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Natura2000: come l’Europa tutela la biodiversità
Scritto il 2015-05-26
da Cristina Coppi
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Il vecchio continente occupa solo il 5% delle terre emerse ma è una vera e propria “miniera” di biodiversità, grazie alla sua conformazione infatti sono presenti diversi ambienti naturali: dal circolo polare artico fino alle coste del Mediterraneo. Ad essere precisi, le regioni biogeografiche sono 9: Boreale, Atlantica, Continentale, Alpina, Pannonica, Steppe, Mar Nero, Mediterranea e Macaronesia. Ognuna di queste zone si contraddistingue per vegetazione, clima, caratteristiche topografiche e geologiche.

Patrimoni da tutelare

Questo patrimonio di biodiversità è una risorsa che va protetta e trasmessa alle generazioni che verranno. Oggi purtroppo in Europa quasi la metà dei mammiferi e un terzo di rettili, pesci e uccelli sono in pericolo. Da cosa dipende? Beh, sicuramente la costruzione di grandi infrastrutture, l’agricoltura intensiva, la crescita delle aree urbane e i cambiamenti climatici non hanno aiutato a preservare gli ambienti naturali per la sopravvivenza di piante e animali.

L’Europa ha avviato per questo una serie di misure che servono a tutelare e prevenire la perdita di biodiversità. La legislazione comunitaria ha infatti aiutato la creazione di una rete di collaborazione tra i paesi per difendere la natura. La logica alla base delle misure attuate è che in natura non esistono confini, il Danubio ad esempio attraversa diverse nazioni e l’inquinamento in un’area impatta non solo in quella zona ma in tutte le nazioni che vengono toccate dal fiume.

Cosa fare dunque per tutelare la biodiversità?

Unire gli sforzi e aggregare le risorse è sicuramente la soluzione più efficace.
Per questo è nata una rete di siti protetti che si chiama Natura 2000. Ad oggi la rete conta oltre 25.000 siti che coprono un quinto delle terre Europee e buona parte del mare circostante. Il principio fondante di Natura 2000 consiste nella compresenza delle attività umane nelle aree protette, questo perché l’idea è che la collaborazione tra la natura e l’uomo sia proficua.

Obiettivo della rete è infatti definire dei parametri che consentano di esercitare attività economiche invece di impedirle. Per questo nelle aree protette vengono oggi apportate piccole modifiche per renderle compatibili con la tutela degli habitat naturali esistenti.

Come fa l’Unione Europea a valutare i risultati della rete di protezione?

Chiaramente la collaborazione degli stati membri è fondamentale. Ogni sei anni vengono comunicati alla Commissione lo stato di conservazione degli habitat e le misure attuate per la protezione degli stessi.
In questo modo non solo si valutano i successi della rete Natura 2000 ma anche le aree problematiche in cui intervenire per correggere e intensificare, dove necessario, le attività a tutela degli habitat.

Ma Natura 2000 non è un’entità lontana, possiamo partecipare tutti per dare il nostro piccolo contributo: dalle gite agli acquisti nelle aree protette, fino alle attività di volontariato. L’importante è anche diffondere le informazioni sulle iniziative e i loro risultati. Ad esempio, lo sapevate che grazie a Natura 2000 i camosci negli Appennini sono diventati oltre 1.000? Una cifra che non si aveva da più di un secolo!

Se come me siete curiosi di sapere quante e quali sono le aree aderenti a Natura 2000 e più in generale cosa fa la Commissione per proteggere l’ambiente e la biodiversità potete visitare il sito.
Buona natura a tutti.
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Vi ricordate di Mario l’Abitudinario, Antonello il Paffutello, Iva l’Impulsiva, Marino Acquabella e Ottone il Bidone? Sono gli Awakeners protagonisti della campagna di sensibilizzazione della Commissione Europea, della Direzione Generale Ambiente, in tema di efficienza delle risorse, e hanno il compito di aiutarci nelle nostre scelte quotidiane per un consumo consapevole. Grazie a loro possiamo scoprire tante piccole azioni verdi alla portata di tutti e non solo: sul sito possiamo trovare consigli molto utili per il consumo consapevole e il risparmio delle risorse. Dalla doccia al posto del bagno, dall’uso della bici anziché della macchina, dai sistemi di lavaggio a basso consumo fino ai detergenti per la cura personale e della casa, dalla diminuzione del consumo di carne alle piante in balcone per favorire la ripopolazione delle api. Sulle guide per il consumo consapevole prodotte dalla Commissione ci sono tanti piccoli suggerimenti per la nostra azione green quotidiana. Certo, molte di questi suggerimenti li conosciamo già, ma quanti di noi li mettono in pratica ogni giorno? Ahinoi, pochi. Nella casa degli Awakeners, troviamo i personaggi che per ogni ambiente (camera da letto, cucina, soggiorno, bagno e cantina) ci segnalano delle ecoazioni. Ad esempio Iva l’Impulsiva è in camera da letto e tra le tante “sveglie” ci segnala che gli abiti che non mettiamo più perché sono fuori moda, o semplicemente non ci piacciono più, si possono riciclare, e in questo modo non andranno disperse le risorse impiegate per produrli. Mario l’Abitudinario in soggiorno ci spiega che le piante sono meglio di qualsiasi deodorante chimico per rimuovere i cattivi odori dalle stanze. Antonello il Paffutello in cucina ci dà consigli sulle nostre abitudini alimentari, come privilegiare il consumo di frutta e verdura di stagione proveniente dai nostri territori, scegliere di più il di pesce proveniente da itticolture sostenibili e diminuire il consumo di carne. Infine Ottone il Bidone in cantina ci spiega come i nostri scarti alimentari possano diventare una risorsa attraverso il compost. Insomma grazie alla campagna della Commissione Europea fare la nostra azione green quotidiana non è poi cosi difficile: è ora di svegliarci! Sponsored by Commissione Europea

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Cosa avete intenzione di fare a Novembre? Andate in settimana Bianca? E se quest'anno invece partecipassimo tutti ad una settimana verde?  Niente sci, niente giacca a vento e ... l'ambiente ci guadagna. Non mi sembra una cattiva idea. E nemmeno alla Commissione europea dato che ha deciso anche quest'anno di organizzare dal 17 al 25 novembre  la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Un progetto nato e promosso nell'ambito del programma Life+ della Commissione Europea. Obiettivo? Sensibilizzare istituzioni, operatori e consumatori su strategie e politiche di prevenzione messe in atto dall'Unione Europea. Enti, istituzioni nazionali e locali, autorita' territoriali e pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole e universita', aziende, imprese e associazioni di categoria hanno tempo fino al 15 ottobre per iscriversi alla quarta di edizione di questo evento che però presenta quest'anno una novita': un premio nazionale italiano per le azioni piu' virtuose di ogni categoria per chi che dimostrerà di aver raggiunto gli obiettivi della Settimana. Come si partecipa? Occorre candidarsi al Comitato nazionale compilando la scheda di adesione disponibile sui siti dei membri del Comitato (ministero dell'Ambiente, Federambiente, Rifiuti 21 Network, Provincia di Torino, Provincia di Roma, Legambiente, Aica, Erica Soc. Coop., Eco dalle Citta'). La scheda dovra' essere inviata a serr@assaica.org entro il 15 ottobre. Le candidature, se rispondenti ai criteri, saranno convalidate dal Comitato promotore e riceveranno la denominazione ufficiale di azione per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, il kit comunicativo della campagna e la possibilita' di utilizzare il logo europeo dell'iniziativa. La Settimana coinvolgera' anche i singoli cittadini nella riduzione dei rifiuti. Anche quest'anno, infatti, http://www.menorifiuti.org/ raccogliera' gli impegni individuali grazie ad una bacheca aperta dove tutti potranno scrivere il proprio impegno per la riduzione dei rifiuti nella Settimana o un'esperienza di riduzione che gia' pratica quotidianamente.

Società - Greenmind

100.000. E’ questo il numero di vite che sono state salvate in Europa dagli incidenti stradali negli ultimi 10 anni. Grazie anche all’impegno della Commissione Europea, che da anni si adopera molto con campagne  e politiche di sensibilizzazione rivolte a politici, opinion leaders e pubblica opinione. Con lo scopo di aumentare il livello di consapevolezza verso il tema della sicurezza stradale. Mezzi di trasporto e traffico sono in costante aumento. Per abbassare progressivamente il numero delle vittime degli incidenti stradali è importante quindi un impegno costante da parte di tutti e contribuire al cambiamento dei comportamenti sia di chi guida un mezzo di trasporto (auto, motociclette, camion, autobus) sia di chi usa semplicemente la bicicletta o le suole delle scarpe. Negli ultimi tempi la Commissione Europea ha deciso a tal scopo di coinvolgere sempre più i giovani.  Affinché possano assumere una coscienza civica sul tema e riuscire a sensibilizzare le proprie famiglie, per gettare le basi di un futuro con un traffico meno pericoloso e caotico e con un impatto ambientale minore. Per rivolgersi ai giovani la Commissione Europea ha deciso di farlo con il loro linguaggio. Uno spot diffuso via internet e contenente tutti i codici tipici della gioventù: protagonisti giovanissimi, con abbigliamento urban street-wear, musica ritmata, graffiti animati, giochi di strada. Eh si … quei giochi di strada come l’americanissimo basket o il più mediterraneo calcio che sono oramai scomparsi da strade, piazze e cortili. Una bella opera di creatività da guardare. Oltre al video di sensibilizzazione occorre però fare cultura e prevenzione sul traffico e sui trasporti in generale. Ci sono infatti regole e accorgimenti di base che sono semplici da usare ma indispensabili per ridurre i rischi. Come ad esempio: Ridurre le cause di distrazione alla guida: uso del cellulare, fumo, lettura. Rispettare rigorosamente le regole dei codici della strada Fare corsi di guida di aggiornamento per alcune categorie particolari di guidatori Rafforzare le regole e i controlli stradali Rispettare i limiti di velocità: il 30% degli incidenti è causato da un uso eccesso Prestare attenzione al benessere durante la guida: la stanchezza è una frequente causa di incidenti in particolare tra gli autisti di mezzi pesanti Allacciare le cinture di sicurezza: dal 2006 sono obbligatorie in tutti I Paesi UE e sono il modo più semplice per prevenire traumi da incidente. Personalmente mi sento di aggiungere che la manutenzione di tutti gli automezzi in particolare dei camion è basilare. Spesso accade infatti che questi mezzi pesanti perdano paraurti o pneumatici scoppiati lungo le strade di grande comunicazione. Se non raccolti immediatamente e lasciati per strada come spesso accade questi oggetti causano gravi incidenti e danni a terzi guidatori (come successo a me due o tre volte in situazioni di scarsa visibilità come di notte o in galleria). Un minor livello di traffico avrebbe anche un risvolto ambientale non trascurabile. Se molte più persone usassero mezzi di trasporto collettivi come treni, autobus, taxi, o modalità come car sharing o car pooling ci sarebbe un notevolissimo abbattimento di Co2 come conseguenza diretta della diminuzione del traffico. Biciclette e scarpe comode inoltre sarebbero la ciliegina sulla torta. E’ una questione di cultura e di buon senso civico. Inoltre i bambini potrebbero tornare a giocare per strada.  Sponsored by European Commission

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