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Leo Valli, attore e imitatore, lavora da molto tempo nel mondo della Tv e dello spettacolo italiano. Tra Fiction, Telepromozioni e cabaret ha collaborato con personaggi del calibro di Gerry Scotti e Paolo Bonolis. Chi ha la fortuna di conoscerlo non può resistere alla sua simpatia, spontanea e genuina. Ironia e umorismo sono nel suo DNA. La sua faccia sprizza gioia, i suoi occhi e il suo sorriso sono autentici e in pochi attimi con battute e “voci altrui” fa ridere chiunque, anche per telefono (parola del sottoscritto!!!). Leo, sei la prima persona che intervisto per questo mio blog. Hai un proprio un bel coraggio. Quindi innanzitutto GRAZIE! Spero non ti penta!!! Se c’è qualcuno che si deve pentire sei tu caro Davide… Comunque grazie per avermi scelto come primo. Ti dico la verità, non mi sarebbe piaciuto essere il secondo, poi per non parlare del dessert… Comunque eccomi qua in sintonia con il tuo Blog e cioè completamente al verde… Anzi approfitto per lasciarti un messaggio: sto facendo una RACCOLTA FONDI DI BENEFICENZA  per la “CASA DELL’ARTISTA POVERO”cioè la mia poi ti lascio l’IBAN….. Da 1 a 10 che importanza ha la difesa dell’ambiente nella tua vita quotidiana? 10 con lode (se posso) per come la vedo io. Mi dispiace che a volte (troppe) l’uomo distrugga quello che la natura ci ha regalato… Il progresso deve portare soluzioni per migliorare il nostro pianeta nel rispetto di quello che ci circonda. Viaggiando spesso in auto mi scandalizzo a vedere le nostre strade piene di cessi, materassi e altro ancora… Ma quello che più mi stupisce è l’indifferenza delle istituzioni (della serie tanto anche se puliamo poi sporcano ancora). L’ignoranza non ha confini. Che accorgimenti tieni per ridurre la tua impronta ambientale? Cerco di sfruttare le risorse naturali nel modo giusto, come ad esempio l’uso quotidiano dell’acqua, oppure sto attento al consumo di detersivo per lavare, o ancora all’uso delle risorse  energetiche che sono alla base della nostra vita. La cosa più ecologica e quella più inquinante della tua giornata? Senza ombra di dubbio la mia doccia quotidiana è la cosa più ecologica …. no non perché mi lavo … ma perchè per lavarmi uso i raggi del sole (quando è possibile), infatti grazie a loro riesco a scaldare la mia acqua e aggiungerei anche il fatto di portarmi a casa carta e altre cose ancora senza gettare nulla per terra oppure dai finestrini dell’auto. La cosa più inquinante è ovviamente quando guido ….. anche se le mie macchine funzionano tutte e due con il GPL.   Nella tua famiglia chi è il più green oriented? Io senza nessun dubbio, a volte dicono che sono esagerato ma io sto bene così,ma onestamente anche i miei figli si comportano in modo corretto(basta semplicemente educarli da piccoli) Cosa farai per ridurre l’impatto del tuo stile di vita e di quello della tua famiglia? Lo sto già facendo …ad esempio tutta la mia casa è illuminata con la luce a led quindi minor consumo di energia e non per questo ne abuso, cerco di limitare l’uso di detersivi e il consumo di acqua e poi limitare anche la plastica infatti mi sono installato un impianto ad osmosi inversa per il consumo di acqua alimentare  e di conseguenza ho fatto sparire decine di bottiglie in plastica. Un consiglio “verde” ai followers di questo blog? Non mi sento di dare consigli ma semplicemente di ricordare a tutti che la natura va difesa perché alla fine siamo sempre noi a pagarne le conseguenze.

Interviste

 ... Dopo la mia prima visita torno ad Alcatraz con la mia famiglia, come d'accordo con Jacopo Fo. Arrivato all’ora di cena incontro Jacopo che ci invita a sedere con lui. Mentre noi andiamo al tavolo lui con voce teatrale chiama all’adunata tutti gli altri ospiti: “Bella genteeee …  La cena è pronta! Venite!”. Tutte le persone vanno verso un buffet con cibi semplici, biologici, genuini. Sapori buoni. Acqua in brocca. Ognuno si serve da sé.  Si, proprio così. Tutti si siedono dove capita su lunghi tavoloni stile sagra con tovaglia di carta e bicchieri di vetro, semplici e trasparenti. Le bibite si prendono al bar. Si parla con i vicini di posto. Una bella atmosfera. Io inizio a fare domande a Jacopo. Provo a prendere appunti ma mi rendo conto che non è il caso di fare un’intervista classica. Decido così di ascoltarlo. Con voce pacata e calda spiega il suo progetto e le sue idee. Ne è uscita una bella chiacchierata. E questo è quello che ho capito. COSA E' ALCATRAZ? Non è una comune come molti pensano. E’ una struttura con bungalow in affitto, un ristorante, una piscina all’aperto e una riscaldata e coperta, spazi per passeggiate in mezzo alla natura, un parco-museo con dipinti e sculture. Un posto dove la cucina è a base di prodotti biologici e di altissima qualità. Dove le chef fanno scuola. Un luogo dove si possono fare vacanze o passare semplicemente una giornata in mezzo al verde. Si può cenare tutti insieme o soli nel bosco senza dover gridare “Cameriereeee!!!” per avere più pane o più acqua. Un luogo dove il comfort e il lusso sono ridisegnati, nel rispetto dell’ambiente e degli altri. Intorno, 4 milioni di metri quadri di boschi e oliveti che per osmosi trasmettono serenità e pace. E' un albergo a pieno titolo!!! Si ma con decisamente qualcosa in più. ALCATRAZ HA UNA STRUTTURA ORGANIZZATIVA PARTICOLARE Se la struttura organizzativa di Alcatraz fosse una figura geometrica … non sarebbe certamente una piramide. Bensì una rete. E’ costituita infatti da una associazione di aziende indipendenti che si occupano della manutenzione, delle pulizie e della promozione e di professionisti che forniscono servizi specifici come insegnanti, massaggiatori, organizzatori di eventi ecc … ALCATRAZ NON E' SOLO UN LUOGO DI VACANZA. MA ANCHE DI CULTURA Ad Alcatraz ci si può andare anche per fare corsi di formazione sulle materie più disparate (Tecnologia fotovoltaica, pittura, scultura, poesia, artigianato, letteratura, teatro) o per fare massaggi o corsi di yoga e tai-chi. Molti dei dipinti e delle sculture esposte nel parco-museo sono opere collettive realizzate dai partecipanti ai corsi. Alcatraz nasce dall’idea di costruire un centro concettualmente simile all’Abbazia Medioevale dove raccogliere energie provenienti da vari movimenti come ambientalismo, femminismo ecc … Un luogo per unire conoscenze anti-sistema, contro le censure, contro le “balle” raccontate dal “potere”. Quel potere che causa le contraddizioni che caratterizzano la nostra era. La stessa strada intrapresa dal padre Dario Fo e dalla madre Franca Rame. È su questa base che Alcatraz accoglie molti intellettuali e forze culturali che danno vita a corsi per manager e imprenditori. ALCATRAZ HA ANCHE UN ASPETTO PRODUTTIVO. Alcatraz si estende su una grande superficie:  3 milioni di metri quadri di boschi che ogni anno vengono rinfoltiti con attività di riboscamento. Ha oliveti per fare olio biologico spremuto e freddo, si coltivano vecchie specie vegetali e vecchi semi autoctoni. Si allevano polli nutriti con mais biologico e liberi di razzolare all’aperto in mezzo alla natura. E i cavalli buonissimi e liberissimi vivono al pascolo e insieme a un istruttore possono essere cavalcati anche dai bambini che vogliono avvicinarsi all’equitazione. Ma ad Alcatraz si produce anche energia, quella pulita … ALCATRAZ PROMUOVE L'ECOSOSTENIBILITA' E LA PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE. Le costruzioni di Alcatraz sono isolate termicamente. Ciò permette un taglio del 50% dei costi di riscaldamento e una forte riduzione di Co2. Gli impianti idrici sono duali. Ovvero per gli scarichi dei WC si usa acqua piovana. Le acque nere sono riciclate con sistemi di fitodepurazione passiva, quindi senza l’uso di pompe elettriche. Non mancano ovviamente lampadine a basso consumo e riduttori di flusso nei rubinetti. Il compost è normalità. La piscina coperta è riscaldata utilizzando il calore che nasce da un processo semplicissimo: la fermentazione. Basta fare una montagnetta di legna verde, erbe e sfalci, mettere un tubo e i batteri fanno il resto. Grazie a criteri di efficienza e ai pannelli fotovoltaici Alcatraz produce da sola più energia di quella che consuma. Bolletta a impatto zero!!! Le abitazioni che vengono affittate sono ecologiche ed economiche. Ti danno coperte di cotone, con imbottitura di seta, lenzuola di cotone (ma il letto te lo fai da te), ecologiche e ideali per stare bene. Le pareti sono lamellari e più antisismiche, più economiche per un comfort che sposa un lusso diverso, ecosostenibile e non basato sulla magnificenza e sullo sfarzo consumistico. Chi passa le vacanze ad Alcatraz deve starci davvero tanto bene dato che qualcuno ha chiesto di andarci ad abitare. Ed è per questo che è in costruzione l’Ecovillaggio … ECOVILLAGGIO SOLARE A pochi km da Alcatraz è in costruzione l’EcoVillaggio. Pensato e progettato in base ai più avanzati principi di bioarchitettura, dovrebbe essere inaugurato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Un complesso con 70 appartamenti, 16 dei quali in autocostruzione, un bar, un ristorante, un albergo. Un bel luogo dove poter star bene all’insegna dell’ecologia, dell’arte, della cultura, della tecnologia. Spazi comuni condivisi come lavanderia e sala feste. Autosufficienza energetica con pannelli solari termici e fotovoltaici e isolamento termico. Ogni casa ha un pezzo di terra dove poter coltivare il proprio orto. Bambini che giocano all’aperto, lontano dal traffico in mezzo alla Natura … devo continuare? UN MODELLO DIVERSO DI STILE DI VITA Visitare Alcatraz e fartelo raccontare dal suo fondatore ti fa capire che un modello diverso di stile di vita è possibile. Un modello basato sulla eco sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sul rispetto degli altri. Un modello di vita divertente, più salutare, più vicino alla cultura. Un modello basato sui rapporti con le persone vicine con le quali condividere momenti di divertimento e di formazione come feste, spettacoli teatrali, corsi ecc …  Ad Alcatraz non mi sono divertito solo io ma anche qualcun altro; infatti mio figlio oggi, a distanza di diverse settimane da quella piccola gita, mi ha detto: “Babbo, perché non andiamo a fare una bella passeggiata ad Alcatraz a vedere quelle sculture buffe?” MA PERCHE' IL NOME ALCATRAZ? “Non sapevamo come chiamarlo … “ Parole di Jacopo Fo. Ma forse non è del tutto così …

Interviste

Alcatraz. L’isola situata nella baia di San Francisco è diventata famosa per ospitare la storica prigione di massima sicurezza che ha ispirato  il film con il celeberrimo Clint Eastwood, nel quale recitava il ruolo dell’evaso  che riesce in modo rocambolesco e machiavellico a evadere da quella che era ritenuta una vera e propria fortezza. In questo film Clint Eastwood utilizzò però una sola espressione: quella senza sigaro. Quella con il sigaro era riservata ai western di Sergio Leone. In questi ultimi anni però ho collegato molto più spesso il nome di Alcatraz ad un luogo diverso, situato sulle colline vicino a Perugia. La libera Università di Alcatraz  di Jacopo Fo. Un luogo su cui avevo sentito tante leggende e dicerie. Una comune dove girano persone strane, con idee strane, che fanno cose strane, che consumano cose strane, che se sono vestite lo sono in modo strano … Più ne sentivo più ero curioso. Finché un giorno … … mia moglie via per motivi di lavoro, i figli a casa di amichetti a giocare al pallone, io da solo con due alternative: guardare la TV sul divano alla Homer Simpson o inventarmi qualcosa di diverso. Ho scelto la seconda e sono salito in auto. Contrariamente a Clint Eastwood  evado verso Alcatraz. Avevo già dato vita a questo blog e mi sono posto un obiettivo: incontrare e intervistare Jacopo Fo. Personaggio tra i più eclettici e tra i più attivi a favore dell’ambiente. Salgo in macchina alimentata a metano e imbocco la E45. Dopo pochi minuti di tragitto esco dalla super strada: uscita CASA DEL DIAVOLO, frazione di Perugia. Imbocco la strada per la località Santa Cristina e curva dopo curva uno spettacolo davanti ai miei occhi. Pochissime case intorno, solo campi e colline. E’ primavera e i colori bellissimi. Il giallo delle ginestre, il verde dei campi, l’azzurro del cielo. Non ci sono rumori. Qualche animale attraversa la strada, gli uccelli volano meglio di aeroplani, cambiano le prospettive al mondo, traiettorie imprevedibili, codici di geometria esistenziale (senti canzone Battiato). Seguo cartelli che indicano Alcatraz. Sono in aperta campagna. Mi sento un po’ come Roberto Benigni e Massimo Troisi a Frittole in Non ci resta che piangere. Alla fine arrivo in un luogo in mezzo alla pace più completa. Un’insegna stile ranch riporta la scritta ALCATRAZ. Sono arrivato. Vado a passo d’uomo lungo una strada  bianca costeggiata da sculture che raffigurano personaggi di fantasia e non, coloratissime. Mettono allegria. Cartelli stradali di legno indicano: ECO VILLAGGIO, PISCINA, RISTORANTE, PARCHEGGIO. Si vedono pannelli fotovoltaici. Parcheggio lungo una discesa. Scendo e incontro persone che non conosco ma che serene accennano tutte a un saluto. Mi sento a mio agio ma non capisco dove sono o meglio non so cosa sia il luogo dove sono arrivato. Dopo due passi verso il bar ristorante vedo un uomo alto, capelli e barba grigi. Mi saluta. E’ Jacopo. Titubo. Ma mi presento. “Salve Jacopo. Mi chiamo Davide, ho un blog dedicato all’ecologia. Vorrei intervistarti. Posso prendere un appuntamento?” “ Certo!” è la risposta. “Mi spiace che adesso non posso perché devo scappare ma ti invito a cena con la tua famiglia”. Lo ringrazio e mi bevo un succo di frutta biologico al bar. Mi godo il panorama umbro e mi godo la voce del silenzio della natura. Mi sento libero. Dopo qualche settimana sono nuovamente ad Alcatraz, con la mia famiglia, all’ora di cena.  Incontriamo Jacopo che ci invita a sedere con lui. Mentre noi ci sediamo lui chiama all’adunata tutti gli altri ospiti: “Bella genteeee …  La cena è pronta! Venite!”. Tutte le persone vanno verso un buffet con cibi semplici, biologici, genuini.  Acqua in brocca. Ognuno si serve da sé.  Tutti si siedono su lunghi tavoloni stile sagra. Dove capita. Si parla con i vicini di posto. Una bella atmosfera. Io inizio a fare domande a Jacopo … Tra qualche giorno pubblicherò il contenuto della chiacchierata …

Interviste

Ho conosciuto Mauro ai tempi dell’università, tramite Leonardo, un amico comune con il quale avevo condiviso appartamento, lezioni universitarie e feste degne del film Animal House durante il progetto Erasmus ad Hull, città dello Yorkshire, UK. Ricordo ancora la sera in cui ci presentarono. Era estate, nel centro di Perugia. Mi colpì la sua capacità di parlare veloce, sempre in modo ironico, di sparare battute a raffica. A quei tempi conduceva una trasmissione radiofonica su Radio Dee Jay. Ne persi poi le tracce finché una sera me lo ritrovo in TV … camicia bianca, vestito e cravatta neri, occhiali da sole e microfono! Era diventato una Iena di Italia 1. Stessa abilità dialettica, sarcastico, alle prese con una inchiesta per smascherare una truffa. E bravo Mauro! Ci siamo poi ritrovati su Facebook e una sera ho deciso di chiedergli un’intervista. Ecco la sua risposta: “Ciao Davide … Per l'intervista devo parlare con il mio ufficio stampa, la mia segretaria e il mio agente... Aspetta un attimo... dicono di sì. Sono 3.000 euri se vuoi risposte Sì/No, 50.000 se vuoi anche argomentazioni …”. Ho iniziato a ridere a crepapelle. Nome: Mauro - Cognome: Casciari - Anno di nascita: 1973 - Professione: Iena! D1) Grazie mille Mauro per aver accettato questa ECO INTERVISTA all’insegna dell’ironia. E’ vero che quando senti parlare di inquinamento e di disattenzione verso l’ambiente ti arrabbi e diventi una iena? R1) Abbastanza, perchè credo che non abbiamo scelta: dobbiamo pensarci tutti e subito. Fortunatamente vedo che molte cose sono cambiate negli anni. Quando ero piccolo e collezionavo lattine  mi rendevo conto di quante se ne trovavano in giro ai bordi delle strade vicino a casa mia... Oggi mi accorgo che ai bordi delle strade ci sono molti meno rifiuti, forse per un migliore lavoro della nettezza urbana, ma spero anche perchè oggi nessuno si sogna più di gettare, per fare un esempio, una lattina vuota dalla macchina. E per i collezionisti di lattine è tutto più difficile. D2) Quanto sei verde? Più o meno di Hulk? R2) Meno. Vorrei esserlo molto di più, ma bisogna nascerci con una cultura verde. Già alle elementari il comune di Perugia e l'azienda della nettezza urbana ci hanno abituato alla raccolta differenziata della carta, e parlo degli anni '80. Quindi per me non è mai esistito il concetto di buttare la carta insieme al resto dei rifiuti e questo rende tutto più facile e normale. D3) Dalla sera alla mattina quali sono le tue 5 azioni più ecologiche? R3) Da 25 anni a casa dei miei ci sono i pannelli solari per l'acqua, perciò per gran parte della mia vita da marzo a novembre ho sempre avuto acqua calda dal sole. Peró questo fa parte del passato. Oggi faccio, come la maggior parte delle persone, la raccolta differenziata. Non uso aria condizionata in casa, ma gestisco le temperature con un buon isolamento e con un gioco di finestre e correnti. Quando vado a correre al percorso verde lungo il Tevere (molto più pulito rispetto a 30 anni fa) e trovo qualche sparuto rifiuto qua e la, lo raccolgo e lo porto fino al cestino più vicino, perchè quel posto lo sento molto "mio". A Cologno Monzese vado al lavoro a piedi. Sempre più spesso mi muovo in treno, che al momento è il mezzo meno inquinante. Faccio più docce che bagni, consumando meno acqua, e negli alberghi lascio sempre gli asciugamani appesi per non farli cambiare perché raramente ce ne è veramente bisogno. Peró mi va anche di dire quello che so di sbagliare: butto le gomme da masticare dal finestrino perché penso che tanto si seccano. Ho ancora una macchina che va a pistoni perché sono spessissimo in autostrada e mi servono velocità e ricarica. Butto le pile nell'indifferenziato perché solo a Mediaset ho gli appositi contenitori a portata di mano. Per questo mio padre si incazza molto perché a casa sua lui da sempre le raccoglie e periodicamente le butta nel contenitore più vicino. Quando mi lavo i denti lascio l'acqua aperta anche mentre spazzolo. D'inverno tengo il riscaldamento un po' alto invece di vestirmi un po' di piú. Molti di questi errori si fanno per pigrizia, altri per ignoranza. D4) Sei nato a Perugia. Passare dal cuore verde dell’Umbria a Cologno Monzese non deve essere stato facile. Grigio al posto del verde, traffico al posto della campagna … R4) Sono stato dieci anni dentro Milano, ora ho detto basta ed abito in una zona di Cologno Monzese che sembra un paesello, con un po' di verde intorno, in una casetta col tetto in legno scelta anche perchè mi permette di andare al lavoro a piedi, camminando per un chilometro. Quindi il traffico, anche se c'è solo alle 8 di mattina per me è zero, perché gli cammino intorno. non metto più piede dentro Milano, a meno che non sia costretto. Comunque ora apprezzo molto più l'Umbria, tanto che ho appena venduto il mio appartamentino di San Sisto a Perugia per buttarmi in campagna. D5) Nelle prossime inchieste ti dedicherai ai problemi dell’inquinamento? R5) Proprio questa estate ho girato un servizio in spiaggia sull'inquinamento da sigarette, con dei risultati che fanno pensare, perchè è peggio respirare passivamente il fumo di una sigaretta che lo scarico di un motore diesel! D5) Se tu fossi il GREEN WIZARD dell’ambiente con tanto di bacchetta magica per un giorno cosa faresti per l’ambiente? R5) Trovo che mentre il panorama possa venire sfigurato da campi di celle fotovoltaiche, le superfici dei tetti dei capannoni industriali possano esserne abbelliti dai pannelli. Gli ettari sono comunque garantiti! Poi non mi spaventano le colonie di pale eoliche, le trovo belle anche da vedere. Forse perché sono strabico. Ma dico, sai quanti Mw genera una singola pala? Quando avrò i soldi e la voglia di costruire una casetta come voglio io, sceglieró il posto giusto e faró girare le pale in ogni angolo. E considerando il costo delle tegole, il tetto lo faccio direttamente coi anelli fotovoltaici e il giardino lastricato di pannelli solari. Il miraggio dell'auto elettrica, spero non sia più un miraggio. All'isoletta di Stromboli le poche macchinine elettriche rendevano il soggiorno più piacevole anche ai turisti, piuttosto che i rumorosissimi apetti che mi inacidivano le orecchie già dalle 6 di mattina. Che ne pensate di Mauro? Siete ancora convinti che sia un MAN IN BLACK o è più un MAN IN GREEN? Se non sapete ancora cosa rispondere leggete questo messaggio di Mauro ricevuto via Facebook dopo la pubblicazione dell'intervista! "Una cosa importante: dal 2007 ho smesso di comprare acqua minerale . Bevo quella dei rubinetti perché spostare tonnellate di acqua confezionata è follia ...". Per me è già green ma scommetto che lo diventerà ancora di più!

Interviste

Margherita Granbassi è un orgoglio nazionale. Schermitrice, specializzata nel fioretto,  ha conquistato bronzi olimpici, ori mondiali ed europei. Ma non finisce qui. I suoi successi vanno oltre il podio. Nella stagione 2008/2009 ha partecipato ad “AnnoZero” di Michele Santoro e nel 2010 a "Ballando con le stelle". Simpatica, alla mano e un po’ timida Margherita ha davvero uno spirito sportivo, accetta sfide di ogni genere, anche quella dell’eco intervista!  Riuscirà a vincere la medaglia verde  dell’ecologia? D1) Margherita, sei pronta per un’intervista rapida e scattante come un incontro di scherma? A Noi! D2) Cosa significa per te essere veramente ecologista? Non so rispondere a questa domanda perché non credo di essere "veramente ecologista", ma sin da piccola ho amato la natura e cercato di rispettarla. La sento come un'esigenza fisica e mentale. D3) Tra i problemi dell’ecologia quali sono secondo te quelli più gravi e prioritari che devono essere affrontati con maggior volontà? Ho sempre pensato che per ottenere dei grandi risultati bisogna partire da zero, dalle piccole cose, dall' ABC, proprio come quando si impara a fare lo sport. Credo che il problema più grave sia la totale mancanza di educazione ambientale, ed è la scuola che dovrebbe avvicinare i ragazzi a questo argomento...a partire dal non gettare la carta del chewing-gum a terra! Per me il desiderio di vivere in un mondo più pulito è una necessità, ci sono molte situazioni di degrado ambientale che mi mettono a disagio e mi suscitano rabbia, soprattutto quelle in cui basterebbe così poco per migliorare. Per esempio, la raccolta differenziata: sotto casa mia a Roma ci sono tutti i bidoni del caso, peccato che la gente butti la plastica nell'indifferenziato e scarti alimentari, le bottiglie nel cartone e i tavoli da stiro a fianco del bidone della carta. E che pochissimi possessori di cani ne raccolgano i "bisogni". Io metterei dei controllori che facciano la multa a chi sgarra e chiederei alle aziende di packaging di renderci la vita più facile! D4) Che ruolo può avere lo sport nella salvaguardia dell’ambiente? Molti sport si praticano all'aria aperta, e credo che a nessuno piaccia correre, sciare, pedalare in aree inquinate o degradate...sicuramente gli sportivi sono piu incentivati a rispettare l'ambiente che li circonda e possono provare a farlo capire a tutti. D5) Se a colpi di eco-spada potessi eliminare un problema ambientale quale sarebbe il primo? Quello delle immondizie, appunto! E mi piacciono le città in cui viene incentivato l'uso delle biciclette, si inquina meno e nello stesso tempo si fa movimento. D6) Dacci un eco-consiglio che lasci il segno come Zorro! Poco fa ero alla fermata del bus e con me un gruppo di adolescenti...uno finisce il suo pacchetto di caramelle, lo appallottola e lo getta in terra. Io, a costo di essere mandata a quel paese come si fa con un vecchietto bacchettone, l'ho pregato con un sorriso di raccoglierlo, indicandogli un cestino pochi metri piu in là. Lui l'ha fatto, sentendosi anche un po' umiliato davanti agli amici, ma credo abbia imparato la lezione con il mio eco-consiglio e forse la prossima volta butterà la carta direttamente nel cestino! E voi web-reader? Siete d’accordo a dare la medaglia verde a Margherita o volete vedere il replay?

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