologici, tipo quelle ad acqua, ad aria, a falafel fritti sono stati insabbiati come la testa dello struzzo nella sabbia perché non convenienti per i furbetti del quartierino; se veramente dovessimo  comperare tutte le macchine tra l'usato e il nuovo che ci sono in circolazione, senza rottamare le vecchie, ne useremmo una diversa per ogni giorno della settimana.

Si parla di mezzi  pubblici, di car sharing, di bici, di telelavoro, il "pedibus aziendale" eppure volente o nolente si creano tutte le condizioni possibili per non farceli usare e rifarci incollare il sedere sulla nostra maledetta automobile di proprietà!

Ma noi ce la faremo, perché ci crediamo, perché siamo i cavalieri del futuro pronti a sacrificare la vita per un mondo migliore. Eh si, non siamo mica come quelli la, che venderebbero anche loro nonna per fare business fregandosene della salute di tutti, specialmente quella dei bambini che sono il nostro avvenire, le idee più semplici sono le più avveneristiche.

Giù le mani quindi dalla salute futura dei nostri figli, facciamo scelte intelligenti e a lungo termine che possano andare bene a tutti facendoci ritornare i polmoni da neri, per le polveri sottili, a bianchi e puliti come il culo dei bebè.

No, no, però aspetta un attimo, ho fatto il conto senza l'oste, fatemi riflettere sulle alternative che abbiamo: no, no, non sto ritrattando, io ero e sono ancora il paladino delle "best practice" per un mondo migliore, si però, cavolo, ufs ora che ci penso meglio: Nei mezzi pubblici, visto che sono sottodimensionati, ci tocca venire pigiati  come acciughe nel vasetto  mentre alla nostra sinistra ci sfilano  il portafoglio dalla tasca e alla nostra destra ci schiaffano in faccia una bella ascella pezzata da fare scomparire definitivamente l'ozono nell'atmosfera, allora no grazie!

Per il car sharing vai a fidarti di chi ti capita, e se poi, anche se il sito del car sharing "ci vende" il guidatore come uno affidabile, non bevitore e con trent'anni di esperienza senza incidenti ci può anche certificare su carta bollata che non sia un rompicoglioni di prima categoria o che non soffra di aerofagia? Sai com'è il viaggio Milano-Bari è lunghetto, e sentirmi per otto ore di tragitto la storia dei suoi calli o peggio ancora viaggiare col finestrino perennemente abbassato per le flatulenze continue non è quello che avevo in mente quando pensavo alla  "green mobility", allora no grazie!

La bici per infilarmi con le ruote nei binari del tram, prendermi qualche sportellata in faccia, non prevedere  spazi dove poterle parcheggiare e farmele "per default" rubare appena parcheggiata anche se bloccata con un bloster usato per gli F24, allora no grazie!

Telelavoro? di solito i capi si mettono a ridere solo al pensiero di pensarti a casa in pigiama, col capello arruffato e la tazza del caffè bollente davanti al PC anche se il rendimento è migliore rispetto a quello dell'ufficio, loro vogliono vederti soffrire facendoti alzare alle sei del mattino, per farti fare due ore di tragitto inutile, riunioni inutili e conditio si ne qua non, comandarti a bacchetta e controllarti in continuazione a prescindere dal rendimento, allora no grazie!

Se cammini per venire in ufficio allora sei un pezzente, lo sanno tutti , allora, no grazie!

Forse avevo inteso male io cosa fosse la mobilità sostenibile . Non era tutta una serie di accorgimenti intelligenti e ad impatto zero sull' ambiente  ma si tratta del  rimetterci al nostro posto guida, niente passeggeri per carità, come minimo tre macchine a testa utilizzate a secondo dell'umore giornaliero, e incolonnarsi appena usciti di casa sostenendoci a vicenda,  questa è la vera mobilità sostenibile, con gli altri automobilisti in fila.


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