DONNA
Tutti i Post
L'Italia è al verde ma la Green Economy potrebbe essere il motore per il rilancio della sua economia. A prima vista un paradosso ma forse è proprio così. E lo dimostra Perugia che su questa cosa non ci dorme sopra, a tal punto da organizzare una notte green, che terrà sveglio il centro storico colorandolo di verde proprio domani venerdì 26 settembre. A partire dalle 19,00 eventi, musica, spettacoli e appuntamenti di gusto animeranno il Museo d’arte contemporanea di Palazzo della Penna, Corso Cavour e Borgo XX Giugno per una notte dedicata all’ambiente e all'economia sostenibile. Per tutti coloro che si presenteranno con un indumento o un accessorio Green, leghisti e non :-), sconto sull’Aperitivo Zen proposto da Bioo con gustosi piatti vegetariani, vini e birra bio. La Notte Green, dedicata interamente al tema dell’ambiente è organizzata da Piacere Magazine in collaborazione con il Distretto del Sale e l’Associazione Borgobello, con il patrocinio del Comune di Perugia e della Fondazione Perugia2019 e i luoghi di Francesco d’Assisi. In particolare, il Museo ospiterà nel chiostro la Mostra “Design Green Appeal”, esposizione temporanea di design e arredamento “verde” a cura del designer Luca Binaglia che ha selezionato e creato per l’occasione oggetti frutto di creatività e riuso. Un altro curioso appuntamento che avrà luogo a Palazzo della Penna è la presentazione del libro Aboca Edizioni “Botanica Urbana. Guida al riconoscimento delle piante medicinali in città”, per scoprire le erbe officinali spontanee che crescono in città (Ore 21.30). Alla presentazione faranno seguito una degustazione di tisane Aboca e un’affascinante Passeggiata in notturna per le strade del centro storico, da Via Marzia fino all’Orto botanico medievale di San Pietro, in compagnia di un esperto che porterà i visitatori alla scoperta delle erbe officinali che nascono spontaneamente nell’area urbana (ore 22.30, hashtag #Aboca e #labuonapianta). La Notte Green vuole essere un’occasione non solo per sensibilizzare alle tematiche ambientali e alla green economy, ma anche per la valorizzazione e la riscoperta da parte di turisti e cittadini del centro storico, luogo dalla forte identità “verde”. Delle due l’una, in occasione della Notte Green è stata organizzata anche un’originale Pedalata Green in notturna nelle vie della città. Appuntamento alle 23.30 in Corso Cavour (incrocio con Via XIV Settembre), quindi, a mezzanotte, con il centro chiuso alle auto, a bordo delle biciclette messe a disposizione da Eco Bike e La Petronilla, si partirà dall’Arco di Sant’Ercolano verso Viale Indipendenza per risalire in Piazza Italia e Corso Vannucci, quindi Piazza Danti, Via Ulisse Rocchi e ridiscendere a Piazza Grimana. Suggestiva la vista in notturna risalendo Via Cesare Battisti fino a Piazza Cavallotti e poi a Via Maestà delle Volte fino a Piazza IV Novembre, da dove poi il gruppo di ciclisti percorreranno di nuovo Corso Vannucci fino a Piazza Italia, Viale Indipendenza e torneranno al punto di partenza di Sant’Ercolano. Non mancheranno, naturalmente, gli spazi dedicati al riciclo e alla raccolta differenziata a cura di Gesenu in Piazza Giordano Bruno e ai Giardini del Frontone, presso i quali i visitatori potranno avere informazioni e suggerimenti. Intanto, anche i bambini potranno imparare divertendosi nell’area Un POST dei più piccoli. Alle Scalette di Sant’Ercolano, POST organizzerà tre diversi laboratori per bambini, interamente gratuiti e ripetuti ogni mezz’ora circa, con la guida di operatori specializzati. Appuntamento in occasione della Notte Green anche con l’aperitivo Il futuro è di chi lo fa. Aspettando Fa’ la cosa giusta! Umbria, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in calendario a Umbriafiere dal 3 al 5 ottobre prossimo. Alle ore 19.00 al Ri-place coworking Point di Corso Cavour presentazione in anteprima dell’evento, con tanto di aperitivo offerto dalla Cantina Cenci di Perugia. Con la buona musica, quella Rock dei NON, in concerto alle 20.00 in Corso Cavour, Auditorium Marianum e dei Gnagna Graffiti, che si esibiranno al ristorante In bocca al luppolo di Borgo XX Giugno a partire dalle 21.00, in contemporanea con lo street-folk dei K-Stone Project in Corso Cavour, Via Fiorenzuola e quella fuzz rock dei Lemmings, alle 22.00 in Corso Cavour 93 alla Tottoo House, in collaborazione con Mr. Sneackers. Buona musica è anche quella Anni 50 degli Swing Pics, accompagnati per l’occasione dai ballerini della scuola Rock your boogie (ore 22.30 Scalette di Sant’Ercolano) e, infine, quella di strada che propongono gli Ami Buz (One-Man eco band) al T-Trane sempre dalle 22.30. Con lo spettacolo e lo sport, dal Green Flashmob, organizzato in collaborazione con la scuola Studio Danza Morlacchi Urban Elements Crew (ore 22.00 Corso Cavour angolo Via Fiorenzuola) all’esibizione di Kick Boxing e Muay Thai dell’ASD Kobra Kai Team Perugia in Piazza Giordano Bruno alle 21.00. Con il teatro in collaborazione con il Teatro di Sacco che presenta In compagnia dei Lupi, letture di Roberto Biselli e Lorenza di Genova ispirate ai racconti di Angela Carter (ore 23.30, Sala Cutu – consigliato ad un pubblico adulto). Con lo shopping in notturna grazie alla collaborazione dei negozi che resteranno aperti fino alla mezzanotte. Con i social e la tecnologia, che vedranno protagonista Skoda e gli Instagramers A caccia del verde. Tra gli stand e nei negozi della zona saranno nascosti oggetti green da fotografare e condividere con gli hashtag #Defferenziatevi e #Skodacontest. In palio premi firmati Leroy Merlin e Fattoria Morella. Alle 22.15, davanti a Palazzo della Penna, appuntamento con il Progetto Ahead, ovvero come utilizzare le tecnologie per condividere le proprie esperienze, a cura di Superficie8. Data la concomitanza degli eventi e la condivisione delle finalità non poteva mancare il Gemellaggio tra la Notte Green e Sharper La notte europea dei ricercatori, che si svolgerà in contemporanea nel centro storico di Perugia. Sarà sempre Palazzo della Penna ad ospitare nel chiostro alcune delle iniziative di Sharper, quali I soliti ignoti ricercatori, un confronto all’americana per giocare a scoprire l’identità dei ricercatori stessi che si raccontano a pubblico attraverso pochi indizi (ore 19.00) e Improscience, teatro d’improvvisazione dei ricercatori che si trasformano in attori per una sera per spiegare agli ospiti la scienza (ore 22.00). Al Nanà Ristorante, intanto, si andrà A cena con la ricerca, ovvero come gustare i piatti parlando con i ricercatori di cibo e salute (ore 20.30), mentre in Corso Cavour angolo Via Fiorenzuola, dalle 22.00 fino a mezzanotte, si apriranno gli Speaker’s Corner, momenti in cui i ricercatori cercheranno di spiegare ai passanti il loro lavoro. In soli tre minuti…Da non perdere, infine, l’evento di punta della Notte europea dei ricercatori, la European Run Night, la prima gara podistica notturna interamente ispirata alla passione dei ricercatori per il loro lavoro.      

News

GreenMind ospita un post di Vestitaacipolla (potete trovarla su Twitter @vestitaacipolla). Buona lettura! Quando c'è da sfoderare il nostro bel dito medio, di solito il destro, per augurare al nostro interlocutore le "migliori " cose, siamo veloci e precisi, siamo maestri e atleti in quello, non ci stanchiamo mai. Al contrario, se dobbiamo usare suo fratello l'indice per scopi diversi che non siano la pulizia del naso o l'indicare per strada una che inciampa nei tacchi, ma che invece serva per "salvare il pianeta", ahi noi, allora la pigrizia prende il sopravvento. Per esempio è "difficile" per noi spegnere le luci di una stanza ogni volta che ne usciamo, preferendo pagare una bolletta salata piuttosto che far andare il santo ditino sull'interruttore. Sembrava che l'idea del secolo fossero le lampade coi sensori di presenza che si accendevano quando si entrava in una stanza e si spegnevano quando ne uscivamo, peccato poi di aver capito che alla fine, dopo vari esperimenti falliti, vengano utilizzate solo nei peggiori bagni dei peggior hotel perché oramai le avevano installate e costava troppo la sostituzione. Quindi, quando ti ritrovi nei famosi peggiori hotel, con la vescica piena che non riesci neanche a respirare, ti abbassi a rallenty i pantaloni, poi gli slip, stai per "centrare il buco" e la luce si spegne non avendo più registrato nessuno movimento tu, maledicendo il risparmio energetico e non vedendo più niente, ti riduci a pisciarti sulle scarpe. La genialata del sensore a presenza è stata una pessima invenzione, come quella dell' accensione col battito delle mani, ma noi continuiamo a sperimentare all'infinito una soluzione piuttosto che fare click con la falange!

News

Vi ricordate di Mario l’Abitudinario, Antonello il Paffutello, Iva l’Impulsiva, Marino Acquabella e Ottone il Bidone? Sono gli Awakeners protagonisti della campagna di sensibilizzazione della Commissione Europea, della Direzione Generale Ambiente, in tema di efficienza delle risorse, e hanno il compito di aiutarci nelle nostre scelte quotidiane per un consumo consapevole. Grazie a loro possiamo scoprire tante piccole azioni verdi alla portata di tutti e non solo: sul sito possiamo trovare consigli molto utili per il consumo consapevole e il risparmio delle risorse. Dalla doccia al posto del bagno, dall’uso della bici anziché della macchina, dai sistemi di lavaggio a basso consumo fino ai detergenti per la cura personale e della casa, dalla diminuzione del consumo di carne alle piante in balcone per favorire la ripopolazione delle api. Sulle guide per il consumo consapevole prodotte dalla Commissione ci sono tanti piccoli suggerimenti per la nostra azione green quotidiana. Certo, molte di questi suggerimenti li conosciamo già, ma quanti di noi li mettono in pratica ogni giorno? Ahinoi, pochi. [jscode id="1"] Nella casa degli Awakeners, troviamo i personaggi che per ogni ambiente (camera da letto, cucina, soggiorno, bagno e cantina) ci segnalano delle ecoazioni. Ad esempio Iva l’Impulsiva è in camera da letto e tra le tante “sveglie” ci segnala che gli abiti che non mettiamo più perché sono fuori moda, o semplicemente non ci piacciono più, si possono riciclare, e in questo modo non andranno disperse le risorse impiegate per produrli. Mario l’Abitudinario in soggiorno ci spiega che le piante sono meglio di qualsiasi deodorante chimico per rimuovere i cattivi odori dalle stanze. Antonello il Paffutello in cucina ci dà consigli sulle nostre abitudini alimentari, come privilegiare il consumo di frutta e verdura di stagione proveniente dai nostri territori, scegliere di più il di pesce proveniente da itticolture sostenibili e diminuire il consumo di carne. Infine Ottone il Bidone in cantina ci spiega come i nostri scarti alimentari possano diventare una risorsa attraverso il compost. Insomma grazie alla campagna della Commissione Europea fare la nostra azione green quotidiana non è poi cosi difficile: è ora di svegliarci! Sponsored by Commissione Europea

News

Un altro bel pezzo comico-riflessivo di @vestitaacipolla Quando non c'è la volontà non c'è la volontà; è inutile che ci si sforzi. L'essere il Don Chisciotte di un'idea, di un progetto, della ricerca di un cambiamento  innovativo non solo oramai è fuori moda come il pantalone a zampa d'elefante, ma il peggio è che vieni anche additato come il pazzo di turno, specie quando le tue idee sarebbero molto scomode per tanti, solo perché vuoi cambiare le cose, migliorarle. Parliamoci chiaro,  per esempio le  vendite delle case automobilistiche sono in netto calo, eppure si continua a produrle, eppure si continua ad incentivare gli acquisti, i progetti di autovetture a impatto zero ed ultra tecnologici, tipo quelle ad acqua, ad aria, a falafel fritti sono stati insabbiati come la testa dello struzzo nella sabbia perché non convenienti per i furbetti del quartierino; se veramente dovessimo  comperare tutte le macchine tra l'usato e il nuovo che ci sono in circolazione, senza rottamare le vecchie, ne useremmo una diversa per ogni giorno della settimana. Si parla di mezzi  pubblici, di car sharing, di bici, di telelavoro, il "pedibus aziendale" eppure volente o nolente si creano tutte le condizioni possibili per non farceli usare e rifarci incollare il sedere sulla nostra maledetta automobile di proprietà! Ma noi ce la faremo, perché ci crediamo, perché siamo i cavalieri del futuro pronti a sacrificare la vita per un mondo migliore. Eh si, non siamo mica come quelli la, che venderebbero anche loro nonna per fare business fregandosene della salute di tutti, specialmente quella dei bambini che sono il nostro avvenire, le idee più semplici sono le più avveneristiche. Giù le mani quindi dalla salute futura dei nostri figli, facciamo scelte intelligenti e a lungo termine che possano andare bene a tutti facendoci ritornare i polmoni da neri, per le polveri sottili, a bianchi e puliti come il culo dei bebè. No, no, però aspetta un attimo, ho fatto il conto senza l'oste, fatemi riflettere sulle alternative che abbiamo: no, no, non sto ritrattando, io ero e sono ancora il paladino delle "best practice" per un mondo migliore, si però, cavolo, ufs ora che ci penso meglio: Nei mezzi pubblici, visto che sono sottodimensionati, ci tocca venire pigiati  come acciughe nel vasetto  mentre alla nostra sinistra ci sfilano  il portafoglio dalla tasca e alla nostra destra ci schiaffano in faccia una bella ascella pezzata da fare scomparire definitivamente l'ozono nell'atmosfera, allora no grazie! Per il car sharing vai a fidarti di chi ti capita, e se poi, anche se il sito del car sharing "ci vende" il guidatore come uno affidabile, non bevitore e con trent'anni di esperienza senza incidenti ci può anche certificare su carta bollata che non sia un rompicoglioni di prima categoria o che non soffra di aerofagia? Sai com'è il viaggio Milano-Bari è lunghetto, e sentirmi per otto ore di tragitto la storia dei suoi calli o peggio ancora viaggiare col finestrino perennemente abbassato per le flatulenze continue non è quello che avevo in mente quando pensavo alla  "green mobility", allora no grazie! La bici per infilarmi con le ruote nei binari del tram, prendermi qualche sportellata in faccia, non prevedere  spazi dove poterle parcheggiare e farmele "per default" rubare appena parcheggiata anche se bloccata con un bloster usato per gli F24, allora no grazie! Telelavoro? di solito i capi si mettono a ridere solo al pensiero di pensarti a casa in pigiama, col capello arruffato e la tazza del caffè bollente davanti al PC anche se il rendimento è migliore rispetto a quello dell'ufficio, loro vogliono vederti soffrire facendoti alzare alle sei del mattino, per farti fare due ore di tragitto inutile, riunioni inutili e conditio si ne qua non, comandarti a bacchetta e controllarti in continuazione a prescindere dal rendimento, allora no grazie! Se cammini per venire in ufficio allora sei un pezzente, lo sanno tutti , allora, no grazie! Forse avevo inteso male io cosa fosse la mobilità sostenibile . Non era tutta una serie di accorgimenti intelligenti e ad impatto zero sull' ambiente  ma si tratta del  rimetterci al nostro posto guida, niente passeggeri per carità, come minimo tre macchine a testa utilizzate a secondo dell'umore giornaliero, e incolonnarsi appena usciti di casa sostenendoci a vicenda,  questa è la vera mobilità sostenibile, con gli altri automobilisti in fila.

News

Se non conoscete In Mino Veritas dovete conoscerlo. Seguitelo su Twitter  @tragi_com78 oppure nel suo blog www.inminoveritas.com . Mino è una bomba di comicità, sagacia, intelligenza e amore per l'ambiente ... Un tempo ci si lamentava del brusco passaggio dall’inverno all’estate. Oggi non più. A giudicare dall’ultimo anno meteorologico, non esistono più CHE mezze stagioni. Cambiano i tempi, cambiano anche i detti. E se i detti cambiano, i tetti, quelli con le tegole, scottano sempre di più. Persino le gatte non riescono più a starci. Ci siamo dimenticati il riscaldamento globale acceso? Così pare. No, così PALE. L’energia del vento le fa girare e se le pale eoliche girano, gira anche l’economia, oltre all’ecologia. Ottima alternativa! O no? Ad alcuni tutto questo giramento di pale proprio non va giù. E a chi? Agli ambientalisti! Come? Possibile? Certo: in tema di impatto ambientale, infatti, le pale non sono indolori, soprattutto se le metti in cima ad una montagna o nel bel mezzo di un paesaggio rurale incontaminato. Un impianto eolico produce energia pulita che protegge l’ambiente. Ma per produrne a sufficienza ci vogliono tante pale, altrimenti installarle non conviene a nessuno.  Tante pale, però, rovinano l’ambiente, proprio quello che l’energia eolica dovrebbe salvaguardare. In sintesi, economia ed ecologia non riescono ad andare ancora a braccetto. Le ragioni? Boh, forse perché la eco di economia è troppo forte e copre la eco di ecologia. In più ha alleati forti: anche la politica è avversaria delle tematiche ambientali. Il tema delle energie rinnovabili fa molta presa in campagna, ma se la campagna è elettorale la presa diventa subito una spina. L’energia si rinnoverà pure, ma per i politici i pannelli non sono voto-voltaici: non producono consensi, al massimo seccature. E se la campagna del grano portò molti consensi a Mussolini, qualsiasi politico eviterà come la peste una campagna elettorale in cui spuntano grane. Esistono interessi più grandi da proteggere, questa sembra essere la fissazione dei governanti o aspiranti tali, e, si sa, chiodo scaccia Kyoto. Eppure la riduzione delle emissioni di CO2 sembra inevitabile, altrimenti per la civiltà umana sarà subito serra. Ma i governi dei paesi più industrializzati non ne vogliono sapere, soprattutto a Nuova Delhi c’è qualcuno che fa l’indiano. Il pomo della discordia è sempre il petrolio: a causa sua non si finisce mai di gettare benzina sul fuoco. Ma il petrolio serve a coprire le distanze e senza di lui la globalizzazione non esisterebbe. Un momento: la globalizzazione? Quella che provoca guerre in Medioriente? Quella della diffusione planetaria di prodotti alimentari omologati e geneticamente modificati?Quella del pensiero occidentale imposto unilateralmente? Se globalizzazione fa rima con omologazione siamo sicuri che sia il bene da tutelare in maniera acritica? La risposta a questi interrogativi appare lontana. Oppure no, è vicina, magari a km zero. Chissà, di fronte all’assalto della grande distribuzione e della nuova frontiera del business de localizzato, l’antidoto potrebbe essere quella di rifugiarsi nel proprio orticello e fare di necessità verdure. Benvenuti nell’era vegetalizzata.

News

Un altro pezzo di @vestitaacipolla. Questa volta si parla di piste ciclabili. Gli italiani in pista come quando credono di saper parlare inglese... sono bravi solo a parole ... A parole siamo bravi tutti. A parole vorremmo la pace nel mondo e un futuro migliore a emissioni zero. Siamo convinti che se le cose non migliorano non è certo per colpa nostra, noi siamo perfetti. Prendiamo noi ciclisti italiani per esempio: Noi che si fa le fiancate con le chiavi alle portiere delle macchine parcheggiate sulle piste ciclabili; noi che a semaforo rosso superiamo tutti quelli in coda col dito medio alzato sogghignando maleficamente e dando agli automobilisti degli sfigati; noi che facciamo i censimenti delle due ruote per poi lamentarci e fare sit-in di protesta davanti ai comuni perché non siamo tutelati; noi che svuotiamo gli scaffali specializzati pensando così che l'avanguardia tecnologica in merito alle due ruote possa compensare la nostra asfitticità muscolare; noi che per l'ufficio scegliamo pony express coi pedali per inquinare meno la città; noi che pensiamo di aver fatto nostra la cultura della bici un po' come quando si usciva da scuola e si pensava di sapere a menadito l'inglese, ci ritroviamo, al primo viaggio in un paese del Nord Europa, a camminare su quella bella strada blu, toh che bravi a colorare i marciapiedi gli stranieri, non accorgendoci minimamente che si tratti di una corsia destinata ai ciclisti, e facendoci non solo arrotare, perché i loro diritti sono i loro diritti e guai a chi infrange le loro regole, ma anche facendoci tirare addosso i peggiori torpiloqui incomprensibili e tu che eri convinto, cazzo, di sapere tutto sul ciclismo ti sentirai come la prima volta in Inghilterra, fresco di otto anni d'inglese e quindi convinto di essere ormai diventato madrelingua, a chiedere al primo inglese che passa "what time is it" con la migliore pronuncia italo-inglese che hai e non capire la risposta. Che ne sarà di noi?  

News

Twitter è un bel social network e lo penso davvero. Ancora di più da quando mi ha permesso di conoscere persone come @Alechinellato. Giornalista romana del segno della bilancia che vede nelle APP uno strumento utile per sensibilizzare gli adulti di domani, a partire dalle scuole. Ecco a voi un suo post scritto gentilmente per Green Mind. L'ecologia a due punto zero passa solo attraverso l'insegnamento nelle scuole. Basterebbe un'ora a settimana già dalle classi medie inferiori per iniziare gli studenti e sensibilizzarli sugli argomenti di maggiore interesse. L'apprendimento potrebbe passare attraverso l'utilizzo e lo sviluppo di app ad hoc che potrebbero rendere maggiormente fruibili i temi di maggiore attualità ecologica. Se il limite tra la realtà e il gioco è molto labile nel cloud, può però aiutare a installare negli uomini di domani una sensibilità forse poco presente nei genitori. Un' applicazione che potrebbe essere interessante dovrebbe essere quella che aiuta a capire quali oggetti si possono riciclare. Dove andarli a disporre nei contenitori. Economicamente e socialmente il tetrapack è il materiale più tecnologico e utile al mondo. Ma ecologicamente parlando è un incubo di riciclaggio. Dato che tutti gli strati sono incollati: andare a smaltire le varie parti delle confezioni tetrapack è un'impresa. Agli sviluppatori l'ardua sentenza.

News

Twittando twittando mi sono imbattuto in @vestitaacipolla. Chi è? Voi vi chiederete. E'  una che (parole sue) scrive per non parlare continuamente. Convince i passanti, minacciandoli, che il rispetto per la natura è alla base del nostro futuro. Appassionata di bio,eco,veg,omeo,vela, MTB, abbigliamento tecnico e maionese di riso. La famiglia la sopporta perché cucina bene. Blogger e urlatrice seriale. Potevo non chiederle di scrivere un pezzo per Green Mind? Il bello è che ha accettato. Ed ecco qua un suo testo eco-comico sulle nuove regole del riciclo e della raccolta differenziata.  Sa, noi gente di campagna siamo gente semplice, gente genuina, siamo vino al vino , pane al pane. Siamo di poche parole, ci capiamo fra di noi con uno sguardo, abbiamo la pelle bruciata dal sole, il profumo del fieno tra i capelli, i calli sulle mani, portiamo gli abiti dei nostri antenati anche se lisi, ci svegliamo all'alba e ci corichiamo al tramonto, siamo gente di campagna, magari zotici e magari ignoranti ma grandi seguaci di leggi e regolamenti, ho insegnato ai miei figli, a furia di zoccolate in testa, a togliersi il cappello davanti ai vigili al loro passare. C'abbiamo i campi,  il pozzo  e le bestie che ci danno tutto e non abbiamo bisogno di andare, grazie a Dio, in paese a comprare nulla. L'altro giorno è venuto a trovarci un signore dal Comune per spiegarci che le leggi sono cambiate e per l'occasione ho convocato tutta la famiglia e i braccianti intorno a lui, ci ha detto che non possiamo più vivere come bifolchi e che, così ha detto " il futuro è davanti a noi ed è nostro dovere afferrarlo e renderlo nostro". Ci ha spiegato che anche nella nostra zone incomincia la raccolta differenziata e che volente o nolente ci dovremmo adeguare per il futuro del pianeta,ha detto proprio così, futuro del pianeta. Ci daranno il bidone nero dove dovremmo buttare tutto quello che non va negli altri bidoni, come p.e. audiocassette, spazzolini da denti, ma noi, ho pensato, usiamo ancora il giradischi a manovella del mio catanonno e la salvia per pulirci i denti, così sono dovuto correre al mercato del paese a procurarmi queste benedette audio, come si chiamano e spazzolini,  il tutto da buttare nel nero . Siamo gente onesta, glielo avevo già detto?? Se ci danno un ordine non possiamo che obbedire. Poi ci hanno consegnato il bidone giallo per la plastica,. Quello bianco per la carta e quello verde per il vetro. E così ancora una volta siamo dovuti andare al mercato a procurarci tutte quei "sacramenti" di roba da buttare in questi bidoni se no non avremmo saputo cosa metterci, che vuole, noi i detersivi ce li facciamo in casa con la cenere, leggere non leggiamo e le bottiglie di vino sono "vuoto a rendere". Abbiamo speso tutti i guadagni del raccolto per comprare cose da infilare nei bidoni perché, come lei sa, i lunedì quelli passano col camion e pretendono, giustamente, di  trovare roba dentro ai bidoni , se no cosa passano a fare. L'unico nostro problema è il secchiello marrone quello che loro chiamano "l'umido". Ci hanno detto che per quello abbiamo diritto a due ritiri settimanali, che li in quei due secchiellini dobbiamo mettere tutti gli scarti alimentari e il  letame delle bestie, che non possiamo più spargerlo nelle campagne per concimare il terreno ma che dobbiamo "riciclarlo", ha detto proprio cos' "riciclarlo", e quindi dobbiamo metterlo a disposizione del Comune che poi lo vende a tutti i cittadini interessati. Quando io ho risposto che c'ho 120 vacche, quaranta scrofe e i cavalli e che due secchielli alla settimana non mi bastavano il signore mi ha detto di accumularlo, ma senza poterlo usare,e di inserirlo negli appositi secchiellini il lunedì e il giovedì. E noi che si fa, non ubbidiamo ancora una volta? Le leggi sono leggi e non sta a noi giudicarle che siamo poveri fattori quindi ci siamo venduti il granaio per poter costruire quattro fosse per metterci il letame non utilizzato, in attesa che lo ritirino. Mi viene il dubbio che forse la produzione di letame sia maggiore rispetto al ritiro di due volte settimanale ma ho fatto solo la seconda elementare e sicuramente la gente che ha studiato ha più ragione di me. Un unico dubbio, le figliate di gattini che la Zia Clotilde, quattro volte all'anno, ha l'abitudine di annegare nel pozzo e poi buttare in mezzo all'orto di Cuori di Bue che da loro un gusto frizzantino e intenso, secondo lei anche quelli dobbiamo buttarli nel bidone dell'umido?  

News

Avete mai visto Lo Sporcaccione? No, non è un film a luci rosse, tranquilli. Si tratta di una cartone animato della Disney con protagonista Paperino (titolo originale THE LITTERBUG). Un cortometraggio pedagogico con un Paperino inquinatore che getta rifiuti ovunque e che incarna quindi il classico consumatore americano (e non solo!) afflitto dalla sindrome dell’usa e getta. Un cartone animato realizzato nel 1961 con l’intento di sensibilizzare i bambini sui temi dell’ecologia, dell’inquinamento e del proliferare dei rifiuti causati dal consumismo del dopoguerra. Il tema dell’ecologia trova raramente spazio nei mass media classici come tv, radio e stampa a meno che non si tratti di eventi e notizie di “natura” catastrofica. Scusate il gioco di parole. Solo quando la notizia ambientale è una bomba (se atomica ancora meglio) riesce a conquistarsi un po’ d’aria (e neanche troppo pulita)  all’interno delle redazioni. Contenuti green di natura positiva (il gioco di parole si ripete) trovano spazio solo in riviste specializzate, canali televisivi tematici o in siti web interamente dedicati all’ecologia. Non mancano invece libri all’interno delle librerie, sia per adulti che per bambini, leggendo i quali si possono capire le problematiche ambientali legate all’inquinamento e allo sfruttamento delle risorse naturali, prendere coscienza delle dimensioni del problema e imparare stili di vita e accorgimenti sostenibili utili alla salvaguardia dell’ambiente. Troppe volte l’ecologia viene vista come sinonimo di lotta contro il progresso, condotta da integralisti politici e pirati verdi in grado di dire solo NO! Non è così. Ci sono tantissime persone che adottano ogni giorno accorgimenti a favore dell’ambiente con netti vantaggi in termini di soldi, salute e soddisfazione. A dimostrazione del fatto che l’ecologia può essere parte integrante dei nostri stili di vita e rappresentare una opportunità per vivere meglio, in barba a chi la vede invece come un ostacolo alle nostre comodità. P.S. Chissà se Walt Disney disegnava i cartoni animati su carta riciclata! 

News


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2017 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018