DONNA
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Sabato 0re 15:00. Si parte. Tutti nella Multipla a metano. Borse ecologiche prese. Quelle di plastica sono quasi scomparse da casa. Ore 15:15 arrivo all'IPERCOOP. 10 minuti per trovare parcheggio. Scendiamo, prendiamo il carrello, la lista della spesa è sull'app block-notes dell'i-phone. Un foglietto di carta risparmiato. Il digitale ha una natura eco! Iniziamo a fare spesa (dopo ovviamente una piccola via crucis da Zara, Fornarina, Bata, Sisley, Benetton, Geox ... la croce è il carrello!) entriamo finalmente nel supermercato "leggermente affollato". Iniziamo a fare il giro delle corsie, uno slalom tra personaggi di ogni tipo, donnine con atteggiamento da zombie, pirati della corsia ecc ... Mi sento un topolino da cavia in un labirinto da laboratorio. Inizia la spesa. Guardo i prezzi, le etichette, la certificazione bio ecc ... Personalmente preferisco cibi naturali, biologici. Costano di più ma ne hai più cura. Valgono come un tesoro, non li lasci scadere. Molti prodotti li scelgo in funzione del packaging, meno ne hanno più li gradisco. Se poi sono anche biologici è il NON PLUS ULTRA. L'acqua in bottiglia? Archeologia alimentare! Sono anni che non ne compro più. Brocca e filtri hanno sostituito le casse, pesanti e impattanti. Plastica in meno e CO2 risparmiata. Se poi la devo acquistare per tenerla in auto prendo quella che viaggia di meno, proveniente da fonti dell'Umbria, dove vivo. Niente acqua o latte da oltralpe o dalle Dolomiti. Le borse non bastano? Prendo qualche cartone vuoto. Andiamo alla cassa. Inizia la spunta. Gli "Yogurt" della Marcuzzi? Presi. (Da tempo hanno eliminato il packaging secondario di cartone). Affettati? Presi. Umbri, di qualità e con poco packaging. Verdure e frutta? Prese. Quasi tutte di stagione e bio! Niente frutta dall'altro capo del mondo. Tovaglioli e carta igientica? Presi. FSC ovviamente! Succhi di frutta? Presi. Bio. Detersivi? Presi. Concentrati ma non sempre ecologici. :-( Acqua distillata, Aceto, Alcool. Presi. Carne bianca? Presa. Bio. Ecc ... fino a raggiungere modiche € 200 di spesa. Siamo soddisfatti. Abbiamo preso tutto quello che serve, forse anche qualcosina di troppo fuori lista come sempre. Tanto in macchina qualcuno, con le mani sulle guance stile Urlo di Munch dirà "Il lievitooooooo!!!". A casa comincia la dura attività di sistemazione geometrico-maniacale alla TETRIS di tutte le cose e due vaschette di gelato dovranno essere consumate dopo cena perché non entrano nel freezer.

Consigli

Ore 9:00 arrivo in ufficio. Mangio il panino portato da casa e involtato con carta stagnola riutilizzata ma pulita!!! Prendo il caffé al distributore. Niente tazzina di plastica, uso quella di ceramica. Leggo i messaggi di posta elettronica, non stampo allegati, qualche albero mi deve la vita! Prendo appunti su vecchi fogli stampati. Li conservo sotto la scrivania. Sono anni che non uso blocchi notes. Sfoglio, guardo, leggo i giornali per fare la rassegna stampa. Sempre meno i giornali che arrivano, sempre più gli abbonamenti disdetti, sempre più quelli digitali. Scarico infatti i giornali su i-pad, quelli che mi interessano. Più pratico, più veloce, più economico, più ecologico. Un numero su i-pad costa all'incirca la metà della versione cartacea. Ore 13:00 spengo le luci e vado a mensa.  Mangio una quantità giusta e sufficiente di cibo, equilibrata. Non lascio niente nel piatto. Niente va sprecato. In ufficio bevo acqua in bottiglia di vetro, riempita dal culligan. Niente bottiglie di plastica. Ore 18:00 esco dall'ufficio. Porto via qualche foglio stampato. Sul retro mo figlio più piccolo disegna personaggi dei fumetti. Ho un Thor meraviglioso sulla scrivania che vola sopra i suoi colleghi mascherati: Uomo Ragno e Capitan America. Arrivo a casa e inizio a cucinare. Tutti i cibi escono dal frigo e saltano in pentola in ordine di data di scadenza. E se il diavolo fa le pentole ma non i coperchi ... Beh! Io uso sia l'uno che l'altro. Meno tempo e meno gas per cuocere, meno euro in bolletta. Vi lascio con una curiosità ... Ho letto che si possono cuocere i cibi in lavastoviglie. Ma questo ve lo racconto un'altra volta, non appena avrò fatto l'esperimento! P.S. In ufficio tengo il riscaldamento a 18° e in estate, invece dell'aria condizianata, apro la finestra ...

Consigli

 7:15 “Ora hai le mie mani, stringimi forte, non ti guardare indietro …” la voce di Marco Mengoni esce dal cellulare di mia moglie. Lei mette a tacere Marco Mengoni. Mi sveglio, abbraccio mia moglie, stretto, la bacio. Non vorrei alzarmi. 7:20 “Ora hai le mie mani, stringimi forte, non ti guardare indietro …”  Marco Mengoni insiste, vuole che ci alziamo. Mia moglie fa tacere di nuovo Mengoni. La ristringo forte. "Ci alziamo?" "Un minutino…" 7:25 "Ora hai le mie mani, stringimi forte, non ti guardare indietro …”  Marco Mengoni è un bravo cantante ma è veramente uno svizzero quando si tratta della sveglia. Ogni 5 minuti ci chiama. Ci alziamo? Risposta in duetto: “MMMMHHHH!!!” Ci alziamo ma Marco Mengoni non ci dice nemmeno Buongiorno! Mia moglie va in cucina, prepara le colazioni per me e per i bambini. Panini fatti in casa con la Nutella e involtati nella carta stagnola che ogni sera riporto a casa. Mi alzo, apro le serrande, entra luce naturale, non accendo quella elettrica. Faccio una doccia un po' rapida... ma ci riesco solo di rado. Amo stare sotto la doccia calda con aria zen!!! Dico ai bambini di lavarsi senza aprire il rubinetto alla NIAGARA! I denti si lavano con lo spazzolino a testine intercambiabili e non con il rubinetto. E’ una bella giornata? Si va a scuola a piedi. 150 mt dietro l’angolo. E’ tardi? Piove? E’ troppo freddo? Si va in auto ma si può dare un passaggio agli altri bambini del condominio. Due auto restano ferme nel piazzale. Un pò di CO2 risparmiata e qualche mamma non esce di casa con bigodini e pigiama. Vado al lavoro, con auto a metano, velocità costante, da crocera. 150 km A/R. € 9 di spesa anziché 22 di benzina  o 16 di diesel. Risparmio io, risparmia l’ambiente e qualche volta anche qualche collega con cui fare car sharing.  Vediamo cosa faccio di ecologico in ufficio… nel prossimo post!!!

Consigli

Quando i nostri figli tornano sui banchi di scuola per riprendere le attività didattiche, qualche “piccolo” cambiamento avviene nella nostra routine quotidiana. Dal risveglio, alla colazione, alla toilette quella di ogni mattina è una vera e propria corsa contro il tempo e la pazienza.  Una tabella  di marcia serrata per arrivare appena in tempo davanti ai cancelli di scuola. Ma l’impatto non si limita solo alla gestione del tempo. Avete mai pensato a ciò che comporta sul piano ambientale con l’aumento dei trasporti e le quantità di materiali didattici che ogni anno si usano? E’ una questione di non poco conto che possono essere ridotti con un po’ di impegno civico e ambientale. Il tragitto casa-scuola. Avete bisogno dell’auto per accompagnare i bambini a scuola? Vi riporto un esperimento personale. In linea d’aria le scuole dei miei figli distano poche centinaia di metri da casa e mi sono reso conto che in auto impiegavo più tempo che a piedi. Niente ali e niente doping. Passeggiando sul marciapiede non sono costretto a gincane tra semafori, sensi unici e auto in doppia fila. Ed ecco che si risparmiano benzina, tempo e arrabbiature. Eh sì perché chi non  si arrabbia con le mamme che parcheggiano in mezzo alla strada bloccando il traffico per accompagnare il bambino e tanto che sono lì salutare le maestre, le bidelle, le rappresentanti di classe e le altre mamme spettegolando sull’enorme (sic!) quantità di compiti assegnati? Grazie a questo piccolo cambiamento accompagnare e riprendere i miei figli a scuola è diventata un’occasione di svago per fare due passi all’aria aperta, salutare qualche conoscente e parlare con i bambini senza dover prestare la mia attenzione alla guida. A scuola con il millepiedi. Esiste un modo ecologico ma purtroppo dimenticato di andare a scuola: il “millepiedi” o “piedi-bus”. Non è altro che un gruppo di bambini che abitano lungo il percorso verso scuola e che vengono raccolti e accompagnati da un nonno, da un genitore  o da un volontario che fa da capofila. Un’ idea semplice che unisce compagnia, movimento e risparmio con la massima sicurezza. Autobus e car-pooling. Se la scuola è troppo lontana e non è possibile andare a piedi è comunque possibile ricorrere a soluzioni collettive a basso impatto economico e ambientale. Molti comuni organizzano servizi di scuola bus ma è anche possibile organizzare car-pooling. Genitori dello stesso quartiere possono organizzarsi in turni e accompagnare alternativamente a scuola un piccolo gruppo di bambini con una sola auto. Materiale scolastico. Ogni anno  si usano grandi quantità di quaderni, schede e album da disegno. È consigliabile quindi impiegarne in carta ecologica, FSC, riciclata o non sbiancata chimicamente. Per abbassarne il prezzo si possono organizzare gruppi di acquisto formati dai genitori dei bambini della stessa classe. Fogli stampati nei vostri uffici possono essere riutilizzati per la brutta copia. Acquistate colori atossici a base naturale e per i lavori in classe suggerite di realizzare colori con materie prime naturali come acqua, polpa di frutta e verdura, spezie, caffè, terre e di utilizzare materiali di recupero per i lavoretti di natale. Raccolta differenziata in classe. Proponete al corpo docente di promuovere nelle classi la raccolta differenziata di carta e plastica e di insegnare ai bambini a riconoscere bene i vari tipi di materiali riciclabili anche con l’impiego di strumenti informativi reperibili in internet o forniti da associazioni ambientaliste o dalle società di gestione dei rifiuti. Si possono indire competizioni tra le classi con premi finali green per le classi più “riciclone”. I piccoli ecologisti si divertiranno diventando specializzati nella corretta gestione dei rifiuti domestici. A fine anno i quaderni possono essere riciclati o riusati come materiale per imbottire cuscini ecologici come proposto da progetti ideati da eco-designer.   Attività didattiche. Proponete agli insegnanti di fare corsi di educazione ambientale con l’aiuto di esperti di associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente. Con associazioni di categoria come Coldiretti o CIA o cooperative agricole biologiche si può creare l’orto a scuola, progetto per scoprire come si seminano e coltivano le verdure, di assaporarne i veri sapori e di imparare le verdure di ogni stagione, nel rispetto dei cicli della natura. Merenda fatta in casa. Abituate a i vostri bambini a fare colazione con dolci o panini fatti in casa e involtati riutilizzando sacchetti di carta o pezzetti di carta stagnola ancora puliti e saggiamente conservati. Potranno così imparare ad apprezzare vecchi sapori a loro poco familiari. Gite scolastiche a km 0. La gita scolastica è un evento che i bambini aspettano tutto l’anno ma sono abituati a considerarla bella e interessante solo se molto lontana. E’ invece possibile abbinare divertimento e rispetto della natura con bellissime gite a km zero. Esistono infatti aziende agricole nei pressi delle città dove è possibile vedere da vicino come si allevano galline e conigli, come si mungono mucche e pecore,  o come si produce il formaggio. Un tipo di gita meno costosa, con minore impatto sull’ambiente e che lascia più tempo e spazio al divertimento. Inoltre gli animali da cortile non saranno più degli UFO agli occhi dei piccoli studenti.

Consigli

La gestione dei rifiuti è uno degli aspetti principali in tema di tutela ambientale, ma potremmo chiederci se da questi è possibile ottenere del buono. La risposta è positiva e il recupero dei rifiuti di natura organica ne è un esempio eccellente. La frazione organica (resti di cibo, bucce di frutta, scarti di verdure, pane secco, foglie e sfalci ecc ...) può essere infatti sottoposta a una serie di processi biologici di tipo aerobico in grado di promuovere una conversione in sostanze più semplici (a livello di catena molecolare) come anidride carbonica, acqua, sali minerali e humus. Tale processo viene denominato compostaggio, mentre il prodotto di conversione viene definito compost. Si tratta di un prodotto “umificato” utilizzabile come fertilizzante. Inoltre il compostaggio permette di trattare la frazione putrescibile dei rifiuti organici, impedendo così l'innescarsi di processi microbici potenzialmente pericolosi per l'inquinamento dell'ambiente circostante. Il compostaggio si articola in due fasi: una di decomposizione del materiale organico  tramite biossidazione ed una seconda fase detta di maturazione che consiste in un processo mesofilo che porta alla decomposizione della lignite e della cellulosa. Tale processo può essere realizzato facilmente anche in ambiente domestico acquistando nei negozi specializzati in giardinaggio un composter a campana.  Il compost ottenuto è un prodotto stabile privo di agenti fitotossici, contenente fosforo, potassio, azoto e solfati che lo rendono un ottimo fertilizzante naturale per giardini e piccoli appezzamenti di terreno. L'impiego del compost come fertilizzante nel settore agricolo porta a numerosi vantaggi all'insegna della salvaguardia ambientale. Infatti l'elevato contenuto di sostanza organica stabilizzata contribuisce ad un miglioramento generale delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno impedendone l'insorgenza di fenomeni di erosione. Inoltre comporta un graduale accumulo di carbonio nel suolo contrastando così l'avanzamento dell'effetto serra. Infine può essere utilizzato in sostituzione della concimazione chimica a beneficio dell'ambiente.  Autore: Daniele Frosali Grazie a Daniele abbiamo capito cosa è il compost ma ora grazie ai consigli trovati su www.greenme.it e che riportiamo qui di seguito possiamo imparare a farlo anche a  casa nostra e in maniera autonoma. Ecco alcuni 5 step facili da capire e da mettere in pratica: 1. Acquistare il compost E' importante acquistare una compostiera adatta alle nostre esigenze sia di spazio che di utilizzo. Le compostiere si trovano nei vivai, nei negozi di giardinaggio o nei super mercati specializzati in fai-da-te. Alcuni comuni li forniscono ai residenti applicando sconti sulle imposte di smaltimento rifiuti. Un composter è come una grande campana di plastica, aperta alla sommità e alla base. La prima apertura serve per inserire i rifiuti organici mentre quella inferiore permette di estrarre il compost una volta pronto. I composter devono essere privi di fondo e dotati di una rete per far asciugare i rifiuti umidi favorendo l’areazione e prevenire così i cattivi odori. Devono avere un coperchio o un telo di copertura per evitare sole diretto o piogge troppo forti. Tuttavia considerate che usando vecchi bidoni di plastica è possibile costruire una compostiera fai da te!!! 2. Scegliere il luogo adatto dove posizionare la compostiera Il posto migliore per un composter è una zona poco esposta ai raggi solari  e non troppo umida, al fine di evitare che il contenuto marcisca. Il terreno dovrebbe essere inoltre asciutto e pianeggiante. E' consigliabile inoltre spezzettare rametti, bucce, radici, foglie e quant’altro prima di metterli nel contenitore. 3. Cosa mettere nel compost e cosa no Generalmente si pensa che se si possa mettere nel bidone del compost qualsiasi cosa si decomponga. Non è così. Ci sono dei cibi che è meglio non compostare ma esistono anche 15 cose che non avreste mai pensato di poter compostare. Quindi si a verdura, bustine del tea utilizzate, giornali letti e spezzettati, foglie, erba tagliata e altri rifiuti da giardino. No invece a frutta e verdura cotte, carne, latticini, fazzoletti usati e piante malate. Solo così il terriccio sarà sano, privo di ospiti indesiderati e senza cattivi odori. 4. Sapere aspettare Una volta inserito tutto il necessario si deve aspettare che il processo inizi. Di tanto in tanto occorre assicurarsi che il compost non sia né troppo umido né troppo secco e, per bilanciare la consistenza, aggiungere delle sostanze che asciughino o umidifichino il contenuto. Il compost deve essere sempre ben areato e non si deve avere fretta. Si tratta di un processo che può durare anche mesi. 5. Iniziare a usare il compost Il compost sarà pronto quando il terreno alla sommità del composter avrà raggiunto una tonalità molto scura, quasi nera. A questo punto va mescolato con il terriccio per le piante per essere utilizzato nel giardino o nell'orto. Per ulteriori informazioni visitare il sito del consorzio italiano compostatori http://www.compost.it/ ATTIVATORI DI COMPOST: Gli attivatori di compost sono sostanze utili per velocizzare il processo di compostaggio. Non sono tuttavia indispensabili. Se le regole sopra elencate vengono applicate correttamente i microrganismi (lombrichi ad esempio) faranno un buon lavoro. Esistono comunque degli attivatori naturali come ortica o lievito di birra. Meglio evitare sostanze chimiche.

Consigli

Se all’improvviso vi venisse in mente di cambiare casa, quale paura vi assalirebbe per prima? Il muto? No! Il notaio? No! I lavori di ristrutturazione? No! E allora? Il TRASLOCO! Quanto stress e quanta stanchezza, quanta carta e quanta plastica e cose da buttare o peggio da dover conservare perché te le ha regalate Tizio, Caio, Sempronio … Ma come dice Gene Wilder nel film Frankenstein junior “Si può faaaare!”. E così lo sto facendo  anche io a seguito della decisione di cambiare casa, per acquistarne una con giardino, pozzo e orto da trasformare in piccoli eco sistemi permaculturali … In casa ci siamo armati di coraggio e pazienza e abbiamo cominciato a procurare tutto il necessaire: Scatoloni usati in buone condizioni presi in negozi e supermercati Scatoloni nuovi in carta riciclata o in carta FSC Vecchie scatole ritrovate e recuperate in casa o in garage Vecchi giornali, nastri adesivi , rotoli pluriball e rotoli di cartone per imballare le centinaia di utilissimi soprammobili regalati per il matrimonio o a Natale ATTENZIONE: tutti materiali a cui poter allungare la vita, riutilizzandoli per altri scopi e alla fine … riciclabili. Gli scatoloni infatti possono essere utilizzati per contenere cose in garage, per riportare la spesa a casa o per costruire giochi insieme ai propri bambini. I passaggi e i movimenti sono sempre gli stessi: apri armadio, svuota, valuta, riponi nella scatola e … cosa fare di tutte quelle cose che non servono più? Vecchi abiti: se sono in buone condizioni possono essere riadattati da un buon sarto o dati alle associazioni di volontariato. C’è sempre qualcuno che ne ha bisogno e non è buona cosa gettarli nell’indifferenziata. Vecchi giochi:  Se non sono rotti possono essere dati ai bambini che non possono permettersi quintali di giocattoli. Quelli più rotti possono essere smontati e i componenti riciclabili gettati nelle apposite campane. Ma un trasloco può essere veramente ecologico? Materialmente si, non è difficile. Si usano e riusano scatoloni, giornali e buste. Ma quanto impatto hanno avuto le cose che stiamo impacchettando da giorni? Avevamo davvero bisogno di comprare e/o ricevere tutti quegli oggetti? Assolutamente no e ce ne rendiamo conto solo davanti al preventivo della ditta di traslochi! Morale della favola? Utilizziamo fino alla fine le cose in nostro possesso: vestiti, scarpe, piatti, contenitori, coperte ecc …. Allunghiamo la loro vita, diamogli delle nuove chance , inventiamoci un loro riutilizzo alternativo anche diverso da quello per cui le abbiamo acquistate e prima di comprare una nuova cosa … controlliamo se ce l’abbiamo già in casa o se possiamo dare a qualcuno una cosa che a lui serve e a noi no e che teniamo sotto polvere. E poi di questo passo il prossimo trasloco (il vostro!) sarà più veloce, più economico, meno faticoso e meno impattante.

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