DONNA
Nulla si compra, nulla si distrugge ma tutto si recupera ... o quasi.
Scritto il 2015-01-18
da davidemercati
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Il Natale finalmente se n'è andato e se da una parte ha portato via la sovrabbondante alimentazione, lustrini e oggetti inutili , dall'altra ha, solo per un brevissimo tempo, colmato la sete, da parte dei nostri figli,  di comprare. "Mi serve, mi piacerebbe, mi compreresti..." sono i mantra quotidiani che loro ripetono senza vergogna, senza indugio, senza un minimo di comprensione da parte loro per come viviamo, per quello che guadagniamo, per la fatica che facciamo a vivere.
Certo non tutti sono così viziati, non tutti pretendono sempre di acquistare, ma obiettivamente, è vero che qualcosa manca sempre. Dalla matita azzurra nell'astuccio che è finita, alle calze che non vanno più bene, dal Dvd che mi serve per scuola, alle  figurine che "ce l'hanno tutte e perché io no." Bisogna trovare piccole astuzie sia economiche, sia di strategia per far capire loro che non tutto è dovuto e che molte volte per  le cose che servono non è obbligatorio mettere mano al portafoglio.
DVD e libri che possono essere presi in prestito in biblioteca, vestiti al mercatino dell'usato, matite che possono essere consumate fino a lasciarle a cinque centimetri, condivisione di tanti giochi coi compagni, organizzare una tombolata con i giochi come premi anche degli amici che non si usano più, creazione di giornalini e fumetti fatti in casa, costruire col cartone.
Insegnare loro, con la creatività e l' intelligenza, il valore delle cose, il rispetto per gli oggetti, il poter costruire tutto quello che si vuole con scotch, colla e cartone senza dover sempre conformarsi a quello che va di moda, per sviluppare un loro gusto personale, una buona manualità e un senso critico molto più sviluppato di chi si trova il prodotto bello che confezionato in mano.

by @vestitaacipolla

Se non conoscete In Mino Veritas dovete conoscerlo. Seguitelo su Twitter  @tragi_com78 oppure nel suo blog www.inminoveritas.com . Mino è una bomba di comicità, sagacia, intelligenza e amore per l'ambiente ... Un tempo ci si lamentava del brusco passaggio dall’inverno all’estate. Oggi non più. A giudicare dall’ultimo anno meteorologico, non esistono più CHE mezze stagioni. Cambiano i tempi, cambiano anche i detti. E se i detti cambiano, i tetti, quelli con le tegole, scottano sempre di più. Persino le gatte non riescono più a starci. Ci siamo dimenticati il riscaldamento globale acceso? Così pare. No, così PALE. L’energia del vento le fa girare e se le pale eoliche girano, gira anche l’economia, oltre all’ecologia. Ottima alternativa! O no? Ad alcuni tutto questo giramento di pale proprio non va giù. E a chi? Agli ambientalisti! Come? Possibile? Certo: in tema di impatto ambientale, infatti, le pale non sono indolori, soprattutto se le metti in cima ad una montagna o nel bel mezzo di un paesaggio rurale incontaminato. Un impianto eolico produce energia pulita che protegge l’ambiente. Ma per produrne a sufficienza ci vogliono tante pale, altrimenti installarle non conviene a nessuno.  Tante pale, però, rovinano l’ambiente, proprio quello che l’energia eolica dovrebbe salvaguardare. In sintesi, economia ed ecologia non riescono ad andare ancora a braccetto. Le ragioni? Boh, forse perché la eco di economia è troppo forte e copre la eco di ecologia. In più ha alleati forti: anche la politica è avversaria delle tematiche ambientali. Il tema delle energie rinnovabili fa molta presa in campagna, ma se la campagna è elettorale la presa diventa subito una spina. L’energia si rinnoverà pure, ma per i politici i pannelli non sono voto-voltaici: non producono consensi, al massimo seccature. E se la campagna del grano portò molti consensi a Mussolini, qualsiasi politico eviterà come la peste una campagna elettorale in cui spuntano grane. Esistono interessi più grandi da proteggere, questa sembra essere la fissazione dei governanti o aspiranti tali, e, si sa, chiodo scaccia Kyoto. Eppure la riduzione delle emissioni di CO2 sembra inevitabile, altrimenti per la civiltà umana sarà subito serra. Ma i governi dei paesi più industrializzati non ne vogliono sapere, soprattutto a Nuova Delhi c’è qualcuno che fa l’indiano. Il pomo della discordia è sempre il petrolio: a causa sua non si finisce mai di gettare benzina sul fuoco. Ma il petrolio serve a coprire le distanze e senza di lui la globalizzazione non esisterebbe. Un momento: la globalizzazione? Quella che provoca guerre in Medioriente? Quella della diffusione planetaria di prodotti alimentari omologati e geneticamente modificati?Quella del pensiero occidentale imposto unilateralmente? Se globalizzazione fa rima con omologazione siamo sicuri che sia il bene da tutelare in maniera acritica? La risposta a questi interrogativi appare lontana. Oppure no, è vicina, magari a km zero. Chissà, di fronte all’assalto della grande distribuzione e della nuova frontiera del business de localizzato, l’antidoto potrebbe essere quella di rifugiarsi nel proprio orticello e fare di necessità verdure. Benvenuti nell’era vegetalizzata.

Società - Greenmind

Twitter è un bel social network e lo penso davvero. Ancora di più da quando mi ha permesso di conoscere persone come @Alechinellato. Giornalista romana del segno della bilancia che vede nelle APP uno strumento utile per sensibilizzare gli adulti di domani, a partire dalle scuole. Ecco a voi un suo post scritto gentilmente per Green Mind. L'ecologia a due punto zero passa solo attraverso l'insegnamento nelle scuole. Basterebbe un'ora a settimana già dalle classi medie inferiori per iniziare gli studenti e sensibilizzarli sugli argomenti di maggiore interesse. L'apprendimento potrebbe passare attraverso l'utilizzo e lo sviluppo di app ad hoc che potrebbero rendere maggiormente fruibili i temi di maggiore attualità ecologica. Se il limite tra la realtà e il gioco è molto labile nel cloud, può però aiutare a installare negli uomini di domani una sensibilità forse poco presente nei genitori. Un' applicazione che potrebbe essere interessante dovrebbe essere quella che aiuta a capire quali oggetti si possono riciclare. Dove andarli a disporre nei contenitori. Economicamente e socialmente il tetrapack è il materiale più tecnologico e utile al mondo. Ma ecologicamente parlando è un incubo di riciclaggio. Dato che tutti gli strati sono incollati: andare a smaltire le varie parti delle confezioni tetrapack è un'impresa. Agli sviluppatori l'ardua sentenza.

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Sono passati i tre giorni della passione natalizia: vigilia, Natale e S. Stefano hanno infatti lasciato alle loro spalle una distesa di pance gonfie e frigoriferi e dispense imbottiti di avanzi che rischiano di essere gettati via. Abbinare un’alimentazione depurativa da recupero linea con il consumo degli avanzi sembra un ossimoro, vista l’abbondanza di questi ultimi. Invece non è difficile. Basta congelare le cose che non si intendono mangiare subito e preparare i pasti abbinando alle rimanenze dei cibi più calorici, frutta e verdura fresca, magari proprio quelle che abbiamo trovato in un cesto natalizio che ci è stato regalato. Far diventare frutta e verdura, fresca e cruda, protagoniste dei nostri pasti non fa bene soltanto alla nostra salute e alla linea ma aiuta anche a ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività culinarie; non richiedono infatti energia elettrica per il funzionamento del forno e nemmeno gas per la fiamma dei fornelli. Inoltre bucce e scarti sono l’ingrediente segreto per un compost di qualità da fare in giardino, anche in quello condominiale. Insomma, se dovete smaltire i tortellini in brodo e varie carni del pranzo pantagruelico di Natale, surgelate le seconde e mangiate invece i primi completando il pasto con una insalata o della macedonia. Se vi sono avanzate molte cose il prossimo anno fate una lista della spesa che non sembri il capitolato di un cantiere edilizio di un grattacielo. Ricetta per una macedonia invernale: Scegliete frutta biologica e possibilmente di stagione; magari anche a km 0 sarebbe il non plus ultra: mele, pere, kiwi, arancio, mandarini, banane (queste potete trovarle solo bio. Di stagione e a km 0 non ne ho mai viste!). Dopo aver tagliato a pezzi la frutta versate un po’ di succo di limone o di arancio e aggiungete un po’ di frutta secca a vostro piacimento: pinoli, uvetta, pistacchi o noci. Mescolate. Non aggiungete zucchero in quanto la macedonia sarà già dolce di per sé. Non servitela come un qualcosa di extra bensì come una “crasi” tra un secondo e un dessert. Vi aiuterà a saziarvi senza apportare troppe calorie.

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