DONNA
L’oro del futuro? Niente lingotti. Ma liquido e di colore blu.
Scritto il 2012-11-08
da davidemercati
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Fonte: www.incontrofraipopoli.it

Nel ‘500 i galeoni spagnoli solcavano l’oceano Atlantico trasportando grandi quantità di oro giallo, scavato nelle miniere dagli indios delle colonie sudamericane. Da oltre 100 anni le petroliere trasportano il petrolio, oro nero,  da un capo all'altro del mondo. In futuro le navi trasporteranno oro blu. Ovvero acqua potabile. L’acqua sta diventando infatti l'oro del futuro dato che due terzi della popolazione mondiale potrebbe avere difficoltà di approvvigionamento entro il 2025. La sua scarsità è una minaccia per i futuri equilibri geo-politici e per la sopravvivenza degli esseri viventi e tenderà a peggiorare  per l’innalzamento delle temperature e l’inasprirsi dei fenomeni atmosferici.

Dobbiamo considerare che siccità e desertificazione non sono fenomeni esclusivi dei Paesi africani. Anche in Italia suona infatti l’allarme. In Toscana una recente rilevazione dell’ARPA ha evidenziato che le precipitazioni del 2012 in alcune zone della regione sono inferiori del 50% rispetto al 2011 e addirittura del 70% rispetto al 2010. Situazioni analoghe si sono verificate anche in altre parti d'Italia. La crescente scarsità di acqua non è però dovuta solo ai rapidi cambiamenti atmosferici legati a loro volta all’inquinamento e alla cattiva gestione delle risorse naturali e ambientali. Ruolo fondamentale è ricoperto infatti anche dalle abitudini domestiche e dagli stili di vita delle popolazioni occidentalizzate.

Pensiamo ad esempio all’impatto del turismo. In molte mete turistiche la doccia del turista ha la precedenza  rispetto all’agricoltura e ai fabbisogni delle popolazioni locali. Un cittadino di Zanzibar consuma 92 litri di acqua al giorno mentre un turista ne utilizza oltre 3.000 in hotel di lusso. È per questo che l'organizzazione Tourism Concern chiede all’industria del turismo più eco sostenibilità e responsabilità nell’uso dell’oro blu.  Disparità di questo tipo generano diseguaglianze sociali,  tensioni politiche e addirittura conflitti bellici.

Per quanto riguarda lo spreco idrico del nostro Paese  arrivano comunque anche buone notizie. Dal Rapporto 2012 sulla Qualità dell'ambiente urbano, redatto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sull’analisi di dati relativi a 51 capoluoghi italiani si evince che i nostri connazionali in ambito domestico sperperino meno acqua rispetto al passato. Confrontando il valore medio del 2010 (dati Istat) con quello del 2000, si riscontra una diminuzione di circa il 20% dello spreco. I maggiori consumi avvengono a Monza, Roma, Milano, Catania, Bergamo, Messina e Torino mentre la città più virtuosa è Arezzo seguita da Andria, Foggia, Prato, Forli, Reggio Emilia e Brindisi. Rispetto al 2000, la più alta riduzione dei consumi è stata registrata a Potenza (-36,6%), seguita da Torino (-29,6%), Piacenza (-26,8%), Novara (-26,6%), Genova (-26,0%), Parma (-25,2%) e Napoli (-21,4%). Risultati di politiche di razionamento dell’acqua ma anche, si spera, di maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. Quello dello spreco dell’acqua  è comunque un fenomeno rilevante nella nostra penisola che dipende soprattutto dalla dispersione di acqua causata da obsolescenza e inadeguata manutenzione delle reti di distribuzione e degli acquedotti. Secondo i dati ISTAT del 2008 su 100 litri d'acqua erogati ne verrebbero dispersi quasi la metà.

Ma cosa possiamo fare per salvaguardare il nostro oro blu?

In casa:

  • Doccia al posto del bagno nella vasca. Si risparmia fino al 50% di acqua e ancora di più se ci si insapona con il rubinetto chiuso.
  • Chiudere il rubinetto mentre si spazzolano i denti.
  • Recuperare l’acqua di cottura della pasta. Ricca di amido è ottima per sgrassare piatti e stoviglie.
  • Chiudere lo scarico del lavello di cucina mentre si lavano frutta e verdura e utilizzare l’acqua recuperata per lavare i piatti.
  • Inserire riduttori di flusso nei rubinetti della cucina e dei bagni.
  • Ridurre lo scarico del wc inserendo una bottiglia da 1,5 o 2 l piena di acqua nella cassetta.

In giardino e nell’orto:

  • Raccogliere acqua piovana da utilizzare per l’innaffiatura.
  • Utilizzare impianti di irrigazione a goccia.

Nei grandi siti turistici e/o impianti di produzione:

  • Impiego di eco-wc che non consumano acqua e trasformano i bisogni in biogas.
  • Utilizzare acque di minore qualità dove possibile. Come per esempio a Hong Kong dove nell’80% delle toilette è utilizzata acqua di mare o acqua recuperata dal lavaggio degli aerei.
  •  Rigenerazione di acque di scarico come avviene nella contea di Orange County, in California, dove acque depurate sono rimesse  in acquedotto fornendo il 20% del fabbisogno.  


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