DONNA
Ho conosciuto Renata qualche anno fa per motivi di lavoro presso gli studi Mediaset a Cologno Monzese. In mezzo a presentatori, attori, registi e cameramen c’era anche lei. Occhi verdi, luminosi e  trasparenti, una dolcezza affascinante, l’eleganza della hostess di una linea aerea di lusso. Gentilissima, alla fine del lavoro, mi ha ringraziato e salutato con un sorriso bellissimo. L’ho incontrata di nuovo qualche tempo dopo in un altro studio televisivo. Diverso taglio di capelli ma stessi occhi e stesso sorriso. E poi Facebook ha fatto il suo dovere ed ecco l’eco intervista. Dato che Renata è appassionata di guida sportiva scopriamo cosa fa per dare meno gas all’inquinamento … D1) Ciao Renata, hai scaldato i motori per l’eco intervista? Sei pronta a dimostrare che in ecologia hai una marcia in più? R1) Ciao Davide! E’ la mia prima “ECO” intervista e ho paura di non passare l’esame  !!! D2) Beh! Vediamo… Come è nata la tua passione per i motori? Ce la racconti? R2) Da quando ero bambina. Guardavo i Gran Premi in tv e poco più che adolescente (grazie ad un amico di famiglia) ebbi la fortuna di vivere la grande emozione di seguirne qualcuno ospite nei Box Ferrari. Erano i gloriosi anni di Lauda, Villeneuve, Scheckter, Arnoux, Piquet… Conservo ancora gelosamente le foto di quell’epoca irripetibile. Passione mai sopita ma mai coltivata attivamente fino a qualche anno fa, quando ho iniziato ad andare in kart. D3) Nella tua giornata quali accorgimenti ecologici “metti in pista”? R3) Me ne vengono in mente un paio. Uno è forse il più comune: una rigorosa raccolta differenziata dei rifiuti e da poco cerco di utilizzare le “eco” ricariche (detergenti/detersivi etc etc) che permettono di riciclare i contenitori di plastica più volte. Amo la natura e cerco di rispettarla come posso. Laddove è carente cerco di non sprecare acqua. Lo so, stai già pensando di tirarmi le orecchie  ! D4) Cosa pensi dell’uso eccessivo delle auto? Non pensi che dovremmo sostituirlo almeno in parte con mezzi pubblici e scarpe? R4) In molti casi certamente si (con un potenziamento e miglioramento del trasporto pubblico!) anche se in altri penso che l’utilizzo dell’auto sia indispensabile. D5) Cosa ne pensi del car-sharing? R5) Bell’idea ma in pratica difficile da realizzare per varie ragioni fra cui la conseguente poca indipendenza di chi lo utilizza. Nel caso dell’affitto “ad ore” o “a giornata” lo trovo sensato ed economico ma anche qui solo se abiti in centro città e non hai bisogno dell’auto tutti i giorni. D6) DOMANDA IMPERTINENTE. Quando proponi il CAR-POOLING ad altre persone come reagiscono? 1 – Accettano ma chiedono di scendere dopo pochi km per la paura della velocità 2 – Accettano ma solo a condizione che tu non guidi 3 – Non accettano perché, guarda caso, hanno sempre la bicicletta dietro l’angolo!!! R6) La numero 1 per quanto riguarda mamma e sorella anche se ormai, alla mia guida “sportiva” ci sono abituate ed io, “invecchiando” , potendo sfogare la mia passione per la guida veloce, in pista e (soprattutto!) a causa degli autovelox, vado più piano. Beh…non sempre eh  ! Per gli amici…..credo che la maggior parte sia come me. La bicicletta la usiamo per fare sport (altra cosa che mi piace molto, oltre al Badminton!). D7) Da esperta di motori quale modello di auto ecologica consigli? R7) Più che da esperta ti posso dare un parere da appassionata che non vuole comunque rinunciare alla prestazioni. Ne parlavo proprio l’altra sera col mio amico  e pilota Mamo (mi viene in mente una canzone di Battisti “, quel gran genio del mio amico, con le mani sporche d’olio…. con un cacciavite in mano fa miracoli! “), una su tutte la Tesla …. magari la Roadster, elettrica, quindi ecologica ma…….potente!!!  Voi che dite? Renata si merita una bella coppa per il gran premio dell’ecologia?

Interviste

Ciao Leo, pronto per l’intervista? Scopriamo se ti meriti maglia rosa o maglia verde! Dee Jay, musicista, padre di famiglia, marito e perfino inventore ecologista. La tua giornata deve essere un puzzle a clessidra piuttosto complicato … Mha! In realtà faccio quello che mi piace e cerco di farlo da sempre. Non ti nascondo che a volte mi ci vorrebbe una giornata di 26 ore almeno… Problema comune!!! La tua invenzione, Dj Dynamo Bike, unisce Musica, Ecologia, Comunicazione e Impegno sociale. Puoi spiegarla? Certo! E’ un Dj set alimentato dalla sola energia elettrica prodotta dalle pedalate di una bicicletta: una BIKE viene collegata ad un DYNAMO, con le pedalate si genera corrente elettrica, alimentando così la consolle del DJ. E’ un team composto da 1 dj e 2 ciclisti che pedalando, generano corrente elettrica. Ciclisti e dj interagiscono, danno vita a uno show che rispetta l’ambiente per un sound eco friendly. Quali sviluppi potrebbe avere? Potrebbe essere messa in produzione su larga scala? Bhe! Volendo il marchingegno si, ma diciamo, noi non abbiamo inventato la dynamo, abbiamo creato uno spettacolo e un rapporto fra i pedali, il sudore, l’elettricita’ e la musica… ecocompatibile. Oltre agli impianti musicali, si potrebbe applicare anche alle abitazioni per alimentare qualche elettrodomestico con un feetness energetico ecocompatibile? SI. se mettessimo in produzione il nostro meccanismo in scala vorrebbe dire che la gente a casa potrebbe alimentare la musica che lo accompagna per par fare fitness o il televisore per vedersi un film ma pure la lavatrice che ne so….. Un consiglio eco, pratico ed efficace da dare ai followers del blog? Pedalatevi la vostra musica da soli! con energia ma soprattutto andate in bici..va’! Che e’ meglio! Secondo me Leo si è meritato la maglia verde. E’ quella rosa? Aspettiamo che il Giro d’Italia ripassi dalla Valtiberina… Se avete voglia di conoscere meglio Leo e il suo progetto: http://www.dynamodjbike.com/

Interviste

Musicista milanese, Folco Orselli fa del fantastico blues Made in Italy. Voce profonda e rauca, stile ricercato e testi coinvolgenti mi hanno convinto a metterlo nella categoria MIGLIORI, al pari di Paolo Conte, Vinicio Capossela, Fred Buscaglione e Tom Waits. In passato Folco ha aperto i concerti di Tina Turner e Zucchero e nel 1995 ha partecipato a SANREMO con il duo CALIGOLA. Al suo attivo ha diversi album tra cui LA SPINA prodotto da LIFEGATE MUSIC nel 2004 e che vi raccomando di ascoltare! Non ho ancora avuto il piacere di incontrare personalmente Folco ma chissà, in una delle mie numerose trasferte di lavoro a Milano, spero di poterlo ascoltare mentre suona dal vivo, magari il pezzo IO SONO UN GRANDE AMATOR in un bel locale di quella Milano più vecchia e pittoresca che tanto amo. Una domanda potrebbe nascere spontanea … Cosa c’entra il Blues con l’Ecologia? L’album LA SPINA, ragalatomi dagli amici di LIFEGATE, era a IMPATTO ZERO!!! La sottile linea verde esiste sempre … D1)Folco, grazie mille per avere accettato l’intervista di un blogger (ancora?) sconosciuto. La mia richiesta ti è saltata fuori di domenica tramite FACEBOOK! Chissà cosa avrai pensato? R1) Eh si, ho pensato che la domenica sia il giusto giorno per parlar di queste cose, meno traffico, meno rumore…più sonno e più…pioggia. D2) La tua musica evoca emozioni, immagini, pennellate di atmosfere notturne come quelle dei locali dove ognuno di noi, almeno una volta, ha cercato emozioni e passioni e allo stesso tempo annegato grigi stati d’animo a causa di una LEI. L’amore sembra essere una delle fonti di ispirazione principali delle tue canzoni. È così? R2) Direi, per citare un film che mi è molto piaciuto, “Le conseguenze dell’amore”. Sono molto più interessanti dell’amore in sé che, molto spesso, sfocia nella noia e nella frustrazione. Bisogna essere molto fortunati e molto capaci per fare in modo che un rapporto rimanga divertente e vario dopo il passar degli anni. La cosa più importante in una relazione per me è il divertimento. E’ fondamentale, come nei bar, ogni tanto, cambiare il flipper. Molto spesso il flipper sei tu. D3) Progetti musicali e non solo per il tuo prossimo futuro? R3) Molte cose. Il lato B del mio ultimo disco Generi di conforto, un nuovo disco con i miei compari Arm on Stage (you tube per chi non conoscesse), uno spettacolo col mio amico Matteo Speroni (Google per chi non conoscesse) dal titolo “Houston…non c’è problema“, scrivere delle belle canzoni in senso evolutivo, bere meno e dire a tutti il motivo per cui dico spesso bugie. D4) Nel tuo i-pod o nel porta CD chi sono i tuoi MIGLIORI? R4) Ultimamente sto ascoltando molta musica classica del 900, mi piacciono gli iconoclasti e la seconda scuola viennese, sta all’800 come il Punk sta al liscio. Mi piace il rock, il blues il jazz, la musica italiana e tutte le cose fatte con sincerità e ispirazione. Non sopporto i mestieranti costruiti e i ragazzini presuntuosi all x factor e compagnia bella, mi fanno vomitare. D5) Il tuo album LA SPINA era a IMPATTO ZERO, ovvero insieme a LIFEGATE era stata compensata, con nuove aree forestali, la CO2 emessa per la produzione del CD. L’ambiente sembra essere importante per te. Cosa fai per salvaguardo? R5) L’ambiente è la cosa più preziosa che abbiamo. L’essere umano è talmente stupido da trascurarne la cura.Meriteremmo l’estinzione, starebbero tutti molto meglio e non mancheremmo a nessuno. Mi ritiro nei boschi appena posso e sto a sentire la presenza dell’infinito tra le piante la terra e il cielo. Piango di gioia a volte. Il mistero dell’esistenza mi esalta e mi sprona. Amo profondamente questo pianeta e lo rispetto in tutto quello che faccio. D6) Ci sono molti musicisti che si impegnano per l’ambiente. Sul connubio Musica-Ecologia pensi che siamo a buon punto o c’è ancora molto da fare? R6) Non è mai abbastanza ma ho paura che ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.   Generi di Conforto è il titolo dell’ultimo album di Folco orselli. Uscito a Febbraio del 2012. Io me lo sono comprato e dovreste farlo anche voi. Non ve ne pentirete!

Interviste

Ogni tanto da ragazzino mi capitava di vedere Frankie per strada, in compagnia di qualche mio conoscente. Ai quei tempi non era ancora famoso ma era già un personaggio. Chiodo con stemma Mercedes sulla spalla, sneaker e cappellino BOY. Appassionato di musica rap. Non poteva passare inosservato in una piccola città di provincia. Qualche anno dopo durante uno zapping compulsivo pomeridiano vidi il suo primo video, FIGHT DA FAIDA su Video Music. Poi si sa, le strade a volte si incrociano e può nascerne un’intervista dalle “nuances verds” dell'ambientalismo.    D1)Siamo freschi di elezioni dall’esito incerto. Un governo stabile sembra impresa ardua. Credi che in una situazione come questa l’#ecologia abbia qualche chance di diventare un tema centrale nell’agenda del nuovo esecutivo? Penso di sì ma solo per il fatto che il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una quota molto importante di voti e di seggi in parlamento. Per il M5S infatti l’ecologia e le alternative energetiche sono una vera e propria bandiera. Quindi forse solo grazie a loro potranno esserci delle buone possibilità per l’ambientalismo affinché  non sia più visto come un ostacolo al fare e al progresso ma piuttosto come opportunità di crescita economica sostenibile, una nuova strada verso la green economy. D2)Di ambiente si fa un gran parlare ma le grandi testate giornalistiche sembrano accorgersene solo in caso di catastrofi come Chernobyl, Fukushima o le maree nere di petrolio nei mari. È un tema per lo più trattato da testate di nicchia. Come si può invertire questo stallo? Non lo so però penso che anche programmi tv come Linea Verde o Melaverde che trattano questo tema lo fanno solo come “Quanto è buono questo formaggio!”. Un approccio forse troppo naif, da nonno che racconta al nipote. Occorre invece più energia ma senza estremismo. Si deve evitare il catastrofismo che causa solo ansia e rischia di allontanare ancora di più l’opinione pubblica. Serve una via nuova, serve il coinvolgimento attivo delle persone e le buone notizie vanno divulgate. È avvilente che l’ambientalismo appaia come un argomento in mano solo a estremisti luddisti e nichilisti. Il progresso non è un nemico, non è tutto schifo. Serve un compromesso. D3) Tu ti sei occupato di ambiente anche con la tua musica. Si, quando ho scritto l’inno per “M’illumino di meno”, l’iniziativa di Caterpillar di Radio Due, ho lanciato il concetto della sostenibilità ma non solo da un punto di vista ambientale ma anche mentale e morale. D4)Il web può essere un alleato dell’ambiente? Assolutamente si. Il web è straordinario ed è di sicuro un alleato dell’ecologia. Esistono esempi di blog o portali che insegnano cose green utilissime. Ad esempio ricette di eco cucina, pratiche di riuso, recupero e riciclo, come fare detersivi ecologici in casa e tanti consigli per uno stile di vita meno impattante. D5)Musica ed ecologia in che rapporto stanno? La musica può essere d’aiuto all’ambiente? Lo può essere nella stessa misura in cui può esserlo verso la cultura, la politica o che ne so … l’osteopatia … Personalmente credo poco nei concerti a impatto zero, fatti per compensare le emissioni di C02. È un po’ come il concetto di Emissions Trading del protocollo di Kioto. Preferisco un concerto “più sporco”ma dare importanza al messaggio che è la cosa che deve essere davvero a favore dell’ambiente. D6) Cosa fa Frankie HiNRG per la salvaguardia del Pianeta? Non sono un attivista estremo. Faccio quello che secondo me è giusto. Faccio la raccolta differenziata per bene e rompo le scatole a chi non la fa. Quello che deve fare un uomo giusto insomma. Prediligo poi prodotti biologici, più costosi ma più buoni. Mi piace finanziare con l’atto d’acquisto le economie coraggiose. La spesa per me è un gesto politico ma da porre in essere con equilibrio, senza fondamentalismo. D7)Che idea hai delle energie rinnovabili? Sono un’idea ottima. Le consumo volentieri e le sostengo. I pannelli fotovoltaici sui campi però non li condivido. Pannelli al posto delle patate? Proprio no! Scoraggiano l’agricoltura e sono stati oggetto di speculazione. P.S. Molti conoscono Frankie solo come rapper ma in realtà ecletticità e creatività lo hanno portato a misurarsi con molti altri tipi di progetti: dallo scrivere canzoni per altri artisti come Simone Cristicchi, dirigere la regia di video musicali fino alla conduzione di uno speciale su SKY dedicato a Valzer con Bashir e addirittura al teatro. Quello che personalmente mi colpisce più di lui è il suo essere prestigiatore della parola scritta e parlata. Ne volete una dimostrazione? Seguitelo su TWITTER e ascoltatevi questo brano!

Interviste

Il mitico Pippo ha fornito un altro dei suoi pezzi DOC sull'ecologia. Questa volta intervistando Marco Borghesi, ingegnere umbro di Perugia specializzato sull'energia sostenibile e in particolare su quella eolica. D: Ciao Marco, innanzitutto da quanto tempo ti occupi di energia eolica in Germania? Risposta: Dal 2007 D: Come e perchè ti sei avvicinato e poi specializzato in questo settore? R: Cominciai nel 2006 con Asja.biz, un produttore di energia a Torino. Mi avvicinai alla materia nel 2004, dopo un incontro con Jeremy Rifkin riguardo all’Economia dell’Idrogeno. All’epoca avevo un’attivitá informatica. Grazie ad internet avevo colto il potere delle nuove tecnologie ed ero eccitato all’idea di risolvere il problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili. Scelsi di specializzarmi sull’eolico perché quella che piú promettente da un punto di vista economico.  D: Vado spesso in Germania e l'impatto paesaggistico dei generatori di energia eolica, effettivamente, non è indifferente. Come pensi che si potrebbe ridurre (se si può) questo effetto collaterale? R: La chiave è tutta nel design del Parco. La progettazione dei parchi è migliorata molto negli ultimi anni, col coinvolgimento di architetti per lo sviluppo rurale, e delle municipalitá locali. Inoltre le macchine stanno crescendo di dimensioni, dunque si vedono sempre meno “campi di asparagi” – una parafrasi tedesca che rende bene l’idea dei vecchi parchi costituiti da decine di macchine piccoline. D: Potresti elencare brevemente gli aspetti favorevoli e, a parte l'impatto paesaggistico di cui abbiamo già parlato, quelli meno favorevoli (se ce ne sono) nella produzione di questo tipo di energia? R: Mi vengono in mente le critiche sul rumore. Purtroppo rimangono alcuni scempi del passato con macchine installate a poche centinaia di metri dalle case. Questo ovviamente reca disturbo agli abitanti, ma esattamente come per l’impatto paesaggistico, è risolvibile con una buona pianificazione, distanziando le macchine almeno un chilometro dall’abitato. D: Perchè secondo te in Italia la produzione di energia eolica stenta a diffondersi? R: Principalmente perché le Regioni negli anni passati hanno legiferato autonomamente per i ritardi del governo nella ratificazione di un piano nazionale dell’Energia. Comunque non sottovaluterei il fatto che l’eolico ha giá superato il 6 % sul totale di energia prodotta in Italia. D: Immagino che i parchi eolici possano sorgere solo nelle zone ventose. Quali sono in Italia le località o le regioni più adatte da questo punto di vista? R: Gli appennini, le isole, il tavoliere delle Puglie, e in generale tutti gli altopiani e le zone di collina. D: A tuo avviso in che modo si potrebbe incentivare la produzione dell'energia eolica in Italia? R: Creando regole stabili che valgano in tutte le regioni e per tutti i proponenti allo stesso modo. Inoltre va supportato il lavoro di TERNA nello sviluppo della rete elettrica nazionale     D: Ho sentito parlare di minieolico. Di cosa si tratta esatttamente? R: In Italia viene chiamato minieolico quello che rientra nella fascia fino a 200 kW, che è incentivato con una tariffa particolarmente interessante. D: Quale percentuale riveste l'energia eolica rispetto al totale dell'energia prodotta in Germania e in Italia? R: In Germania siamo sopra l’8%, anche se ovviamente la produzione di energia qui è molto maggiore che in Italia. Con una chiara pianificazione potremmo raggiungere buoni risultati anche da noi. Purtroppo l’ultima legge nazionale va in direzione opposta, limitando a 500 MW all’anno il massimo installabile.  D: Infine un'ultima domanda: quali sono mediamente i costi e i tempi di installazione di un parco eolico di medie dimensioni? R: Si parla di circa 1.000 Euro/kW e sei mesi di lavoro Autore intervista: il mitico Pippo!!! (Filippo Boila)

Interviste

Quest'anno l’Organizzazione dei Giochi Olimpici di Londra (Locog) ha messo a segno un risultato importante. Ha ridotto l'impatto ambientale delle Olimpiadi del 2012 facendole diventare le più ecologiche della storia. A parte quelle dell'Antica Grecia quando plastica e fast food non esistevano! L’obiettivo era destinare a riciclo, riuso o compostaggio il 70% dei rifiuti della manifestazione. A questo importante risultato hanno contribuito anche aziende italiane che hanno fornito all'organizzazione e alle strutture olimpiche stoviglie compostabili realizzate con plastica vegetale. Ma questa non è l'unica cosa Green Italy che troviamo a Londra. Tra le strade della City oggi è infatti facile incontrare Bruno Barbieri, uno dei cuochi giudici del programma tv Master Chef Italia (insieme a Carlo Cracco e Joe Bastianich) in onda su SKY. Da qualche tempo Bruno ha infatti aperto un ristorante anella capitale inglese, il Cotidie, e tra un impegnio e l'altro ha accettato la nostra ECO INTERVISTA. D1)  Bruno, hai aperto un ristorante a Londra proprio nell’anno delle olimpiadi. Anche tu avrai vinto sicuramente qualche medaglia. In quale specialità … culinaria? La vita è strana, difficile, qualche volta bizzarra. In questo mestiere non è mai scritto nulla  di scontato. Dopo tanti anni di gavetta, impegni e sacrifici eccomi qua in una città dove il tempo gastronomico sembra si sia fermato. Andiamo su Marte !!!!???! E sembra che una fregula o un culatello qua a Londra  sia solo cibo per alieni! Tutto questo è Londra, la città che impone, che detta la storia al mondo, che la fa da  padrona nel pianeta della finanza, nel mondo ecologico, che impone delle regole ma che non fa i conti con un mondo che è cambiato. Io non ho vinto nessuna medaglia gastronomica, sto solo cercando di raccontare una storia italiana! Ma purtroppo parlo un'altra lingua. Forse qua hanno bisogno di illusioni italiane e non della storia! D2) Il rapporto tra cucina, alimentazione ed ecologia è sempre più stretto … quale è la tua opinione su questo argomento? Io ho un'opinione molto forte che parla di un'educazione che mi è stata insegnata da bambino; il rispetto per questo pianeta, per la gente, per il popolo che ti ospita. Credo che ecologia e cibo debbano andare di pari passo senza estremizzare le due cose. Qua a Londra un sacchetto dell'immondizia costa una sterlina. Se non hai una sterlina cosa fai?  Le regole dittatoriali non hanno mai funzionato. Serve buon senso e rispetto. Credo sia la cosa più semplice da fare!?  D3)Cosa può fare un ristorante o anche una famiglia per ridurre l’impatto ambientale delle attività di cucina?Sicuramente avere rispetto delle cose e delle persone. Anche delle persone che di lavoro puliscono i pozzi neri. Se non ci fossero loro vivremmo in un mare di 'mmm.. In un ristorante smaltire i rifiuti e fare la differenziata è tremendamente complesso. In un albergo dove di solito troviamo un cestino  nelle camere da letto e dove dentro ci finisce di tutto, dai preservativi alle siringhe, al cibo. Chi deve pensare a questo, a come smaltire queste cose con coscienza è chi ne fa uso! Sicuramente! Credo che bisogna partire da molto lontano lontano lontano ....  D4)Tu sei un personaggio oramai molto noto e seguito. Hai mai pensato di dedicarti ad attività di sensibilizzazione a favore dell’ambiente? Si mi piacerebbe molto magari con uno spot in una discarica di Napoli. Pensa, vivevo a Sampietro in Cariano, Verona,  primo paese in Italia per lo smaltimento e la differenziata dei rifiuti poi vedevi  negli svincoli della tangenziale la gente buttare dalla macchina i sacchetti! Non ci siamo! Mi piacerebbe essere di aiuto nelle spiagge per ripulirle, lanciare messaggi con spot ecc ecc. I personaggi qualche volta servono anche per queste cose. D5)Cucinare “green” significa cucinare solo insalate e spinaci?  Certamente no. Lasciamo le mode una volta tanto da una parte. Cucinare green vuole dire rispettare le stagioni, i prodotti, il fuoco, le temperature, la gente, gli orari, la natura. Pensiamo ad una sola cosa!? Il mare non è una fabbrica. Diamo il tempo al pesce di crescere. Smettiamo di mangiare datteri di mare, cuori di palma,  piccole foglioline ecc. La vita senza tutte queste cose potrebbe essere migliore e andremo tutti a letto un po' più sereni la sera. Vi spetto tutti a dicembre per Masterchef 2 !!! Un piccolo aneddoto: ho conosciuto Bruno a Roma durante un evento di lavoro. Ho potuto apprezzare la sua capacità di comunicare e di intrattenere persone con storie ed esperienze della sua vita. Alla fine di una chiacchierata collettiva che coinvolgeva anche altra gente ho chiesto a Bruno con un po’ di ironia: “Se questa sera il cuoco che ha preparato il buffet partecipasse  a Master Chef, cosa succederebbe? La sua esperienza a Master Chef finirebbe o andrebbe avanti?” Bruno ha fatto un sorriso, si è guardato attorno, ha fatto un passo indietro e ha tirato le braccia un po’ in alto davanti a sé. Mani chiuse con pollice movente in orizzontale. Suspense …. Ohhhhhhh …. Pollice verso il basso! E’ scoppiata una risata e qualche commento: Beh! In effetti ….  

Interviste

Leo Valli, attore e imitatore, lavora da molto tempo nel mondo della Tv e dello spettacolo italiano. Tra Fiction, Telepromozioni e cabaret ha collaborato con personaggi del calibro di Gerry Scotti e Paolo Bonolis. Chi ha la fortuna di conoscerlo non può resistere alla sua simpatia, spontanea e genuina. Ironia e umorismo sono nel suo DNA. La sua faccia sprizza gioia, i suoi occhi e il suo sorriso sono autentici e in pochi attimi con battute e “voci altrui” fa ridere chiunque, anche per telefono (parola del sottoscritto!!!). Leo, sei la prima persona che intervisto per questo mio blog. Hai un proprio un bel coraggio. Quindi innanzitutto GRAZIE! Spero non ti penta!!! Se c’è qualcuno che si deve pentire sei tu caro Davide… Comunque grazie per avermi scelto come primo. Ti dico la verità, non mi sarebbe piaciuto essere il secondo, poi per non parlare del dessert… Comunque eccomi qua in sintonia con il tuo Blog e cioè completamente al verde… Anzi approfitto per lasciarti un messaggio: sto facendo una RACCOLTA FONDI DI BENEFICENZA  per la “CASA DELL’ARTISTA POVERO”cioè la mia poi ti lascio l’IBAN….. Da 1 a 10 che importanza ha la difesa dell’ambiente nella tua vita quotidiana? 10 con lode (se posso) per come la vedo io. Mi dispiace che a volte (troppe) l’uomo distrugga quello che la natura ci ha regalato… Il progresso deve portare soluzioni per migliorare il nostro pianeta nel rispetto di quello che ci circonda. Viaggiando spesso in auto mi scandalizzo a vedere le nostre strade piene di cessi, materassi e altro ancora… Ma quello che più mi stupisce è l’indifferenza delle istituzioni (della serie tanto anche se puliamo poi sporcano ancora). L’ignoranza non ha confini. Che accorgimenti tieni per ridurre la tua impronta ambientale? Cerco di sfruttare le risorse naturali nel modo giusto, come ad esempio l’uso quotidiano dell’acqua, oppure sto attento al consumo di detersivo per lavare, o ancora all’uso delle risorse  energetiche che sono alla base della nostra vita. La cosa più ecologica e quella più inquinante della tua giornata? Senza ombra di dubbio la mia doccia quotidiana è la cosa più ecologica …. no non perché mi lavo … ma perchè per lavarmi uso i raggi del sole (quando è possibile), infatti grazie a loro riesco a scaldare la mia acqua e aggiungerei anche il fatto di portarmi a casa carta e altre cose ancora senza gettare nulla per terra oppure dai finestrini dell’auto. La cosa più inquinante è ovviamente quando guido ….. anche se le mie macchine funzionano tutte e due con il GPL.   Nella tua famiglia chi è il più green oriented? Io senza nessun dubbio, a volte dicono che sono esagerato ma io sto bene così,ma onestamente anche i miei figli si comportano in modo corretto(basta semplicemente educarli da piccoli) Cosa farai per ridurre l’impatto del tuo stile di vita e di quello della tua famiglia? Lo sto già facendo …ad esempio tutta la mia casa è illuminata con la luce a led quindi minor consumo di energia e non per questo ne abuso, cerco di limitare l’uso di detersivi e il consumo di acqua e poi limitare anche la plastica infatti mi sono installato un impianto ad osmosi inversa per il consumo di acqua alimentare  e di conseguenza ho fatto sparire decine di bottiglie in plastica. Un consiglio “verde” ai followers di questo blog? Non mi sento di dare consigli ma semplicemente di ricordare a tutti che la natura va difesa perché alla fine siamo sempre noi a pagarne le conseguenze.

Interviste

 ... Dopo la mia prima visita torno ad Alcatraz con la mia famiglia, come d'accordo con Jacopo Fo. Arrivato all’ora di cena incontro Jacopo che ci invita a sedere con lui. Mentre noi andiamo al tavolo lui con voce teatrale chiama all’adunata tutti gli altri ospiti: “Bella genteeee …  La cena è pronta! Venite!”. Tutte le persone vanno verso un buffet con cibi semplici, biologici, genuini. Sapori buoni. Acqua in brocca. Ognuno si serve da sé.  Si, proprio così. Tutti si siedono dove capita su lunghi tavoloni stile sagra con tovaglia di carta e bicchieri di vetro, semplici e trasparenti. Le bibite si prendono al bar. Si parla con i vicini di posto. Una bella atmosfera. Io inizio a fare domande a Jacopo. Provo a prendere appunti ma mi rendo conto che non è il caso di fare un’intervista classica. Decido così di ascoltarlo. Con voce pacata e calda spiega il suo progetto e le sue idee. Ne è uscita una bella chiacchierata. E questo è quello che ho capito. COSA E' ALCATRAZ? Non è una comune come molti pensano. E’ una struttura con bungalow in affitto, un ristorante, una piscina all’aperto e una riscaldata e coperta, spazi per passeggiate in mezzo alla natura, un parco-museo con dipinti e sculture. Un posto dove la cucina è a base di prodotti biologici e di altissima qualità. Dove le chef fanno scuola. Un luogo dove si possono fare vacanze o passare semplicemente una giornata in mezzo al verde. Si può cenare tutti insieme o soli nel bosco senza dover gridare “Cameriereeee!!!” per avere più pane o più acqua. Un luogo dove il comfort e il lusso sono ridisegnati, nel rispetto dell’ambiente e degli altri. Intorno, 4 milioni di metri quadri di boschi e oliveti che per osmosi trasmettono serenità e pace. E' un albergo a pieno titolo!!! Si ma con decisamente qualcosa in più. ALCATRAZ HA UNA STRUTTURA ORGANIZZATIVA PARTICOLARE Se la struttura organizzativa di Alcatraz fosse una figura geometrica … non sarebbe certamente una piramide. Bensì una rete. E’ costituita infatti da una associazione di aziende indipendenti che si occupano della manutenzione, delle pulizie e della promozione e di professionisti che forniscono servizi specifici come insegnanti, massaggiatori, organizzatori di eventi ecc … ALCATRAZ NON E' SOLO UN LUOGO DI VACANZA. MA ANCHE DI CULTURA Ad Alcatraz ci si può andare anche per fare corsi di formazione sulle materie più disparate (Tecnologia fotovoltaica, pittura, scultura, poesia, artigianato, letteratura, teatro) o per fare massaggi o corsi di yoga e tai-chi. Molti dei dipinti e delle sculture esposte nel parco-museo sono opere collettive realizzate dai partecipanti ai corsi. Alcatraz nasce dall’idea di costruire un centro concettualmente simile all’Abbazia Medioevale dove raccogliere energie provenienti da vari movimenti come ambientalismo, femminismo ecc … Un luogo per unire conoscenze anti-sistema, contro le censure, contro le “balle” raccontate dal “potere”. Quel potere che causa le contraddizioni che caratterizzano la nostra era. La stessa strada intrapresa dal padre Dario Fo e dalla madre Franca Rame. È su questa base che Alcatraz accoglie molti intellettuali e forze culturali che danno vita a corsi per manager e imprenditori. ALCATRAZ HA ANCHE UN ASPETTO PRODUTTIVO. Alcatraz si estende su una grande superficie:  3 milioni di metri quadri di boschi che ogni anno vengono rinfoltiti con attività di riboscamento. Ha oliveti per fare olio biologico spremuto e freddo, si coltivano vecchie specie vegetali e vecchi semi autoctoni. Si allevano polli nutriti con mais biologico e liberi di razzolare all’aperto in mezzo alla natura. E i cavalli buonissimi e liberissimi vivono al pascolo e insieme a un istruttore possono essere cavalcati anche dai bambini che vogliono avvicinarsi all’equitazione. Ma ad Alcatraz si produce anche energia, quella pulita … ALCATRAZ PROMUOVE L'ECOSOSTENIBILITA' E LA PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE. Le costruzioni di Alcatraz sono isolate termicamente. Ciò permette un taglio del 50% dei costi di riscaldamento e una forte riduzione di Co2. Gli impianti idrici sono duali. Ovvero per gli scarichi dei WC si usa acqua piovana. Le acque nere sono riciclate con sistemi di fitodepurazione passiva, quindi senza l’uso di pompe elettriche. Non mancano ovviamente lampadine a basso consumo e riduttori di flusso nei rubinetti. Il compost è normalità. La piscina coperta è riscaldata utilizzando il calore che nasce da un processo semplicissimo: la fermentazione. Basta fare una montagnetta di legna verde, erbe e sfalci, mettere un tubo e i batteri fanno il resto. Grazie a criteri di efficienza e ai pannelli fotovoltaici Alcatraz produce da sola più energia di quella che consuma. Bolletta a impatto zero!!! Le abitazioni che vengono affittate sono ecologiche ed economiche. Ti danno coperte di cotone, con imbottitura di seta, lenzuola di cotone (ma il letto te lo fai da te), ecologiche e ideali per stare bene. Le pareti sono lamellari e più antisismiche, più economiche per un comfort che sposa un lusso diverso, ecosostenibile e non basato sulla magnificenza e sullo sfarzo consumistico. Chi passa le vacanze ad Alcatraz deve starci davvero tanto bene dato che qualcuno ha chiesto di andarci ad abitare. Ed è per questo che è in costruzione l’Ecovillaggio … ECOVILLAGGIO SOLARE A pochi km da Alcatraz è in costruzione l’EcoVillaggio. Pensato e progettato in base ai più avanzati principi di bioarchitettura, dovrebbe essere inaugurato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Un complesso con 70 appartamenti, 16 dei quali in autocostruzione, un bar, un ristorante, un albergo. Un bel luogo dove poter star bene all’insegna dell’ecologia, dell’arte, della cultura, della tecnologia. Spazi comuni condivisi come lavanderia e sala feste. Autosufficienza energetica con pannelli solari termici e fotovoltaici e isolamento termico. Ogni casa ha un pezzo di terra dove poter coltivare il proprio orto. Bambini che giocano all’aperto, lontano dal traffico in mezzo alla Natura … devo continuare? UN MODELLO DIVERSO DI STILE DI VITA Visitare Alcatraz e fartelo raccontare dal suo fondatore ti fa capire che un modello diverso di stile di vita è possibile. Un modello basato sulla eco sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sul rispetto degli altri. Un modello di vita divertente, più salutare, più vicino alla cultura. Un modello basato sui rapporti con le persone vicine con le quali condividere momenti di divertimento e di formazione come feste, spettacoli teatrali, corsi ecc …  Ad Alcatraz non mi sono divertito solo io ma anche qualcun altro; infatti mio figlio oggi, a distanza di diverse settimane da quella piccola gita, mi ha detto: “Babbo, perché non andiamo a fare una bella passeggiata ad Alcatraz a vedere quelle sculture buffe?” MA PERCHE' IL NOME ALCATRAZ? “Non sapevamo come chiamarlo … “ Parole di Jacopo Fo. Ma forse non è del tutto così …

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